La sanzione milionaria e il nodo dei contratti
L’Inps ha comunicato una sanzione complessiva vicina agli 8 milioni di euro nei confronti di due grandi realtà dell’informazione digitale: Ciaopeople Srl, editore di Fanpage.it, e Citynews, che controlla il network di testate locali legate al marchio Today.
Secondo l’Istituto, le due aziende hanno scelto contratti collettivi che non rispecchiano pienamente il lavoro giornalistico svolto nelle redazioni, con un impatto diretto sui contributi previdenziali dovuti. L’ente sostiene che il contratto applicato preveda condizioni economiche più leggere rispetto a quello considerato principale nel settore.
Nel dettaglio, la multa riguarda circa 3,5 milioni per Ciaopeople e circa 4,5 milioni per Citynews. L’Inps collega queste cifre a un ricalcolo contributivo basato su livelli salariali differenti.
Le posizioni dei sindacati e le reazioni del settore
La decisione ha acceso subito un confronto duro nel mondo dell’editoria. La Federazione Nazionale Stampa Italiana ha sostenuto l’azione dell’Inps e ha ribadito che solo i contratti firmati con la rappresentanza storica dei giornalisti garantiscono tutele corrette.
Secondo il sindacato, alcune aziende scelgono accordi alternativi per ridurre il costo del lavoro e per creare un vantaggio competitivo. La Fnsi parla di concorrenza sleale e di un rischio per il futuro previdenziale dei professionisti.
In questo clima, le parole del sindacato hanno pesato nel dibattito: “I contratti meno onerosi rischiano di sottrarre diritti e contributi ai colleghi”.
La risposta di Fanpage e la scelta del ricorso
Dal canto suo, Fanpage.it ha diffuso una replica pubblica e ha annunciato l’intenzione di contestare il provvedimento. La testata ritiene la questione complessa e sostiene di poter difendere le proprie scelte nelle sedi legali.
L’azienda respinge alcune ricostruzioni e sottolinea che la vicenda non si riduce a un semplice scontro economico. In un intervento, Fanpage ha scritto: “La storia dei contratti non è quella che vi stanno raccontando”.
Un caso che può cambiare l’editoria digitale
La multa dell’Inps non riguarda soltanto due gruppi editoriali: la vicenda mette al centro una domanda più ampia, ovvero quale contratto debba valere davvero per il giornalismo online.
Molte realtà digitali hanno scelto negli anni contratti diversi da quello tradizionale, spesso per esigenze di sostenibilità economica. Tuttavia, l’interpretazione dell’Inps potrebbe creare un precedente pesante: altre aziende potrebbero trovarsi davanti alla necessità di riallineare retribuzioni e contributi.
Il caso di Fanpage e Today rappresenta quindi un passaggio cruciale tra diritto del lavoro, economia dell’informazione e tutela dei giornalisti. Ora la partita continua nei tribunali e nelle trattative contrattuali, con effetti che potrebbero ridisegnare il futuro dell’editoria digitale italiana.
A cura di Nora Taylor
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