Home Daynews24Plastic Free: un weekend di duro lavoro per il bene del pianeta

Plastic Free: un weekend di duro lavoro per il bene del pianeta

Un'operazione mastodontica ha coinvolto centinaia di persone decise a ripulire uno degli angoli più fragili d'Italia dall'inquinamento soffocante causato da decenni di accumuli

by Davide Cannata
gwizuk goose 4308750 1920

Una mobilitazione straordinaria ha interessato il Delta del Po durante l’ultimo fine settimana, portando alla rimozione di oltre dieci tonnellate di plastica e detriti vari. L’operazione di bonifica, organizzata da Plastic Free Onlus, si è concentrata lungo la sponda del Po della Donzella, in località Gorino Sullam, nel territorio di Taglio di Po in provincia di Rovigo. In attesa dei dati definitivi che verranno forniti da Ecoambiente, il bilancio dell’attività conferma l’urgenza di intervenire in un ecosistema tanto affascinante quanto vulnerabile.

La grande mobilitazione dei volontari e l’impatto ambientale

All’appello di Riccardo Mancin, referente provinciale dell’associazione ambientalista attiva dal 2019, hanno risposto 140 volontari giunti da ben sei regioni: Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Marche. Durante le dieci ore di intervento complessivo, il supporto logistico è stato garantito dai mezzi privati di Luca Pregnolato e dello stesso Mancin, essenziali per trasportare il materiale raccolto lungo l’argine. “Una situazione disastrosa” ha dichiarato Riccardo Mancin, sottolineando come l’accumulo sia l’esito di decenni di incuria e sversamenti illegali: “lo shock dei volontari è stato profondo: si tratta di una realtà che si comprende davvero solo vedendola con i propri occhi, toccandola con mano. Iniziative come questa non servono soltanto a rimuovere rifiuti che cessano di inquinare l’ambiente, ma a generare consapevolezza”.

Collaborazioni locali e il contributo della ricerca scientifica

L’iniziativa ha trovato una solida base nel supporto del territorio, in particolare grazie ai Rifugi Natura di Gorino Sullam. Mancin ha rivolto un ringraziamento speciale a Rosita Trombini, Luca Massarenti e a tutto il loro staff per l’ospitalità offerta ai partecipanti, oltre a citare Sandro Vidali per la sua preziosa narrazione del delta e Katia per l’impeccabile coordinamento dell’accoglienza. Significativa è stata anche la partecipazione di una delegazione del CNR – Istituto di Scienze Marine di Venezia. I ricercatori, coinvolti nel progetto europeo Inspire focalizzato sui grandi fiumi, hanno effettuato un monitoraggio scientifico del tratto interessato, catalogando con precisione i materiali recuperati. “Scienza e volontariato devono unire le forze per migliorare un pianeta spesso bistrattato” ha ribadito Mancin, sollecitando al contempo un intervento più incisivo da parte delle istituzioni nazionali e locali.

I prossimi passi per la difesa del Grande Fiume

L’attività di tutela del Grande Fiume non si conclude con questa operazione di massa. La consapevolezza ambientale resta il motore principale per innescare un cambiamento reale e contrastare l’impunità di chi danneggia gli spazi comuni. Il prossimo appuntamento è già fissato per il 21 marzo a Polesine Camerini, sempre in provincia di Rovigo. L’evento si svolgerà nell’ambito del programma ministeriale Po SalvaMare e vedrà la partecipazione congiunta di Legambiente, proseguendo il percorso di risanamento e protezione di questa fondamentale arteria naturale italiana.

A cura della Redazione
Leggi anche: Il diabete: il nemico invisibile del terzo millennio
Seguici su Instagram e Facebook!

error: Il contenuto è protetto!!