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Parcheggio della paura: cos’è successo a Orio al Serio?

Un'improvvisa serie di eventi misteriosi sta sconvolgendo le aree di sosta destinate a chi viaggia per lavoro o vacanza

by Davide Cannata
aeroporto di orio al serio ph ig

Le auto di lusso lasciate nei parcheggi dell’aeroporto di Orio al Serio sono finite nel mirino di una banda che, nel giro di pochi giorni, ha trasformato il rientro di diversi viaggiatori in un incubo fatto di carrozzerie smontate, componenti spariti e danni da decine di migliaia di euro. È da qui che nasce la nuova ondata di polemiche attorno allo scalo bergamasco, mentre sui social e nei gruppi online si moltiplicano fotografie, denunce e racconti di automobilisti increduli davanti alle proprie vetture devastate dopo un weekend lontano da casa.

Colpi mirati e danni ingenti

A far discutere non è soltanto l’entità dei furti, ma la dinamica quasi chirurgica con cui i criminali sembrano aver agito, prendendo di mira esclusivamente modelli di alta gamma. Tra i casi che hanno acceso il dibattito c’è quello dell’imprenditore bresciano Andrea Montini, che al ritorno ha trovato la sua Bmw letteralmente smembrata, con un conto dei danni che sfiora i 35 mila euro. Una scena che, secondo quanto emerso nelle ultime ore, non sarebbe affatto isolata.

Un fenomeno sempre più diffuso

Anche altri proprietari di Suv e berline di lusso hanno denunciato interventi identici: fari rimossi, paraurti spariti, parti elettroniche e meccaniche sottratte con precisione professionale, lasciando le vetture inutilizzabili. Un copione ripetuto più volte e che alimenta interrogativi inevitabili sulla sicurezza delle aree di sosta attorno all’aeroporto.

La reazione sui social e le indagini

Sul web la tensione cresce rapidamente. Profili social molto seguiti nel Nord Italia hanno rilanciato fotografie e testimonianze, mentre tra gli utenti si rincorrono domande e timori sulla reale tutela dei parcheggi destinati ai viaggiatori. Nel frattempo Sacbo, la società che gestisce lo scalo di Orio al Serio, ha confermato la collaborazione con le forze dell’ordine e con la società incaricata della gestione delle soste, impegnate nelle indagini per risalire agli autori dei colpi.

Un parcheggio della paura

Un dettaglio, però, rende la vicenda ancora più delicata: episodi simili, secondo gli investigatori, si sarebbero verificati anche in altri aeroporti italiani, segno di un fenomeno ben più organizzato di quanto si pensasse inizialmente. E così quello che doveva essere il luogo della partenza e del ritorno si è trasformato in un parcheggio della paura, dove bastano pochi giorni di assenza per ritrovare la propria auto ridotta a un relitto di lusso.

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