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Al via il Reggio Parma Festival tra Gradus e Giornate d’Autore

Dal cantiere interdisciplinare per under 35 alle letture al Teatro Due, prende forma il calendario autunnale dedicato all'innovazione scenica

by Davide Cannata
Reggio Parma Festival ph Press

Costruire nuovi orizzonti per le arti performative al di là dei consueti vincoli commerciali rappresenta il fulcro dell’attività del Reggio Parma Festival, un’istituzione che sceglie la semina a lungo termine attraverso spazi di lavoro condiviso in cui la sperimentazione e il dialogo generazionale tornano al centro del processo creativo. Nell’autunno 2026 l’organismo emiliano rilancia questo impegno unendo due percorsi complementari: la seconda edizione di Gradus e la terza edizione delle Giornate d’Autore.

L’iniziativa consolida l’intesa tra i soci fondatori della rete – la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, la Fondazione Teatro Due e la Fondazione Teatro Regio di Parma, d’intesa con i rispettivi comuni – con l’intento comune di affiancare la nascita di poetiche inedite e accompagnarle fino all’approdo sul palcoscenico. Il progetto Gradus si delinea come un incubatore generativo rivolto a registi, drammaturghi, compositori e scenografi under 35, caratterizzandosi per una spiccata dimensione laboratoriale concepita al riparo dalle pressioni di mercato, entro cui il linguaggio scenico dialoga liberamente con partiture sonore contemporanee, coreografia, arti visive, fino a toccare discipline apparentemente lontane quali l’economia e la fisica teorica.

Il calendario delle residenze, la selezione e la squadra dei mentor

L’interesse suscitato dal format è confermato dai numeri dell’ultimo bando: 135 candidature per un totale di 249 artisti coinvolti (dei quali 199 italiani e 50 internazionali). La commissione ha selezionato 10 progetti, fra percorsi individuali e formazioni collettive, ammettendo 19 giovani professionisti (11 italiani e 8 stranieri) a un doppio percorso residenziale:

  • Parma: 30-31 ottobre e 2-4 novembre 2026;
  • Reggio Emilia: 30 novembre – 3 dicembre 2026.

Durante queste settimane di ricerca intensiva, i partecipanti perfezioneranno le proprie proposte sotto lo sguardo critico di mentor di primo piano. Nella prima sessione a Parma interverranno il regista Daniele Abbado, lo scenografo ungherese Csaba Antal, il dramaturg Florian Borchmeyer, lo scenografo Paolo Fantin, il musicologo Luigi Ferrari e il coreografo spagnolo Marcos Morau. Il secondo modulo a Reggio Emilia vedrà il contributo del critico musicale Oreste Bossini, dell’economista Emiliano Brancaccio, della regista e coreografa Gabriela Carrizo, dei compositori Luca Francesconi e Francesco Giomi, della curatrice Marta Papini e della fisica teorica Francesca Vidotto.

Al termine del ciclo di lavoro verranno scelte le opere che, a partire dall’inizio del 2027, accederanno alla vera e propria fase produttiva per debuttare nell’autunno dello stesso anno all’interno dei cartelloni del Festival Verdi, del Festival Aperto e di Teatro Festival.

Reggio Parma Festival ph Press

Reggio Parma Festival ph Press

Le Giornate d’Autore alla Fondazione Teatro Due e la scena europea

Dal 28 al 31 ottobre il baricentro si trasferirà al Teatro Due di Parma con la terza edizione delle Giornate d’Autore, coordinate da Florian Borchmeyer (direttore del festival Theaterformen). La manifestazione rappresenta una finestra privilegiata sulle scritture contemporanee meno frequentate dai cartelloni italiani, traducendo e presentando in lettura testi inediti capaci di interrogare i nodi scoperti del presente: conflitti bellici, intelligenza artificiale, identità e mutamenti sociali. L’appuntamento instaura un dialogo diretto con Gradus: gli allievi della residenza prenderanno parte attiva agli incontri, confrontandosi con cinque figure di spicco del panorama internazionale:

  • Liwaa Yazji (Siria): autrice multidisciplinare che intreccia la sfera intima ai traumi della storia collettiva. Verrà presentato il suo testo Terror (traduzione di Annamaria Bianco), ambientato durante un attacco terroristico in cui due ex amanti si ritrovano all’improvviso.
  • Dea Loher (Germania): tra le voci più premiate del teatro contemporaneo tedesco, tradotta in oltre trenta idiomi. Al centro del suo focus ci sarà la lettura de La signora Yamamoto è ancora qui (traduzione di Anna Benussi e Angelo Callipo), lucida analisi sull’isolamento e la fobia sociale nell’era iperconnessa.
  • Marion Siéfert (Francia): regista pioniera nell’intersezione tra drammaturgia dal vivo e social media. Con Daddy – firmato a quattro mani con Matthieu Bareyre e tradotto da Martina Miano – porta alla luce le dinamiche di dominazione psicologica nelle comunità virtuali frequentate da adolescenti.
  • Pat To Yan (Hong Kong): autore residente al Nationaltheater Mannheim. Verrà proposta la distopia Condizione postumana (traduzione di Giovanni Maria Rossi), che attraverso la vicenda di un pilota di droni militari riflette sulle derive del transumanesimo e sul mito del progresso tecnologico.
  • Mazlum Nergiz (Turchia/Austria): co-direttore artistico dello Schauspielhaus Wien. Sarà letto 1000 eyes (traduzione di Anna Benussi e Angelo Callipo), testo incentrato sulle contraddizioni tra l’iconografia eroica della resistenza curda e la cruda realtà della lotta politica.

La restituzione scenica delle letture sarà affidata alla cura registica di Nicoletta Robello, Mario Scandale e Matteo Tarasco, interpretate da una compagnia formata da Alessandro Burzotta, Cristina Cattellani, Stefano Guerrieri, Sara Mafodda, Luca Passera, Giulia Salvarani, Stefano Scherini, Francesca Somma e Francesca Tripaldi.

A completare le quattro giornate parmigiane saranno diversi momenti di dibattito dedicati alle politiche di sostegno alla scrittura scenica in Europa, con interventi di professionisti istituzionali come Lily Busch (direttrice delle Autor:innenTheaterTage al Deutsches Theater di Berlino) e Ian De Toffoli (autore associato ai Théâtres de la Ville de Luxembourg). Istituito nel 2001 grazie a una legge statale ad hoc per promuovere sinergie sovracomunali, il Reggio Parma Festival ribadisce così la propria missione: non un semplice contenitore di spettacoli già rodati, ma una fucina produttiva a vocazione europea. Tutti i dettagli sulle modalità di accesso e sul programma completo sono consultabili sul portale ufficiale reggioparmafestival.it.

A cura della redazione

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