Home Daynews24Caccia: i numeri che nessuno può ignorare quest’anno

Caccia: i numeri che nessuno può ignorare quest’anno

Numeri allarmanti chiudono la stagione e sollevano polemiche forti

by Martina Marchioro
on. brambilla ph fb

La stagione venatoria 2025-2026 si è conclusa con un bilancio drammatico che ha acceso l’attenzione di cittadini e associazioni. Secondo l’Associazione Vittime della Caccia (AVC), 11 persone hanno perso la vita e 31 sono rimaste ferite durante le attività venatorie, mentre milioni di animali sono stati uccisi per la pratica della caccia. Il nostro patrimonio naturale, formalmente tutelato dalla Costituzione dal 2022 per salvaguardare le generazioni future, subisce ancora gravi danni. La caccia rappresenta una pratica ormai superata e violenta, che continua a lasciare un segno pesante sull’ambiente e sulla società.

L’allarme di Michela Vittoria Brambilla: “Una strage da fermare subito”

Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente e dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, sottolinea: “Questi dati confermano quanto la caccia costituisca una pratica pericolosa e insensata, che va abolita immediatamente. Molti incidenti coinvolgono persone del tutto estranee all’attività venatoria, rimaste semplicemente sulla traiettoria dei proiettili.”

Durante la stagione appena terminata, delle 42 vittime complessive, un morto e nove feriti non praticavano la caccia ma si sono trovati incidentalmente nel luogo sbagliato al momento sbagliato. Tra i casi più drammatici, sabato 22 novembre la Toscana ha registrato due decessi nello stesso giorno: un 69enne a Quarrata (Prato) e un ottantenne a Castiglione della Pescaia (Grosseto).

Bracconieri, rischi e regolamenti contestati: il quadro della stagione

La stagione 2025-2026 ha evidenziato anche la costante pressione dei bracconieri, sempre attivi nonostante i vincoli imposti dalla legge sulla caccia del 1992 e dal declassamento del lupo da specie “particolarmente protetta” a “protetta”. Numerosi cacciatori hanno subito incidenti durante le braccate al cinghiale, dimostrando che la caccia mette a rischio anche chi la pratica.

Brambilla aggiunge: “Un Paese civile non può accettare questo scenario. Serve abolire la caccia e incrementare i controlli sulle illegalità nel settore venatorio, che le forze dell’ordine affrontano con impegno encomiabile. Non li ringrazieremo mai abbastanza. La lobby dei cacciatori è sempre più ristretta, mentre la maggioranza degli italiani respinge la caccia. I rappresentanti politici devono finalmente prendere nota di questa situazione e agire.”

Il monito finale: protezione della vita e dell’ambiente

La stagione 2025-2026 mostra chiaramente che la caccia non riguarda solo tradizione o svago: provoca morti, feriti, danni ambientali e mette a rischio vite innocenti. L’opinione pubblica cresce ogni anno in consapevolezza, e la necessità di modifiche legislative e controlli più rigorosi diventa sempre più urgente. Il richiamo di Michela Vittoria Brambilla e i dati di AVC evidenziano che l’Italia deve riflettere attentamente e decidere misure concrete per proteggere persone, fauna e patrimonio naturale.

A cura di Martina Marchioro
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