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Fa vedere il Taekwondo al collega: licenziato da Ferrero

Colpisce un collega per mostrargli una mossa marziale: il giudice dà piena ragione all'azienda e conferma la sanzione massima

by Davide Cannata
Ferrero ph X

Una dimostrazione improvvisa di arti marziali tra i macchinari industriali costa il posto di lavoro e migliaia di euro a un dipendente dello storico stabilimento Ferrero di Alba. La vicenda ha avuto origine alla fine del mese di aprile del 2025 all’interno dell’area di confezionamento della linea Kinder, nel polo industriale in provincia di Cuneo. Durante il turno di servizio, un operaio noto per essere un praticante ed esperto dell’arte marziale coreana si è rivolto a un compagno di reparto esclamando: «Dai, ti faccio vedere una mossa di Taekwondo». Senza attendere alcuna risposta o consenso da parte della controparte, l’uomo è passato istantaneamente ai fatti, sferrando due colpi all’addome del collega. Pur non avendo causato lesioni permanenti o gravissimi danni fisici, l’aggressione immotivata e inaspettata ha fatto scattare un allarme immediato all’interno del reparto.

Il licenziamento per giusta causa e il ricorso al Tribunale di Asti

La reazione della direzione aziendale della Ferrero è stata tempestiva. Dopo aver avviato una dettagliata contestazione disciplinare per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, nel giugno del 2025 il gruppo dolciario ha formalizzato il licenziamento per giusta causa, motivato dalla violazione dei doveri di diligenza, correttezza e tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro. L’addetto alla produzione ha impugnato il provvedimento espulsivo davanti alla sezione lavoro del Tribunale di Asti, domandando l’annullamento della sanzione e il proprio reintegro. La difesa del dipendente ha fatto leva sulla condotta fino ad allora impeccabile dell’operaio, priva di precedenti richiami disciplinari, qualificando il gesto come una semplice parentesi goliardica e dimostrativa senza alcun intento lesivo o aggressivo, e definendo la sanzione una misura sproporzionata.

La pronuncia del giudice Ivana Lo Bello e la condanna alle spese

Il giudice del lavoro Ivana Lo Bello ha respinto totalmente il ricorso promosso dal lavoratore, ribadendo la piena legittimità del recesso datoriale. Nella motivazione della sentenza è stato evidenziato come lo stato di servizio privo di precedenti disciplinari non riduca la gravità oggettiva di un comportamento che introduce un ingiustificato fattore di rischio fisico e psicologico nel contesto lavorativo. Sferrare colpi a un collega senza il suo consenso a ridosso delle linee di confezionamento costituisce una condotta che spezza irrimediabilmente il vincolo di fiducia e le norme basilari di convivenza e incolumità, escludendo qualunque abuso di potere disciplinare. L’ex dipendente, oltre a vedere convalidato il proprio allontanamento definitivo dallo stabilimento di Alba, è stato condannato al pagamento delle spese legali per una somma complessiva di circa 8.000 euro.

A cura della redazione

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