Home Daynews24Conti discussi e nuove voci: la mappa degli scontrini pazzi

Conti discussi e nuove voci: la mappa degli scontrini pazzi

Dalle toilette a pagamento ai supplementi per i servizi, crescono le segnalazioni dei clienti nei locali turistici italiani

by Davide Cannata
ph social scontrino supplemento bagno

L’abitudine estiva di analizzare le ricevute fiscali si arricchisce di un nuovo capitolo a Sorrento, dove persino l’accesso ai servizi igienici dopo aver ordinato un caffè ha comportato una voce di spesa supplementare pari a due euro. L’episodio, diffuso attraverso i canali telematici dal parlamentare Francesco Emilio Borrelli a seguito della testimonianza di un giovane in visita con la fidanzata, ha visto il cliente pagare la somma alla cassa per sbloccare il tornello a gettone del bagno, ricevendo dal personale la battuta: «Qua siamo a Sorrento, non a Napoli». In merito alla disciplina del settore, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi rammenta che gli esercenti hanno l’obbligo di garantire i servizi igienici ai propri clienti, pur mancando una norma nazionale che imponga l’accesso gratuito ai non clienti, mentre l’Unione Nazionale Consumatori fa notare che per il cliente pagante non sussiste alcuna soglia minima di spesa, fermo restando che la regolamentazione tariffaria specifica dipende dalle normative locali. Tale situazione evidenzia la presenza di una zona d’ombra in cui un servizio ritenuto accessorio si trasforma improvvisamente in una voce autonoma.

Dalle maggiorazioni per la musica alle mance contestate a Ischia e Forte dei Marmi

Pochi giorni prima dell’accaduto in territorio campano, lo stesso Francesco Emilio Borrelli aveva reso nota la vicenda di una pasticceria di Ischia, dove due clienti si sono visti conteggiare un supplemento musica di quattro euro, ossia due euro a persona per il piano bar, a fronte di un’ordinazione composta da un dolce, due caffè e due bottiglie d’acqua, scatenando un dibattito tra chi difende i costi e i diritti legati all’intrattenimento dal vivo e chi contesta la voce separata. A Forte dei Marmi, la creatrice di contenuti Carlotta Roncarà ha invece segnalato l’inserimento automatico sul conto di un contributo volontario di 48,10 euro, pari al 10% dell’importo totale della spesa, sollevando critiche sulla presenza preimpostata di una somma facoltativa e consigliando: «Controllate sempre il conto prima di pagare».

I listini delle mete turistiche tra Roma, Venezia, Porto Cervo e i laghi

La rassegna degli scontrini tocca anche Roma, dove a giugno 2026 due turisti americani hanno speso 44 euro (pari a 22 euro per ciascun gelato) per due coppette maxi da 12 euro arricchite da panna, macarons e cannolini al pistacchio nei pressi di piazza Navona, senza alcun servizio al tavolo. A Venezia, nell’agosto 2025, il blogger Gianluca Sammarco ha mostrato una ricevuta da 81 euro per quattro Coca-Cola, due birre e due caffè consumati ai tavolini di piazza San Marco, locale che ha difeso la propria posizione chiarendo che i prezzi erano indicati nel menu, richiamando alla memoria il precedente del 2018 quando due caffè e due bottigliette d’acqua costarono complessivamente 43 euro (con 11,50 euro per ogni espresso e 10 euro per bottiglietta), con tariffe inferiori al banco. Nel 2023, a Porto Cervo, due turisti romani avevano speso 60 euro per due caffè accompagnati da due bottigliette d’acqua e cioccolatini, mentre due Spritz avevano raggiunto quota 70 euro, riflettendo la vendita di atmosfera, posizione ed esclusività.

Sempre nel 2023, a Gera Lario sul lago di Como, l’ordinazione di un toast vegetariano con patatine da 7,50 euro tagliato a metà aveva generato un sovrapprezzo di due euro per il piattino supplementare, portando il totale a 9,50 euro, scelta giustificata dal gestore spiegando che «Le richieste supplementari hanno un costo» per via del secondo piattino, del secondo tovagliolo e del lavoro al tavolo. Quasi contemporaneamente, in un’osteria di Finale Ligure, è comparso un supplemento di due euro per un piattino condivisione richiesto da una madre per far assaggiare trofie al pesto alla figlia di tre anni, episodio che ha indotto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, a definire ambigua la clausola applicata alle porzioni condivisibili.

Il risvolto politico tra le mense del Senato e di Montecitorio

La questione dei conti comprende anche le spese di ristorazione istituzionali, come dimostrato dallo scontrino virale da 11,41 euro (con una quota cibo di circa 7,50 euro per trofie, tagliata, insalata, ananas e torta della nonna) associato al Senato ma ricondotto dall’analisi di Facta alla mensa del personale di Palazzo Madama e non al ristorante dei senatori, dove un filetto alla griglia costava 24,06 euro. Presso il ristorante riservato ai deputati a Montecitorio, nel periodo compreso tra settembre 2024 e giugno 2025, sono state registrate 11.484 transazioni per un totale di 296.757 euro, con una media di circa 25 euro a transazione, mentre nel 2023 il contributo della Camera era stato ridotto di due euro, scendendo a otto euro per deputato.

Dalla tariffa per la toilette di Sorrento alle mance e ai prezzi esclusivi registrati nelle località balneari e d’arte, le ricevute estive continuano a suscitare reazioni online, ricordando l’importanza di una chiara consultazione preventiva dei costi di ogni servizio per evitare sorprese al momento del pagamento.

A cura della redazione

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