L’indagine Best Workplaces Italia 2026, curata da Great Place to Work Italia, taglia il prestigioso traguardo del 25° anniversario, offrendo una panoramica dettagliata sulle 75 eccellenze aziendali nel nostro Paese. Lo studio, basato sulle testimonianze di oltre 210mila collaboratori appartenenti a 415 realtà produttive, evidenzia come un clima di fiducia elevata, attestatosi all’85% (in crescita del +1% rispetto all’anno precedente), rappresenti il vero motore della solidità finanziaria. Le imprese in classifica hanno infatti registrato un incremento medio del fatturato del +20%, un dato straordinario se confrontato con il +1% dell’indice Istat per industria e servizi. “Nelle organizzazioni dove l’ascolto delle persone e la fiducia nel loro lavoro sono pratiche concrete, si osserva una maggiore solidità finanziaria, trasversalmente a settori e dimensioni aziendali” sottolinea Alessandro Zollo, CEO di Great Place to Work Italia. Anche la soddisfazione generale si mantiene altissima all’87%, segnando un divario netto del +44% rispetto alla media nazionale del 43% rilevata dall’European Workforce Study.

Beniamino Bedusa presidente Great Place to Work Italia
Settori trainanti e distribuzione geografica delle imprese d’eccellenza
Il panorama dei migliori luoghi di lavoro vede il dominio del settore IT, che occupa il 25,3% della graduatoria, seguito dalle biotecnologie e farmaceutico al 14,67% e dai servizi finanziari e assicurativi al 12%. Seguono l’industria manifatturiera (10,67%), i servizi professionali (9,33%) e la sanità (5,33%). Sotto il profilo territoriale, emerge una forte concentrazione in Lombardia (49,3%) e nel Lazio (22,67%), con oltre sette aziende su dieci situate in queste due regioni. Complessivamente sono 11 le regioni coinvolte, mentre restano scoperte zone come Sicilia, Sardegna, Campania e altre aree del Nord e del Centro. Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia, riflette sul percorso compiuto: “In questi 25 anni abbiamo ascoltato quasi due milioni di persone di oltre cinquemila organizzazioni, mentre il mercato del lavoro cambiava profondamente sotto i nostri occhi. Il nostro plauso va alle aziende che scelgono di intraprendere un percorso di miglioramento basato sui dati”. La demografia dei dipendenti coinvolti vede una quasi parità tra uomini (50%) e donne (49%), con una prevalenza di Millennial (47%) e una significativa presenza della Generazione X (44%) e della Gen Z (10%).

Alessandro Zollo CEO Great Place to Work Italia
Analisi del clima aziendale e i vincitori delle cinque categorie
L’analisi qualitativa mostra segnali positivi sulla meritocrazia (73%, +2%) e sull’organizzazione di eventi speciali (90%, +2%), sebbene si noti una leggera flessione del 1% su benefit e flessibilità. Tra i fattori che rendono unico l’ambiente di lavoro, i lavoratori indicano il supporto (21%), l’atmosfera (13%) e la collaborazione (12%), mentre le aree di miglioramento richieste riguardano la retribuzione (19%) e i processi interni (17%). Per quanto riguarda le classifiche per dimensione, tra le aziende con oltre 1.000 dipendenti svetta Hilton, seguita da Abbvie e TP. Nella fascia 500-999 collaboratori, il primato va a Cisco, davanti a Bending Spoons e ConTe.it. Per la categoria 150-499 vince MetLife, seguita da Bristol-Myers Squibb e Jet HR. Tra le imprese con 50-149 dipendenti trionfa Biogen, con Galileo Life e Reverse SpA sul podio. Infine, nelle realtà tra 10 e 49 collaboratori, la medaglia d’oro va ad Auditel, seguita da Trek Bicycle e ACSoftware. Come ricorda Zollo, queste aziende mostrano performance economiche tre volte superiori alla capitalizzazione dell’S&P 500, confermando l’efficacia del cosiddetto Great Place to Work Effect.
A cura di Viola Bianchi
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