Home Daynews24Sedativi allo zio per l’eredità: arrestata nipote 38enne

Sedativi allo zio per l’eredità: arrestata nipote 38enne

L'allarme è scattato grazie all'attenzione dei sanitari e alle parole della vittima: i Carabinieri hanno bloccato la nipote prima dell'ennesima visita

by Davide Cannata
Sedativi sequestrati ph IG

Un piano delittuoso condotto con lucida determinazione e reiterato nel tempo, consumato tra le stanze di una residenza per anziani e le corsie ospedaliere con lo scopo di provocare la morte di un congiunto settantaquattrenne e appropriarsi anticipatamente del suo patrimonio. A Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, i Carabinieri hanno tratto in arresto in flagranza di reato una donna di trentotto anni, disoccupata e già nota alle forze dell’ordine, gravemente indiziata del tentato omicidio premeditato dello zio. Una svolta determinante nelle indagini è giunta grazie alla prontezza del personale sanitario e alle parole cariche di angoscia pronunciate dalla vittima durante un momento di lucidità: «Ogni volta che mia nipote mi passa a trovare, mi addormento».

La manomissione della flebo e i primi sospetti in ospedale

I primi segnali d’allarme si sono manifestati a metà agosto, mentre il settantaquattrenne si trovava ricoverato nel presidio ospedaliero cittadino. Il sedici agosto il personale infermieristico e medico di turno ha notato una preoccupante anomalia nella sacca della terapia endovenosa collegata al paziente: nella parte terminale del tubicino del deflussore era visibile un deposito opaco, una sostanza lattescente palesemente incompatibile con la normale soluzione fisiologica e con le prescrizioni mediche. I sanitari hanno immediatamente allertato i Carabinieri, che hanno proceduto al sequestro dell’apparato di somministrazione endovenosa. I conseguenti accertamenti clinici e tossicologici hanno confermato i sospetti, rilevando nel sangue dell’anziano un’elevata e prolungata concentrazione di benzodiazepine, responsabile del continuo stato di torpore, sonnolenza e decadimento psicofisico in cui versava da giorni.

Il collasso dopo il succo di frutta e l’arresto in flagranza

Dopo una temporanea dimissione con trasferimento presso una casa di riposo locale, il quadro clinico è precipitato drammaticamente il venti agosto a causa di un improvviso collasso neurologico e respiratorio che ha portato l’uomo a perdere del tutto i sensi e a non reagire agli stimoli, imponendo il trasporto d’urgenza in codice rosso al pronto soccorso. Dalle ricostruzioni investigative è emerso che il grave malore si era manifestato subito dopo l’assunzione di un succo di frutta offerto dalla nipote durante una delle sue consuete visite quotidiane. Una volta ripresi parzialmente i sensi, l’anziano ha riferito al personale medico che quel rituale si ripeteva a ogni visita: la donna gli porgeva sempre una bevanda della stessa marca e, poco dopo averla consumata, egli sprofondava in uno stato di sonno profondo e privo di sensi.

Nel timore che l’indagata intendesse portare a compimento il disegno criminoso, i Carabinieri hanno organizzato un appostamento congiunto con l’équipe medica. Non appena la trentottenne si è presentata in reparto per fare visita allo zio ricoverato, i militari l’hanno bloccata all’ingresso della stanza. La perquisizione sul posto ha consentito di rinvenire nella sua borsa una siringa usata e diversi flaconi di potenti farmaci ansiolitici e sedativi ad azione ipnotica. Le ulteriori perquisizioni disposte con urgenza dalla Procura della Repubblica di Vercelli hanno interessato l’automobile della donna, dove sono state recuperate un’altra siringa usata e una boccetta vuota corrispondente alla marca del succo di frutta somministrato all’anziano.

Le ricerche sul web, il carcere a Vercelli e il recupero della vittima

Un quadro probatorio schiacciante è giunto dall’analisi forense dei dispositivi elettronici e dello smartphone dell’indagata: nella cronologia internet gli investigatori dell’Arma hanno individuato molteplici ricerche incentrate sui dosaggi mortali e sugli effetti letali delle benzodiazepine, finalizzate a indurre un arresto cardiorespiratorio che potesse apparire naturale. Il movente alla base del gesto è di natura economica, legato all’intento di anticipare la successione ereditaria per mettere le mani sui beni dello zio.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vercelli ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere presso la Casa Circondariale di Vercelli, ravvisando gravi indizi di colpevolezza e un concreto pericolo di reiterazione del reato. L’anziano, a seguito di giorni di cure intensive e monitoraggio costante volti a disintossicare l’organismo dalle sostanze somministrate a sua insaputa, è stato dichiarato fuori pericolo di vita ed è stato dimesso dall’ospedale per fare rientro nella residenza sanitaria assistenziale.

A cura della redazione

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