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Cardiologia di genere: perché l’approccio classico va superato

Nei Centri SYNLAB Lei percorsi clinici mirati per valutare il rischio cardiaco individuale a partire dai primi segnali e dalla storia clinica

by Redazione Milano
salute cardiovascolare femminile ph ai

Nel panorama sanitario italiano le patologie cardiovascolari si confermano la prima causa di mortalità femminile, provocando il 33% dei decessi complessivi tra le donne. Si tratta di un’incidenza superiore alla somma cumulativa di tumore al seno, tumore al polmone e patologie polmonari croniche, a fronte di un pericolo che risulta ancora fortemente sottostimato. In occasione della Giornata Mondiale del Cuore, che ricorre ogni anno il 29 settembre, SYNLAB rinnova il proprio impegno sul territorio attraverso la campagna di sensibilizzazione Cuore di Donna, un percorso di prevenzione fondato sulle specifiche caratteristiche biologiche e cliniche femminili.

  • In Italia le malattie cardiovascolari sono responsabili del 33% di tutte le morti tra le donne;
  • Una gravidanza su cinque è interessata da complicanze considerate marcatori precoci di un rischio cardiovascolare futuro;
  • Un precedente di preeclampsia in gravidanza aumenta fino a 4 volte il rischio di scompenso cardiaco e di 2,5 volte quello di cardiopatia ischemica.

L’incidenza delle patologie cardiovascolari nelle donne e i segnali clinici sottovalutati

Nell’immaginario comune la cardiopatia ischemica continua a essere considerata una patologia a prevalenza maschile. Questo stereotipo genera una bassa percezione del pericolo tra le donne stesse, provocando ritardi nell’identificazione dei sintomi e nell’accesso alle cure. Il quadro è reso più complesso dalle manifestazioni cliniche femminili, spesso dissimili rispetto all’infarto tradizionale: oltre al dolore toracico, possono comparire affanno, nausea, fitte alla mandibola, alle spalle o al dorso, accompagnati da stanchezza intensa e malessere generale. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha evidenziato come la cardiopatia ischemica femminile presenti aspetti biologici e clinici peculiari, i quali richiedono strategie mirate di diagnosi, prevenzione e cura.

La gravidanza come indicatore precoce di rischio secondo la European Society of Cardiology

La cardiologia di genere ha individuato nella gestazione un momento cruciale per valutare il rischio futuro della donna. Durante i nove mesi di gravidanza, il cuore e il sistema circolatorio affrontano profondi adattamenti fisiologici per sostenere le necessità materne e fetali. Come ricordato dalle linee guida della European Society of Cardiology, i nove mesi fungono da vero e proprio stress test cardiovascolare: problematiche come preeclampsia, ipertensione gestazionale, diabete gestazionale, parto prematuro e restrizione della crescita del feto costituiscono indicatori precoci di rischi che possono emergere anche molti anni dopo il parto.

Queste complicanze colpiscono circa una gravidanza su cinque e aumentano fino a quattro volte la probabilità di patologie cardiovascolari rispetto alle donne con gravidanze prive di problematiche. In particolare, una storia di preeclampsia innalza di circa 4 volte la probabilità di scompenso cardiaco e di 2,5 volte quella di cardiopatia ischemica, confermando come l’anamnesi ostetrica sia fondamentale lungo tutta la vita.

«Quando si parla di salute femminile, l’attenzione si concentra spesso sulle patologie oncologiche, mentre le malattie cardiovascolari continuano a essere la prima causa di morte tra le donne e restano ancora oggi poco riconosciute come una priorità di prevenzione», spiega la dott.ssa Claudia Colombo, cardiologa del SYNLAB Lei presso il Polidiagnostico SYNLAB CAM di Monza. «Colmare questo divario di consapevolezza è essenziale per favorire una diagnosi precoce e una migliore gestione dei fattori di rischio. Sempre in questo ambito, è importante anche valutare gli eventuali eventi occorsi durante la gravidanza, perché potrebbero rappresentare un primo campanello d’allarme per lo sviluppo conclamato di malattie cardiovascolari negli anni successivi. Per questo è fondamentale che la storia ostetrica entri a far parte della valutazione del rischio cardiovascolare: conoscere questi precedenti permette di pianificare controlli mirati, monitorare nel tempo i principali fattori di rischio».

Il percorso di controllo nei Centri SYNLAB Lei per la campagna Cuore di Donna

Per rispondere a questa esigenza informativa, i Centri SYNLAB Lei di Bologna, Como, Firenze e Monza, insieme ad alcune strutture SYNLAB di Padova e Napoli, propongono un iter di prevenzione cardiovascolare di primo livello strutturato su due giornate nel mese di ottobre, accessibile su prenotazione.

Il protocollo clinico comprende i seguenti passaggi:

  • Misurazione dei valori di pressione arteriosa;
  • Questionario anamnestico mirato alla stima del profilo di rischio individuale;
  • Esecuzione di un pacchetto di esami ematochimici;
  • Visita cardiologica con ECG per le pazienti che evidenziano fattori di rischio.

Con il progetto Cuore di Donna, SYNLAB mira a colmare il vuoto informativo che circonda il benessere cardiovascolare femminile attraverso un approccio attento alle differenze di sesso e genere. Per l’occasione è disponibile gratuitamente per tutte le donne un vademecum divulgativo con raccomandazioni pratiche. L’attività si inserisce all’interno di una più ampia campagna preventiva che proseguirà nei prossimi mesi con approfondimenti sul web, canali social e servizi dedicati. Per accedere alla campagna e ottenere maggiori dettagli è possibile consultare la piattaforma: https://synlab.it.

A cura di Giulia Nori

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