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Sinner e il no al Royal Box: la decisione sorprende Wimbledon

I genitori di Jannik Sinner hanno scelto di non accettare l'invito per assistere al torneo dal celebre Royal Box di Wimbledon. Il numero uno del mondo ha raccontato con naturalezza il motivo della loro decisione, confermando ancora una volta quanto la sua famiglia preferisca la discrezione e una vita lontana dai riflettori, anche nei momenti più importanti della sua carriera

by Nora Taylor
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L’assenza dei genitori di Jannik Sinner nel prestigioso Royal Box ha attirato l’attenzione durante l’edizione 2026 di Wimbledon. Da campione in carica, il tennista azzurro ha ricevuto tutti gli onori riservati al detentore del titolo e anche la sua famiglia ha ottenuto l’invito per assistere agli incontri dall’area più esclusiva del Centre Court. Hanspeter Sinner e Siglinde Sinner, però, hanno deciso di non cogliere questa opportunità.

Dopo il successo ottenuto contro Jenson Brooksby, Jannik Sinner ha spiegato con grande semplicità che Wimbledon aveva riservato ai suoi genitori un posto nel Royal Box. Il campione italiano ha raccontato di aver parlato con loro, pur sapendo già quale sarebbe stata la risposta.

«È stata offerta la possibilità ai miei genitori. Però li conosco. Gliel’ho chiesto, ma è impossibile che vengano qui. Hanno altre cose da fare e li capisco», ha dichiarato Jannik Sinner, sorridendo davanti ai giornalisti durante la conferenza stampa.

Hanspeter e Siglinde restano fedeli al loro stile di vita

La scelta dei genitori del numero uno del mondo non rappresenta un episodio inatteso. Fin dai primi passi della carriera del figlio, Hanspeter Sinner e Siglinde Sinner hanno sempre mantenuto un atteggiamento estremamente riservato, evitando l’esposizione mediatica e preferendo restare lontani dalle luci della ribalta.

Anche dopo i grandi successi internazionali conquistati da Jannik Sinner, la famiglia ha continuato a vivere con la stessa semplicità di sempre. Il campione altoatesino ha più volte raccontato che la madre non ama comparire davanti alle telecamere e che anche il padre condivide la stessa filosofia.

«Conosco mia madre: non ha proprio voglia di stare davanti alle telecamere. Mio padre è uguale. Mi aspettavo un no secco ed è arrivato», ha spiegato il tennista, confermando che non ha mai cercato di convincerli a cambiare idea.

Un legame costruito sui valori della normalità

Nel corso degli anni Jannik Sinner ha spesso sottolineato quanto l’educazione ricevuta dalla sua famiglia abbia inciso sulla sua crescita personale e professionale. Nonostante la fama mondiale e i trionfi nei tornei più prestigiosi, i suoi genitori hanno continuato a condurre una vita normale, senza modificare le proprie abitudini quotidiane.

Le loro apparizioni sugli spalti restano molto rare e coincidono quasi sempre con occasioni davvero speciali. Le immagini di Siglinde Sinner durante alcune finali Slam hanno emozionato gli appassionati di tennis, mostrando tutto il coinvolgimento di una madre che segue con trasporto ogni punto disputato dal figlio.

Lo stesso Jannik Sinner aveva raccontato in passato che la madre gli aveva confidato di voler assistere dal vivo soltanto a eventuali finali Slam disputate in Europa, una promessa che poi ha mantenuto quando il figlio ha raggiunto i traguardi più prestigiosi della sua carriera.

Una famiglia che mette la semplicità davanti al prestigio

La rinuncia al Royal Box conferma ancora una volta l’identità della famiglia Sinner. Pur avendo ricevuto uno degli inviti più prestigiosi dell’intero torneo londinese, Hanspeter Sinner e Siglinde Sinner hanno preferito seguire il proprio modo di vivere, senza lasciarsi attirare dal fascino di un palcoscenico tanto esclusivo.

Il racconto di Jannik Sinner ha conquistato tifosi e addetti ai lavori proprio per la sua spontaneità. In un contesto sportivo dove spesso la notorietà porta inevitabilmente sotto i riflettori anche i familiari degli atleti, il campione italiano continua invece a rappresentare un modello di equilibrio, autenticità e umiltà, valori che accompagnano lui e la sua famiglia fin dall’inizio della sua straordinaria avventura nel tennis mondiale.

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