Con il calare del sipario sulla sua 76ª edizione, la Centomiglia Internazionale del Garda ha ribadito a Bogliaco, nel territorio di Gargnano, il proprio prestigio storico tra gli appuntamenti più rilevanti e longevi della vela mondiale, estendendo il proprio raggio d’azione dalle acque all’entroterra. Nel corso della tre giorni di regate andata in scena dal 4 al 6 settembre sotto la regia dello storico Circolo Vela Gargnano, si sono sfidati oltre cento equipaggi provenienti da sette nazioni: Austria, Germania, Gran Bretagna, Ungheria, Norvegia, Svizzera e Italia.
Oltre al rilievo prettamente sportivo, l’appuntamento del 2026 ha scommesso su un modello ideato per fondere competizione, valorizzazione territoriale, ospitalità e relazioni. L’articolata gestione dell’evento è scaturita dalla stretta sinergia tra Gruppo WISE, che ha diretto la strategia di comunicazione integrata, e WISE Eventi, incaricata della progettazione e del coordinamento logistico a terra di tutte le attività collaterali.
Il centro a terra a Bogliaco tra palinsesto e copertura mediatica
Lungo tutto il fine settimana, Piazza di Bogliaco ha rappresentato il cuore pulsante delle iniziative, coinvolgendo gli spettatori con esibizioni, spettacoli e continui collegamenti dal vivo con il campo di gara per trasmettere l’emozione delle sfide. A dare ampia eco alla manifestazione è intervenuta una capillare copertura mediatica coordinata dal Giornale di Brescia, media partner ufficiale, supportato dai programmi e dagli spazi di approfondimento di Radio Bresciasette e Teletutto.
Tra i momenti salienti del programma si è distinto il talk show ideato e condotto dalla giornalista Maddalena Damini, che ha riunito sul palco importanti figure dell’ambito velico e delle istituzioni: Giuseppe D’Amico (vice presidente della Federazione Italiana Vela), l’atleta olimpico e yacht designer Jo Richards (vincitore della Centomiglia nel 2009), Nicola Sironi (vice chief measurer ORC e yacht designer), Stefano Vegliani (giornalista e voce di Sky Sport – Vela), Ottavio Corali (area manager nord est di Fineco) e il gargnanese Luciano Lievi (olimpionico, due volte trionfatore della Centomiglia nel 1970 e 1996, nonché già presidente del Circolo Vela Gargnano). La cornice delle cerimonie ufficiali e delle premiazioni è stata inoltre completata dall’intervento del giornalista ed esperto del settore Andrea Falcon.

Centomiglia ph Press
Le experience dedicate per Fineco e la regia del territorio
Sul fronte organizzativo e dell’accoglienza, l’aspetto caratterizzante è stato il fitto ventaglio di «eventi nell’evento» strutturato da WISE Eventi per Fineco, main sponsor della Centomiglia. Il calendario di experience su misura — quattro in parallelo al sabato e tre la domenica — è stato concepito per offrire una prospettiva inedita e multiforme sulla regata.
Gli invitati hanno avuto l’opportunità di assistere allo start dalle terrazze panoramiche di una dimora privata a picco sull’acqua oppure salire a bordo dei mezzi nautici: sia sulla barca lepre che precede le imbarcazioni dando il via formale alla contesa, sia sulle unità messe a disposizione da Cantiere del Pardo per accompagnare da vicino i duelli lungo la rotta. Il palinsesto ha proposto anche postazioni d’osservazione riservate lungo la riva, intervallate da momenti enogastronomici e culturali nel cuore del panorama gardesano, con tappe presso il suggestivo Chiostro di San Francesco e la celebre Limonaia La Malora.
Un dispositivo organizzativo puntuale ha coordinato simultaneamente transfer, ormeggi, catering, visite guidate e servizi di ospitalità, rimanendo in costante armonia con le iniziative rivolte alla collettività sul lungolago.
«In progetti complessi come la Centomiglia, l’efficacia non dipende dalla semplice somma delle singole attività, ma dalla capacità di dare loro una direzione comune», sottolineano da Gruppo WISE. «Abbiamo lavorato su una regia integrata tra comunicazione, organizzazione ed experience, mettendo in relazione partner, ospiti, luoghi e fornitori all’interno di un unico sistema. È questo approccio che ci permette di governare la complessità e trasformarla in un progetto coerente, concreto e orientato al risultato.»
La manifestazione consegna così al territorio non soltanto i riscontri agonistici, ma l’affermazione di un modello capace di impiegare la grande vela come veicolo narrativo ed esperienziale per l’intera comunità gardesana.
A cura della redazione
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