Leggere, visitare mostre, cantare in coro, danzare o andare a teatro: attività culturali che, secondo la scienza, producono effetti concreti su mente, corpo e relazioni. Favoriscono lo sviluppo dei talenti, contribuiscono a rallentare l’invecchiamento e aiutano ad alleviare alcune patologie. Negli ultimi vent’anni la ricerca sugli impatti delle arti sul benessere è cresciuta in modo significativo: centinaia di studi clinici ed epidemiologici dimostrano come la partecipazione culturale riduca ansia, depressione e stress, promuovendo la piena realizzazione della persona. Una svolta importante è arrivata nel 2019 con il report dell’OMS What is the evidence of the role of the arts in improving health and well-being?, la più ampia analisi sul tema, basata su oltre 900 paper e circa 3000 studi, resa disponibile in italiano dal CCW – Cultural Welfare Center. Il documento sottolinea il ruolo dell’arte non solo nella cura, ma anche nella prevenzione e nella costruzione della qualità della vita individuale e collettiva.
Ricerca, esperienze e nuove pratiche
Le più recenti ricerche, dalle neuroscienze all’epigenetica, fino alla psicologia positiva e alla PNEI – Psiconeuroendocrinoimmunologia, convergono sull’importanza degli ambienti e delle esperienze culturali come determinanti sociali della salute. Parallelamente, crescono iniziative multidisciplinari che mettono in relazione medicina, scienze umane e sociali. Si diffondono progetti artistici negli ospedali e nei contesti di vita quotidiana, come le attività nei musei e nelle arti performative rivolte a persone con Alzheimer e ai loro caregiver, oppure interventi che coinvolgono scuole, carceri e comunità fragili. In Italia è stato recentemente annunciato il primo protocollo d’intesa tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute per sviluppare la prescrizione sociale, un modello già diffuso nei paesi anglosassoni che integra nei percorsi di cura attività culturali, sociali e sportive. In Gran Bretagna, uno studio della University College of London ha rilevato una riduzione del 37% delle visite dai medici di base e del 27% degli accessi al pronto soccorso, con un ritorno economico stimato tra 4 e 11 sterline per ogni sterlina investita.
Anche il mondo accademico italiano è attivo su questi temi. Pierluigi Sacco, economista della cultura e direttore del centro BACH dell’Università di Chieti-Pescara, ha presentato i primi risultati del protocollo internazionale Pre-Texts, sviluppato con Harvard University, basato sulla lettura condivisa e la rielaborazione creativa dei testi. Il metodo rafforza la resilienza, soprattutto negli adolescenti, migliorando apprendimento, memoria, flessibilità cognitiva e gestione delle emozioni, con una riduzione di ansia e stress e variazioni nei marcatori biologici legate allo stress. Tra le esperienze italiane si distingue anche lo studio Verba Curant, coordinato da Enzo Grossi presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, che ha coinvolto 175 professionisti sanitari, dimostrando come i laboratori di storytelling possano migliorare benessere psicologico ed empatia, contribuendo anche a contrastare il burnout.
Il forum WELLBEING IN ARTS a Milano
Su questi temi si concentra il Forum WELLBEING IN ARTS, in programma il 2 luglio 2026 alle ore 15.00 presso il MEET Digital Culture Center di Milano. L’incontro, dal titolo Le Arti e la Cultura per la Salute e il Ben-essere delle Persone: il ruolo delle Imprese, approfondirà il contributo delle aziende nel promuovere il benessere organizzativo e comunitario attraverso la cultura. L’evento, a partecipazione libera con prenotazione obbligatoria, nasce per valorizzare la Menzione Speciale “WELLBEING IN ARTS” del Premio CULTURA + IMPRESA 2025-2026, giunto alla XIII edizione e promosso dal Comitato CULTURA + IMPRESA fondato da Federculture e The Round Table Progetti di Comunicazione. I nove progetti premiati saranno presentati durante un workshop mattutino, mentre il pomeriggio sarà dedicato al forum.
Tra i temi in agenda: il riconoscimento delle arti come risorsa per la salute, l’evoluzione del welfare culturale, il legame tra cultura e corporate welfare, il ruolo delle imprese nella promozione del benessere e le prospettive future di integrazione tra creatività e sviluppo organizzativo. L’evento sarà condotto da Giampaolo Cerri, caporedattore di VITA Magazine, con apertura affidata a Maria Grazia Mattei, Presidente di MEET Digital Culture Center, e Francesco Moneta, Presidente del Comitato CULTURA + IMPRESA. La sessione ‘Scenario in evoluzione’ vedrà gli interventi di Catterina Seia, Enzo Grossi e Massimo Ceriotti. Francesca Baldini presenterà l’indagine ‘Arte, Cultura e Corporate Welfare’, seguita dal caso aziendale con Serena Tosa e Pierluigi Vaccaneo. Angelo Crespi e Walter Bruno illustreranno un progetto di arte nei luoghi di cura, mentre Paolo Naldini presenterà l’iniziativa delle Terme Culturali a Cittadellarte.
A cura della redazione
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