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Crossroads 2026, il grande viaggio del jazz

Cinque mesi di musica in tutta l’Emilia-Romagna

by Martina Marchioro
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La definizione di “Mille Miglia del jazz” descrive solo in parte l’anima di Crossroads, perché il festival percorre distanze ancora più ampie e unisce territori, comunità e generazioni con un’energia contagiosa. Dal 3 marzo al 31 luglio, la 27ª edizione propone circa settanta concerti e coinvolge quasi cinquecento artisti, animando oltre venti comuni dell’Emilia-Romagna con un flusso continuo di suoni, incontri e visioni creative.

L’associazione Jazz Network ETS coordina il progetto insieme all’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, con il contributo del Ministero della Cultura e il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna. Questa rete istituzionale sostiene un disegno culturale che valorizza teatri storici, club prestigiosi, auditorium e suggestivi spazi all’aperto.

Star internazionali e fuoriclasse italiani

Il programma accoglie figure leggendarie e giovani innovatori. Il chitarrista Pat Metheny torna protagonista con il suo progetto Side-Eye III+, mentre il carisma cubano del Grupo Compay Segundo porta in scena l’eredità del Buena Vista Social Club.

Dagli Stati Uniti arrivano voci e strumenti che incarnano la modernità dell’American dream jazzistico: la sassofonista Lakecia Benjamin, il talento esplosivo di Isaiah Collier, l’energia ritmica di Makaya McCraven, la vocalità intensa di China Moses, la raffinatezza pianistica di Rachel Z accanto al batterista Omar Hakim, il pianista Greg Burk, il contrabbassista Billy Mohler e il bassista elettrico Chris Morrissey.

Il jazz italiano risponde con personalità di primo piano come il trombettista Enrico Rava, il pianista Danilo Rea, il pianista Antonio Faraò, il batterista Roberto Gatto, il sassofonista Pietro Tonolo, il poliedrico Daniele Sepe, il narratore Valerio Corzani, il trombettista elettronico Giorgio Li Calzi, il visual artist Andrea Daddi, il contrabbassista Ferruccio Spinetti, il pianista Giovanni Ceccarelli, la cantante Cristina Renzetti, la chitarrista Eleonora Strino, il direttore Alfonso Santimone e il sassofonista Piero Bittolo Bon.

Gli artisti residenti e le produzioni speciali

Crossroads accoglie come in una casa artistica il trombettista Fabrizio Bosso, che alterna il dialogo con il Quartetto Saxofollia allo Spiritual Trio e al progetto “We Wonder” insieme al clarinettista Nico Gori. La cantante Petra Magoni propone il viaggio “Gira Dischi” con il trombonista Mauro Ottolini, condivide il palco con l’Arkè String Quartet e intreccia voce e arciliuto con Ilaria Fantin.

La voce di Karima inaugura il festival con Walter Ricci, omaggia Burt Bacharach, celebra la canzone italiana e abbraccia il soul con “Soulville”. Mauro Ottolini firma inoltre progetti originali come “Nada Màs Fuerte” con Vanessa Tagliabue Yorke, rende tributo a Fred Buscaglione con l’Orchestra Ottovolante e partecipa a “Pazzi di Jazz” dedicato a Ray Charles.

Ravenna Jazz e le notti d’estate

Il cartellone integra anche il percorso di Ravenna Jazz, che illumina maggio e ritorna a luglio con tre appuntamenti alla Rocca Brancaleone. Il 1° luglio un tributo ad Astor Piazzolla coinvolge l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, Daniele di Bonaventura, Daniele Di Gregorio e Massimo Recalcati. Il 9 luglio salgono sul palco Matteo Mancuso e Nik West.

Voci, tradizioni e nuove prospettive

Il festival dedica grande attenzione alla vocalità italiana con Raphael Gualazzi, Peppe Servillo, John De Leo, GeGè Telesforo, Joe Barbieri, Simona Molinari, Frida Bollani Magoni, il trio Le Scat Noir, Anna Ghetti e il duo Wrong Sisters.

L’Europa partecipa con il duo francese Fontamar Consort formato da Laurianne Langevin e Jean Fontamar, con il violoncellista olandese Ernst Reijseger insieme al violinista Mario Forte, con la cantante spagnola Magalí Sare e il contrabbassista Manel Fortià, con il batterista tedesco Jens Düppe affiancato da Francesco Bearzatti, con il cantante britannico Anthony Strong e con lo swing trascinante di Ray Gelato.

L’energia latina vibra con il pianista brasiliano Amaro Freitas, con la cantante Ivete Souzah e con il duo As Madalenas. Il dialogo afroamericano trova una sintesi potente nel trio formato da Aly Keita, Hamid Drake e Pasquale Mirra.

Crossroads 2026 costruisce così un racconto musicale ampio, inclusivo e profondamente contemporaneo, dove ogni nome, ogni progetto e ogni città contribuisce a un mosaico sonoro ricchissimo, vitale e in costante trasformazione.

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