Home Daynews24Ultima oraAppuntamentiTeatro e comunità: il piccolo miracolo di via Tondi

Teatro e comunità: il piccolo miracolo di via Tondi

La storia di un recupero creativo dove l'arte drammatica restituisce dignità a un angolo dimenticato della città

by Davide Cannata
edicola foggia ph press copia

Nel centro di San Severo, comune in provincia di Foggia, una vecchia edicola abbandonata da ben sei anni è risorta sotto una veste completamente inedita. Situato in via Tondi, questo minuscolo chiosco dalle serrande storicamente abbassate si è tramutato in un piccolissimo e stupefacente palcoscenico teatrale. In un periodo storico segnato dalla chiusura di migliaia di edicole su tutto il territorio nazionale, questa piccola struttura si trasforma in un emblema di resistenza gentile, offrendo una poetica alternativa alla crisi dell’editoria e rispondendo alla necessità di luoghi vivi. Questo palcoscenico in miniatura è stato concepito per ospitare non più di sei spettatori alla volta, creando un’atmosfera di profonda intimità e restituendo un forte senso di comunità.

edicola foggia ph press

Edicola Foggia ph press

Il progetto teatrale di Foyer 97 e Francesco Gravino

La potente intuizione porta la firma della compagnia teatrale Foyer 97 e del suo direttore artistico Francesco Gravino. Il loro obiettivo primario è stato quello di riportare la cultura a diretto contatto con la gente, riducendo quasi totalmente le distanze. In questo ambiente ristretto mancano le quinte e la classica platea, lasciando spazio unicamente a sguardi ravvicinati, respiri condivisi e parole trasmesse in maniera diretta e senza filtri. Il format proposto è tanto essenziale quanto magnetico: vengono messi in scena spettacoli dalla durata di soli quindici minuti, eseguiti con un ritmo incalzante. Sono ben undici attori a dare vita a frammenti di quotidianità e monologhi intensi davanti a un pubblico esiguo ma incredibilmente coinvolto.

Il successo nella Giornata Mondiale del Teatro

Questo innovativo esperimento ha preso forma in occasione della Giornata Mondiale del Teatro, catturando l’attenzione ben oltre i confini locali e dimostrando che la forza delle idee può abitare anche negli spazi più ristretti. All’ingresso, i passanti vengono accolti da un invito quasi provocatorio a diventare parte della scena, trasformando la mera curiosità in una partecipazione attiva. Sebbene il sipario si sia momentaneamente chiuso dopo tre giorni intensi di repliche, l’impatto di questa esperienza fulminea lascia una traccia persistente, come un segreto condiviso, cambiando per sempre chi ha varcato quella soglia. In fondo, basta uno spazio dimenticato, una voce e qualche sedia per ricordarci che il teatro, proprio come la vita, trova sempre il modo di tornare in scena.

A cura della redazione

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