L’attesa per il rimborso Irpef è ormai entrata nel vivo. Milioni di lavoratori dipendenti che hanno trasmesso il modello 730 attendono di verificare se il credito fiscale spettante comparirà nella prossima busta paga. Per molti contribuenti il rimborso rappresenta una somma importante, capace di aumentare sensibilmente lo stipendio netto grazie alle detrazioni maturate durante l’anno. Tuttavia non tutti riceveranno l’accredito nello stesso periodo. Le procedure previste dalla normativa fiscale seguono infatti un calendario che varia in base a diversi fattori, motivo per cui alcuni lavoratori potranno ricevere il rimborso già durante l’estate mentre altri dovranno attendere fino ai mesi autunnali.
Il momento in cui arriva il rimborso dipende principalmente dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi e dai tempi con cui il datore di lavoro riceve il prospetto di liquidazione predisposto dall’Agenzia delle Entrate. Anche eventuali controlli possono modificare il calendario dei pagamenti e prolungare l’attesa.
Le date previste per il rimborso Irpef
I contribuenti che hanno presentato il modello 730 entro le prime scadenze e dispongono di un datore di lavoro che svolge il ruolo di sostituto d’imposta possono ricevere il rimborso già nella busta paga di luglio. Chi invece ha inviato la dichiarazione in una fase successiva potrebbe visualizzare l’accredito con lo stipendio di agosto oppure di settembre. Nei casi in cui la trasmissione della dichiarazione sia avvenuta vicino alla scadenza finale o si rendano necessari ulteriori controlli, il pagamento potrebbe arrivare soltanto nei mesi successivi.
Non esiste quindi una data valida per tutti i contribuenti. Ogni pratica segue infatti un percorso autonomo che tiene conto sia delle operazioni effettuate dall’Agenzia delle Entrate sia dei tempi necessari al datore di lavoro per elaborare la busta paga successiva.
Perché alcuni contribuenti ricevono il rimborso prima
Molti lavoratori si chiedono come sia possibile che due colleghi impiegati nella stessa azienda ricevano il rimborso in periodi differenti. La spiegazione risiede nei diversi elementi che influenzano la procedura. Oltre alla data di presentazione del modello 730 incidono anche i tempi di elaborazione della dichiarazione, l’organizzazione dell’ufficio paghe e l’eventuale presenza di verifiche fiscali.
Ogni dichiarazione segue un iter specifico, per questo motivo il rimborso può comparire nella busta paga di un lavoratore mentre un altro contribuente dovrà attendere ancora alcune settimane.
Come riconoscere il rimborso nella busta paga
Quando il contribuente possiede un sostituto d’imposta, il rimborso Irpef non arriva attraverso un bonifico separato. L’importo compare direttamente nel cedolino dello stipendio e incrementa il netto percepito dal lavoratore. All’interno della busta paga è presente una voce dedicata al rimborso fiscale che consente di verificare l’importo riconosciuto.
Per molte famiglie il credito assume un valore significativo perché deriva dalle detrazioni ottenute grazie alle spese sostenute durante l’anno precedente. Rientrano tra queste le spese sanitarie, gli interessi pagati sul mutuo, le spese universitarie e numerosi altri oneri fiscalmente detraibili previsti dalla normativa.
Chi rischia di aspettare diversi mesi
I tempi possono allungarsi in diverse situazioni. Il rinvio può verificarsi quando il modello 730 viene trasmesso a ridosso della scadenza, quando il contribuente modifica la dichiarazione precompilata oppure quando l’Agenzia delle Entrate avvia controlli preventivi per verificare la correttezza dei dati inseriti.
Anche un ritardo nella trasmissione del prospetto di liquidazione al datore di lavoro può far slittare l’accredito. In queste circostanze il rimborso potrebbe arrivare soltanto dopo alcune settimane oppure nei mesi autunnali.
Cosa cambia senza il sostituto d’imposta
I contribuenti che hanno presentato il modello 730 senza sostituto d’imposta seguono una procedura differente. In questo caso il rimborso non compare nella busta paga ma arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate, generalmente tramite bonifico sul conto corrente indicato dal contribuente.
I tempi risultano normalmente più lunghi rispetto alla procedura prevista per i lavoratori dipendenti. L’accredito dipende infatti dalle lavorazioni effettuate dall’Amministrazione finanziaria e non dall’elaborazione dello stipendio.
Come verificare lo stato della dichiarazione
Chi desidera controllare l’avanzamento della pratica può accedere all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate utilizzando SPID, Carta d’Identità Elettronica oppure Carta Nazionale dei Servizi. All’interno del portale è possibile verificare lo stato della dichiarazione, consultare il prospetto di liquidazione, controllare l’importo del credito spettante e accertare l’eventuale presenza di controlli ancora in corso.
I controlli fiscali possono rinviare il pagamento
Quando emergono anomalie oppure modifiche rilevanti rispetto alla dichiarazione precompilata, l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli preventivi prima di autorizzare il pagamento del credito fiscale. In queste situazioni il rimborso non viene inserito nella busta paga ma arriva direttamente dall’Amministrazione finanziaria, con tempi generalmente più lunghi rispetto alla procedura ordinaria.
Chi attende il rimborso può quindi monitorare periodicamente la propria posizione nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate per verificare lo stato della pratica e conoscere l’eventuale presenza di verifiche ancora in corso. “Controllare periodicamente la propria dichiarazione consente di seguire l’avanzamento della procedura e verificare quando il rimborso diventa disponibile.”
A cura di Nora Taylor
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