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Nuove tensioni sul motore Mercedes in vista della F1 2026

Cresce l'attesa per l'incontro tra i tecnici più influenti del circus, chiamati a risolvere un dilemma che agita i vertici di Maranello e non solo

by Davide Cannata
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La partita più delicata della Formula 1 2026 si sta consumando lontano dalla pista, attorno al nuovo regolamento sulle power unit e al presunto “trucco” del motore Mercedes legato al rapporto di compressione del V6 termico. Al centro del confronto c’è una zona grigia tecnica che rischia di condizionare l’intero Mondiale 2026 e che ha già innescato uno scontro politico tra i principali costruttori.

Secondo quanto emerso nel paddock, la casa tedesca avrebbe sviluppato una soluzione che permette di rispettare il limite regolamentare di 16:1 nei controlli statici a freddo, per poi superarlo in temperatura fino a 18:1 in condizioni di gara. Si tratta di un’interpretazione che la FIA considera formalmente legale, poiché i controlli avvengono “a temperatura ambiente”, ma che Ferrari, Audi e Honda giudicano in contrasto con lo spirito delle norme.

Il vantaggio prestazionale e la zona grigia del regolamento

Il presunto escamotage garantirebbe a Mercedes fino a 13 cavalli in più, un guadagno che sul giro si tradurrebbe in pochi decimi, margine ridotto ma potenzialmente decisivo all’inizio di un nuovo ciclo tecnico come quello del 2026. Al momento, un beneficio di questo tipo sarebbe replicabile solo da Mercedes e in parte da Red Bull, accentuando le preoccupazioni dei rivali per un possibile squilibrio di performance.

La zona grigia riguarda il modo in cui viene applicato il limite di compressione: le monoposto devono risultare conformi ai controlli, ma la questione è se debbano esserlo in ogni momento della gara o soltanto nelle verifiche statiche. Per Ferrari, Audi e Honda, una soluzione che modifichi di fatto il rapporto di compressione in esercizio configurerebbe una violazione del principio di parità regolamentare, pur restando formalmente entro i limiti durante le ispezioni.

La mossa di Ferrari, Audi e Honda e il summit FIA del 22 gennaio

La reazione degli altri costruttori è stata immediata: Ferrari, Audi e Honda hanno inviato una lettera formale alla FIA chiedendo di vietare la soluzione Mercedes, richiamandosi all’articolo che impone alle vetture di essere conformi al regolamento in ogni momento della gara, non solo durante le verifiche tecniche. Nella richiesta è sottolineata l’urgenza di un chiarimento definitivo prima dell’inizio della stagione, per evitare contenziosi a campionato in corso.

Sotto questa pressione politica, la FIA ha deciso di convocare un summit tecnico con tutti i costruttori di power unit, fissato per il 22 gennaio, data che coincide con la presentazione ufficiale della nuova monoposto Mercedes. L’incontro sarà l’occasione per discutere in modo approfondito l’interpretazione del regolamento 2026 e valutare se l’approccio di Stoccarda debba essere confermato, ristretto o vietato.

La posizione ufficiale della FIA e il rischio di un caso politico

Un portavoce della FIA, interpellato da RacingNews 365, ha confermato lo scenario, spiegando: “Come di consueto con l’introduzione di nuovi regolamenti, sono in corso discussioni sulla versione 2026 che riguarda power unit e telaio. L’incontro previsto per il 22 gennaio è tra esperti tecnici. Come sempre, la FIA valuta la situazione per assicurarsi che il Regolamento sia compreso e applicato allo stesso modo da tutti i partecipanti”. Parole che ribadiscono la volontà dell’organo federale di mantenere una linea di uniformità nell’applicazione delle regole, senza però chiudere subito la porta alle soluzioni più innovative.

Il nodo, però, resta fortemente politico: da una parte Mercedes e i team clienti – McLaren, Williams e Alpine – interessati a preservare ogni possibile vantaggio, dall’altra Ferrari, Audi e Honda, determinate a impedire che un’interpretazione regolamentare possa condizionare l’intero Mondiale 2026. La FIA prende tempo, ma una decisione sarà inevitabile e potrebbe arrivare quando il semaforo verde della nuova era tecnica sarà ormai prossimo allo spegnimento.

A cura della redazione

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