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Caribe Bay avvia un maxiprogetto fotovoltaico a Jesolo

Copertura pensiline e autoproduzione green: l'energia pulita del parco sosterrà anche la comunità locale

by Davide Cannata
Caribe Bay 2026 ph Press

A Lido di Jesolo prende forma un progetto all’insegna della sostenibilità ambientale capace di coniugare la crescita d’impresa con le esigenze della collettività. Il noto parco a tema acquatico Caribe Bay ha infatti programmato l’apertura dei cantieri nel mese di novembre per allestire un moderno impianto fotovoltaico da 860 kW. L’opera sarà costituita da 1.295 moduli fotovoltaici ad alto rendimento distribuiti su sette pensiline destinate a schermare parzialmente il parcheggio di via Buonarroti, delineando il primo tassello di un piano ancora più ambizioso che in prospettiva punta a un ampliamento della potenza fino a ulteriori 2.400 kW.

Un polo energetico operativo tutto l’anno a servizio della comunità locale

L’elemento distintivo dell’infrastruttura è la sua continuità operativa: produrrà energia pulita per tutti i dodici mesi dell’anno, assicurando volumi ampiamente superiori al fabbisogno interno del parco persino durante il periodo di chiusura stagionale. La produzione in eccesso non andrà dispersa, poiché verrà immessa nella rete di distribuzione locale attraverso ArtCom-CER, la comunità energetica rinnovabile promossa da Confartigianato, Confcommercio e AJA (Associazione Jesolana Albergatori), con l’egida della maggior parte degli enti locali del Veneto orientale.

L’impatto ambientale evitato è significativo: per generare la medesima quantità di elettricità con combustibili tradizionali servirebbero circa 260 tonnellate di carbone, con l’immissione in atmosfera di circa 525 tonnellate di CO₂, oppure quasi 105.000 metri cubi di gas naturale. L’intervento consolida in questo modo l’impegno già intrapreso dalla struttura negli ultimi anni sul fronte del monitoraggio e della riduzione dell’impronta carbonica.

I piani di sviluppo e la nuova area benessere Agua Azul

L’esigenza di nuova energia nasce direttamente dai programmi di espansione della struttura, che troveranno un momento decisivo in Agua Azul, una nuova area tematica la cui apertura è prevista per il 2027. Caratterizzata da una scenografia tropicale, Agua Azul ospiterà una monumentale vasca ad altissima concentrazione salina concepita per replicare la sensazione di galleggiamento del Mar Morto, circondata da un circuito relax di 12 vasche idromassaggio a terrazza collegate tra loro da spettacolari cascate d’acqua.

I particolari dell’intervento e le linee guida del futuro di Caribe Bay saranno resi noti ufficialmente la prossima primavera in un evento riservato a istituzioni, media e comunità locale.

L’intervento strategico di Luciano Pareschi e il confronto con il territorio

A contestualizzare l’operazione sul piano strategico è Luciano Pareschi, ceo e founder di Caribe Bay:

«Da quasi quarant’anni la nostra famiglia investe in Caribe Bay e in Jesolo, trasformando Aqualandia in una realtà di fama internazionale. Agua Azul apre una nuova fase, fa parte di un progetto del valore complessivo di circa 40 milioni di euro, che presenteremo in primavera coinvolgendo istituzioni, stampa e comunità locale. Vogliamo continuare a investire qui perché crediamo nel futuro di Jesolo e nella sua capacità di rafforzare ulteriormente il proprio ruolo tra le grandi destinazioni turistiche del Veneto. Il nostro progetto può contribuire a questo percorso, favorendo nuova occupazione e alimentando l’economia locale. Per realizzarlo chiediamo alle istituzioni di condividere questa visione e di creare le condizioni necessarie. Il mancato supporto rischierebbe di frenare il percorso intrapreso e di costringerci a rivedere i nostri piani. Il fotovoltaico è già un esempio concreto di come gli investimenti possano produrre benefici che vanno oltre i confini del parco».

Una presa di posizione netta che sollecita il dialogo con gli enti territoriali alla luce di un impatto economico e sociale rilevante: Caribe Bay registra infatti una media di 280.000 visitatori a stagione e dà occupazione a pieno regime a oltre 250 addetti, per la maggior parte residenti nel comprensorio, confermandosi uno dei motori trainanti del turismo balneare dell’Alto Adriatico.

A cura della redazione

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