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Supermercati nel mirino degli hacker: frigoriferi sotto attacco anche in Italia

Quattro casi confermati in Sicilia, tra Catania e Palermo, mentre le segnalazioni coinvolgono anche altre realtà della grande distribuzione. Gli intrusi avrebbero manipolato da remoto i sistemi di refrigerazione, provocando aumenti anomali delle temperature e mettendo a rischio la conservazione dei prodotti alimentari. La Polizia postale e le autorità competenti indagano sulle modalità delle intrusioni e sugli eventuali collegamenti con gli episodi registrati in Europa

by Nora Taylor
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Un attacco informatico può compromettere anche la conservazione degli alimenti nei supermercati. È quanto emerge dagli episodi registrati in Italia, dove alcuni punti vendita hanno riscontrato anomalie nei sistemi digitali che regolano il funzionamento di frigoriferi e congelatori. Gli intrusi avrebbero modificato da remoto i parametri degli impianti, provocando un innalzamento delle temperature e compromettendo le condizioni necessarie per mantenere integri i prodotti deperibili.

Le prime conferme hanno riguardato quattro supermercati Coop in Sicilia, tre a Catania e uno a Palermo. Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza, che gestisce i punti vendita del marchio nell’isola, ha ricostruito le prime anomalie e spiegato le conseguenze dell’intrusione. Gli episodi hanno richiesto controlli sugli impianti e verifiche sulla merce presente nei banchi refrigerati, con possibili perdite economiche per le attività coinvolte.

Frigoriferi manomessi da remoto, temperature fuori controllo

Le intrusioni hanno interessato i sistemi informatici che consentono di monitorare e regolare la refrigerazione degli alimenti. Attraverso questi strumenti, gli aggressori avrebbero modificato le impostazioni degli impianti, alterando il funzionamento dei frigoriferi e provocando aumenti anomali della temperatura. In alcuni episodi europei, i dispositivi avrebbero raggiunto valori estremi, fino a 50 gradi sopra lo zero.

Una situazione particolarmente grave per i supermercati, che devono garantire il mantenimento della catena del freddo per numerose categorie di prodotti, dalla carne ai latticini, fino agli alimenti surgelati. Quando la temperatura supera i limiti di sicurezza, gli operatori devono verificare le condizioni della merce e stabilire quali prodotti non possano più raggiungere gli scaffali o restare in vendita.

Il ripristino del funzionamento dei frigoriferi non garantisce automaticamente la sicurezza degli alimenti. I responsabili devono considerare anche la durata dell’anomalia, le temperature effettivamente raggiunte e le caratteristiche dei singoli prodotti. In presenza di dubbi sulla conservazione, la scelta più prudente consiste nell’escludere la merce dalla vendita.

Dalla Sicilia arrivano nuove segnalazioni

Il quadro iniziale ha progressivamente assunto dimensioni più ampie. Dopo le prime conferme relative ai quattro supermercati Coop, sono emerse ulteriori segnalazioni che coinvolgono diverse realtà della distribuzione alimentare siciliana. Giovanni Arena, delegato di Federdistribuzione per la Sicilia e amministratore delegato del gruppo Arena, ha parlato di circa venti punti vendita interessati da anomalie nelle diverse insegne della grande distribuzione.

Le segnalazioni riguardano soprattutto le province di Catania, Palermo e Ragusa. Il numero complessivo degli esercizi coinvolti richiede tuttavia ulteriori verifiche, perché occorre distinguere gli episodi accertati dalle situazioni ancora in fase di approfondimento. Le aziende stanno controllando gli impianti e valutando eventuali conseguenze sulle merci conservate.

La vicenda evidenzia una vulnerabilità che interessa un settore fondamentale per la distribuzione alimentare. Molti supermercati utilizzano sistemi digitali collegati alla rete per controllare gli impianti, regolare le temperature e ricevere segnalazioni in caso di malfunzionamento. Questi strumenti semplificano la gestione quotidiana, ma possono rappresentare un punto d’accesso per eventuali intrusioni quando non dispongono di protezioni adeguate.

Polizia postale e cybersicurezza indagano sulle intrusioni

La Polizia postale ha avviato gli approfondimenti per ricostruire le modalità degli attacchi e individuare le eventuali responsabilità. Gli investigatori devono comprendere come gli aggressori abbiano raggiunto i sistemi di controllo, quali vulnerabilità abbiano sfruttato e se gli episodi registrati nei diversi punti vendita presentino collegamenti tecnici.

Il gruppo Radenza ha inoltre coinvolto l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale per approfondire la violazione. Tra gli aspetti da verificare figurano i collegamenti utilizzati per la manutenzione e il controllo remoto degli impianti. Giovanni Arena ha indicato proprio questa modalità come un possibile elemento comune tra diversi episodi: «Il comune denominatore è stato l’accesso diretto tramite gli IP dei frigoriferi».

Gli investigatori dovranno stabilire se gli aggressori abbiano sfruttato configurazioni poco sicure, credenziali vulnerabili oppure altre falle nei dispositivi connessi. L’analisi risulta particolarmente importante perché un’intrusione nei sistemi di refrigerazione non compromette soltanto la gestione tecnologica di un supermercato, ma può provocare conseguenze concrete sulla sicurezza alimentare.

Un fenomeno internazionale che preoccupa la grande distribuzione

Gli episodi italiani si inseriscono in un contesto europeo caratterizzato da segnalazioni analoghe. Diversi supermercati in Belgio, Svezia, Lussemburgo, Estonia, Paesi Bassi e Irlanda hanno registrato anomalie nei sistemi di refrigerazione. Anche in Francia, il 12 ottobre, alcuni punti vendita hanno affrontato problemi riconducibili a intrusioni informatiche sugli impianti.

La somiglianza delle modalità operative ha spinto gli esperti ad approfondire eventuali connessioni tra gli episodi. Al momento, però, non basta individuare caratteristiche comuni per attribuire tutti gli attacchi agli stessi responsabili. Le autorità devono confrontare le tracce digitali, le modalità di accesso e le eventuali rivendicazioni per ricostruire la natura delle operazioni.

Il governo italiano segue con attenzione l’evoluzione della vicenda. Il 3 novembre, a Palazzo Chigi, è previsto un confronto coordinato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, con il coinvolgimento dei vertici dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e dei servizi di intelligence. L’incontro punta a valutare le informazioni disponibili e a coordinare gli approfondimenti sulla sicurezza delle infrastrutture interessate.

Gli attacchi ai frigoriferi dimostrano quanto la cybersicurezza possa incidere direttamente sulla vita quotidiana e sulla sicurezza dei consumatori. La grande distribuzione deve proteggere non soltanto i sistemi di pagamento e le piattaforme informatiche, ma anche le tecnologie che regolano gli impianti essenziali per la conservazione degli alimenti. Nel frattempo, le indagini proseguono per chiarire l’origine delle intrusioni, quantificare i danni economici e verificare l’eventuale presenza di una strategia coordinata a livello internazionale.

A cura di Nora Taylor
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