Home Daynews24Il fenomeno dell’italian sounding e il suo impatto globale

Il fenomeno dell’italian sounding e il suo impatto globale

Le cifre record di una sfida economica che mette a rischio l'autenticità e la sicurezza del comparto agroalimentare nel silenzio generale

by Davide Cannata
ph web parmesan

Il fenomeno dell’Italian Sounding rappresenta una delle sfide più rilevanti per il settore agroalimentare italiano, sottraendo importanti quote di mercato ai prodotti autentici. Questa pratica si basa sull’utilizzo di nomi, immagini, colori e riferimenti geografici che richiamano l’Italia in modo ingannevole, pur trattandosi di prodotti realizzati all’estero. L’obiettivo è sfruttare la forte reputazione globale del Made in Italy per attirare consumatori internazionali. Secondo le stime di Ismea, il valore complessivo di questo mercato supera i 90 miliardi di euro a livello mondiale, generando una vera e propria economia parallela fondata sull’inganno visivo e fonetico.

La diffusione del falso made in Italy negli Stati Uniti

Una parte consistente di questo fenomeno si concentra negli Stati Uniti, dove il mercato delle imitazioni raggiunge un valore annuo di circa 40 miliardi di euro. Nei supermercati americani è facile trovare prodotti come Parmesan o San Daniele Ham, esempi evidenti di imitazione. Secondo Coldiretti, che ha presentato un’analisi durante il Summer Fancy Food di New York, le perdite per l’Italia sono ingenti. A queste si aggiunge un danno interno di 2 miliardi di euro dovuto al sistema dei codici doganali, che consente alle materie prime straniere di ottenere la nazionalità italiana attraverso il meccanismo dell’ultima trasformazione sostanziale. Questa situazione non incide solo sull’economia, ma solleva anche importanti questioni legate alla tutela sanitaria.

I numeri della produzione imitativa e i rischi globali

I dati del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti evidenziano la portata industriale del fenomeno, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Gli stabilimenti situati in Wisconsin, California e New York producono circa il 90 per cento dei formaggi di ispirazione italiana negli USA. La produzione comprende 222 milioni di chili di Parmesan, 170 milioni di chili di Provolone, 23 milioni di chili di Pecorino Romano e quasi 40 milioni di chili di altre varietà. Il dato più significativo riguarda la mozzarella, che supera i 2 miliardi di chili annui, portando il totale dei formaggi “italian style” a circa 2,7 miliardi di chili, oltre i livelli di formaggi storici americani come il Cheddar. Anche i settori dei salumi e dei vini sono coinvolti, con imitazioni di Mortadella Bologna e Salame Milano e la diffusione di kit chimici per replicare vini celebri. Questo scenario evidenzia la necessità di accordi bilaterali più stringenti per tutelare il patrimonio economico e culturale del Made in Italy.

A cura della redazione

Leggi anche: Organi di ricambio e cloni: inizia l’era della post-umanità

Seguici su Instagram e Facebook

error: Il contenuto è protetto!!