Le baby pelones, le celebri bambole senza capelli simbolo della lotta contro il cancro infantile, tornano in Italia con una nuova missione carica di affetto e solidarietà. Dopo il grande successo ottenuto nel 2019 con l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, la Fondazione Juegaterapia sceglie il Policlinico Gemelli di Roma per il suo nuovo progetto: il “Crearium”, uno spazio creativo dedicato ai piccoli pazienti dell’oncologia pediatrica.
Creatività, solidarietà e gioco per aiutare i piccoli pazienti
La cantante Laura Pausini, già ambasciatrice della fondazione, rinnova il suo impegno accanto ai bambini, questa volta coinvolgendo anche sua figlia Paola nella creazione di uno dei foulard più iconici delle nuove bambole. Ogni baby pelón indossa un foulard diverso, disegnato da artisti internazionali come Shakira, Ricky Martin, Richard Gere e anche dai bambini in cura.
Il ricavato della vendita – il 100% dei proventi – finanzierà la ristrutturazione e l’allestimento della sala giochi del reparto di oncologia pediatrica del Gemelli, trasformandola in un ambiente più caldo, accogliente e stimolante. Il Crearium nascerà come uno spazio funzionale e creativo dove i bambini potranno ritrovare leggerezza, gioco e speranza durante il percorso di cura.
Ogni bambola finanzia il nuovo spazio “Crearium”
Le baby pelones, create nel 2014 in Spagna, rappresentano più di un semplice giocattolo: sono un simbolo di forza, bellezza e coraggio. In undici anni, la fondazione ha venduto oltre 2 milioni di bambole nel mondo, devolvendo i fondi raccolti per rendere più umani e vivibili i reparti pediatrici degli ospedali.
I modelli di quest’anno saranno disponibili nei negozi Giochi Preziosi in tutta Italia, con prezzi a partire da 14,95 euro, e online sul sito ufficiale www.juegaterapia.org.
Ogni acquisto racconta una storia, ogni bambola regala un sorriso, ogni foulard porta con sé un messaggio: nessun bambino deve affrontare la malattia da solo. Con un piccolo gesto, chiunque può contribuire a colorare di speranza la vita dei piccoli guerrieri.
A cura di Gabriele Marchioro
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