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Meteo, la lunga ondata di caldo verso la fine

Dopo circa venti giorni di temperature elevate e notti tropicali, l’arrivo di una perturbazione atlantica apre una fase più instabile: il caldo perderà forza soprattutto al Nord, mentre temporali, grandinate e forti rovesci potranno interessare Toscana, Lazio, Nord-Ovest e altre aree italiane

by Nora Taylor
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La lunga fase di caldo intenso che ha interessato l’Italia per circa venti giorni sembra ormai vicina a una svolta. L’onda di calore che ha portato temperature molto elevate e notti tropicali su gran parte della Penisola sta infatti iniziando a perdere intensità. Nei prossimi giorni l’arrivo di una perturbazione proveniente dall’Atlantico potrebbe modificare in modo significativo il quadro meteorologico, con le prime diminuzioni termiche soprattutto sulle regioni settentrionali.

Il cambiamento non interesserà contemporaneamente tutte le zone del Paese. Il caldo resterà ancora protagonista in diverse aree, soprattutto al Centro-Sud e sulle Isole, ma i dati relativi ai bollini del Ministero della Salute indicano già una progressiva attenuazione della situazione più critica. Oggi risultano ancora 18 le città con bollino rosso, mentre domani il numero scenderà a sette: Bari, Bologna, Cagliari, Genova, Messina, Palermo e Reggio Calabria.

Ferragosto con il bollino rosso soltanto a Bari e Bolzano

Il quadro previsto per Ferragosto mostra un ulteriore ridimensionamento dell’emergenza legata alle alte temperature. Il 15 agosto soltanto Bari e Bolzano resteranno nella fascia di massimo livello di allerta per il caldo. Il dato emerge dal bollettino del Ministero della Salute, che monitora 27 centri italiani attraverso il sistema di sorveglianza delle ondate di calore.

Quasi tutta l’Italia entrerà invece nella fascia gialla, mentre quattro città raggiungeranno il livello verde, corrispondente al livello zero. Si tratta di Napoli, Pescara, Trieste e Venezia. La distribuzione dei diversi livelli di allerta evidenzia quindi una tendenza verso condizioni meno estreme, dopo una lunga fase caratterizzata da afa, temperature elevate e difficoltà soprattutto durante le ore notturne.

Il primo segnale del cambiamento arriverà dal Nord, dove l’aria più fresca collegata alla perturbazione atlantica inizierà a modificare le temperature. Successivamente la nuova configurazione atmosferica potrebbe estendersi anche alle regioni centrali e meridionali, dando origine a una fase decisamente più variabile.

Temporali forti tra Toscana e Lazio

Il cambiamento atmosferico ha già prodotto fenomeni intensi in alcune zone del Centro Italia. Nelle ultime ore diversi temporali hanno interessato la Toscana, provocando numerosi interventi dei vigili del fuoco soprattutto nell’area di Firenze. Il maltempo ha raggiunto anche il Grossetano e la bassa Tuscia viterbese, dove l’instabilità ha assunto caratteristiche particolarmente marcate.

A Celleno una forte grandinata ha provocato danni alle colture, mentre a Calcata una tromba d’aria ha accompagnato il passaggio del fronte perturbato. Nel pomeriggio i temporali hanno raggiunto anche i Castelli Romani, alle porte della capitale, dove pioggia e vento hanno provocato la caduta di rami e alberi.

Gli interventi hanno riguardato anche controlli su cornicioni e tegole potenzialmente pericolanti. Le precipitazioni intense e le raffiche di vento hanno infatti creato condizioni di maggiore rischio in diverse zone colpite dal passaggio dei temporali.

L’arrivo di aria più fredda potrebbe quindi indebolire l’alta pressione africana che ha alimentato questa quarta ondata di calore. Il passaggio verso una situazione più instabile non significa però che tutti i fenomeni risulteranno moderati. Al contrario, il contrasto tra l’aria fresca in quota e il caldo ancora presente nei bassi strati potrebbe favorire temporali localmente molto intensi.

La saccatura atlantica deciderà la forza del maltempo

L’evoluzione della situazione dipenderà soprattutto dalla posizione e dalla forza della saccatura collegata alla perturbazione. Il meteorologo Matteo Rossi, previsore del Consorzio Lamma tra Regione Toscana e Cnr, ha spiegato all’ANSA: “Dipenderà dalla forza di questa saccatura: se si espanderà prepotentemente, allora avremo la possibilità di temporali intensi sulle regioni tirreniche, il Nord-Ovest e il Piemonte”.

Secondo Matteo Rossi, l’aria fredda trasportata dalla perturbazione in quota incontrerà quella molto più calda presente negli strati inferiori dell’atmosfera. “L’aria fredda trasportata in quota dalla perturbazione si scontrerà infatti con quella più calda degli strati sottostanti”, ha spiegato il meteorologo, sottolineando anche l’importanza delle temperature ancora elevate del mare.

Il contrasto tra le diverse masse d’aria può favorire lo sviluppo di temporali forti, con fulmini e grandinate. Il calore accumulato dal mare rappresenta infatti un ulteriore elemento capace di alimentare l’instabilità e di rendere più energici alcuni sistemi temporaleschi.

Esiste però anche un secondo possibile scenario. Se la depressione dovesse rimanere più a Ovest, isolandosi sul Mediterraneo occidentale, gli effetti sull’Italia potrebbero risultare meno estesi. In questo caso, ha aggiunto l’esperto, “avremmo maltempo sulla Sardegna e nuovamente sulle coste tirreniche”.

Piogge insistenti al Nord già da domenica

La previsione resta complessa perché la posizione della perturbazione potrà determinare differenze importanti tra una regione e l’altra. I temporali hanno già interessato Toscana e Lazio, ma nei prossimi giorni il fronte potrebbe spostarsi ulteriormente verso Nord. Le precipitazioni potrebbero diventare più insistenti sulle regioni settentrionali già da domenica, mentre il Centro-Sud potrebbe attendere fino a martedì per assistere a un cambiamento più evidente.

La Penisola entrerà quindi gradualmente in una fase caratterizzata da maggiore variabilità. Alcune zone potrebbero alternare schiarite e improvvisi rovesci, mentre altre potrebbero sperimentare temporali più organizzati. Il contrasto tra il caldo ancora presente al suolo e l’aria più fresca in arrivo dall’Atlantico rappresenterà uno degli elementi fondamentali dell’evoluzione meteorologica.

Caldo e siccità mantengono alto il rischio incendi

La lunga fase di caldo ha inoltre lasciato conseguenze importanti sul territorio. Le condizioni di siccità, unite alle temperature elevate, continuano infatti a favorire la rapida propagazione degli incendi. Una delle situazioni più delicate riguarda il Piemonte, dove da nove giorni un incendio interessa l’area del Monte Barone.

Il rogo ha già distrutto circa mille ettari di bosco e il fronte delle fiamme sta raggiungendo la zona dei rifugi. La vegetazione secca e la prolungata assenza di precipitazioni hanno creato condizioni favorevoli alla propagazione del fuoco, rendendo particolarmente complesso il controllo dell’incendio.

L’arrivo di una fase più instabile potrebbe contribuire a ridurre almeno in parte gli effetti della siccità, ma non tutte le precipitazioni avranno necessariamente la stessa intensità o la stessa durata. I temporali estivi possono infatti concentrarsi in aree ristrette, lasciando altre zone ancora alle prese con condizioni asciutte.

La prossima settimana sarà caratterizzata dalla variabilità

Secondo l’evoluzione indicata, il tempo resterà variabile per gran parte della prossima settimana. Piogge e rovesci potrebbero accompagnare l’Italia almeno fino a venerdì, alternandosi a momenti più tranquilli e a nuove schiarite.

Il caldo non scomparirà completamente, soprattutto sulle regioni meridionali, ma dovrebbe perdere la componente più estrema che ha caratterizzato le ultime settimane. Le temperature potrebbero quindi tornare gradualmente su valori più contenuti, offrendo una pausa dopo una fase particolarmente lunga e intensa.

Per un miglioramento più deciso bisognerà attendere il fine settimana compreso tra il 22 e il 24 agosto. Al Sud Italia il clima potrebbe mantenere caratteristiche pienamente estive, ma con valori massimi intorno ai 30-32 gradi. Si tratterebbe comunque di temperature molto più gestibili rispetto ai picchi raggiunti durante l’ondata di calore.

Dal caldo estremo ai temporali, cambia il volto dell’estate

L’Italia si prepara dunque a una vera svolta meteorologica. Dopo circa venti giorni segnati da temperature elevate, afa persistente e notti tropicali, l’anticiclone africano potrebbe gradualmente perdere il controllo della situazione atmosferica.

Nei prossimi giorni l’attenzione degli esperti e della popolazione dovrà quindi spostarsi dal caldo estremo al rischio di temporali improvvisi, grandinate, fulmini e forti raffiche di vento. La presenza di aria molto calda al suolo e di aria più fredda in quota potrebbe infatti creare le condizioni per fenomeni localmente intensi.

La traiettoria della perturbazione resterà decisiva per stabilire quali aree riceveranno le precipitazioni più abbondanti. Un maggiore approfondimento della saccatura verso Est potrebbe favorire temporali più diffusi sulle regioni tirreniche, sul Nord-Ovest e sul Piemonte. Se invece la depressione rimarrà più a Ovest, gli effetti potrebbero concentrarsi maggiormente sulla Sardegna e lungo le coste tirreniche.

Il quadro complessivo indica comunque un progressivo allontanamento dalla fase più rovente dell’estate. Ferragosto vedrà soltanto Bari e Bolzano con il bollino rosso, mentre molte altre città passeranno a livelli di allerta inferiori. Per il resto del Paese inizierà una fase più movimentata, con temperature meno estreme e una maggiore possibilità di precipitazioni.

La lunga parentesi del gran caldo sembra quindi avviarsi verso la conclusione, ma il cambiamento porterà con sé nuovi rischi meteorologici. Dopo settimane nelle quali il principale problema ha riguardato le temperature, l’attenzione si concentrerà ora sull’evoluzione dei temporali e sulla possibilità che alcuni fenomeni assumano carattere particolarmente intenso.

A cura di Nora Taylor
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