Si è spenta all’età di 80 anni a Nashville, nel Tennessee, la leggendaria Dolly Parton, regina incontrastata della musica country e icona culturale senza tempo. A confermare la notizia della scomparsa è stato il nipote Brian Seaver, annunciando l’addio a una delle personalità più amate e poliedriche dello spettacolo, capace di vendere più di 160 milioni di dischi in oltre sei decenni di carriera superando ogni barriera generazionale, sociale e di genere. L’annuncio ha suscitato un’immediata commozione globale: negli Stati Uniti è stato proclamato il lutto con le bandiere a mezz’asta, mentre colleghi del calibro di Paul McCartney, Beyoncé, Elton John e la figlioccia Miley Cyrus hanno reso omaggio a una pioniera che ha ridefinito il ruolo femminile nell’industria musicale, mentre sulle piattaforme di streaming si è registrato un vertiginoso incremento degli ascolti.
La straordinaria parabola di Dolly Rebecca Parton era iniziata il 19 gennaio 1946 a Pittman Center, una remota località rurale della contea di Sevier, ai piedi delle Great Smoky Mountains. Cresciuta insieme a undici fratelli in una modesta capanna di legno con una sola stanza, visse un’infanzia segnata da una cruda miseria ma ricca di spiritualità e passione musicale: cominciò a cantare a sei anni nella chiesa del nonno e a comporre i primi testi accompagnandosi con una chitarra artigianale. Subito dopo aver conseguito il diploma nel 1964, si trasferì a Nashville con grandi sogni e uno straordinario talento lirico, raggiungendo la prima svolta professionale alla fine degli anni Sessanta grazie all’ingresso nello show televisivo del cantante Porter Wagoner, con cui diede vita a numerosi duetti di successo.
L’indipendenza artistica, i grandi successi e il cinema
Desiderosa di intraprendere un percorso solista autonomo, nel 1973 sciolse il sodalizio con Porter Wagoner e compose in una sola notte due delle canzoni più leggendarie della storia della musica: Jolene e I Will Always Love You. Se la prima esprimeva con toccante vulnerabilità la supplica a una donna bellissima affinché non le portasse via l’uomo amato, la seconda rappresentava una lettera d’addio e di profonda gratitudine verso il mentore. Proprio attorno a questo capolavoro si consumò una pagina celebre della sua determinazione imprenditoriale: quando Elvis Presley propose di inciderne una cover, il suo manager, il Colonnello Tom Parker, pretese la cessione del 50% dei diritti editoriali; la cantautrice rifiutò categoricamente tra le lacrime per mantenere la piena titolarità del proprio catalogo milionario, consacrato nel 1992 dalla trionfale interpretazione di Whitney Houston per la colonna sonora del film Guardia del corpo.
Nel decennio successivo la sua presenza brillò anche a Hollywood con la commedia del 1980 Dalle 9 alle 5… orario continuato (9 to 5). Per la pellicola, Dolly firmò e interpretò la celebre traccia omonima, trasformata in un autentico inno universale per la tutela dei diritti e della dignità delle donne e dei lavoratori sul posto di lavoro.
La nascita di Dollywood, la filantropia e l’eredità culturale
Contraddistinta da un’estetica massimalista e inconfondibile — tra parrucche bionde cotonate, abiti scintillanti tempestati di strass, tacchi vertiginosi e un trucco teatrale —, la cantante ha sempre gestito la propria immagine con lucidità e una travolgente autoironia, tanto che nel 1996 la celebre pecora clonata venne battezzata Dolly in suo onore. Con notevole lungimiranza negli affari, nel 1986 inaugurò a Pigeon Forge il parco a tema Dollywood, trasformando una zona economicamente depressa in una meta turistica d’eccellenza e offrendo migliaia di posti di lavoro alla comunità locale.
Alla grandezza artistica ha sempre affiancato una generosa attività umanitaria: nel 1995, attraverso la Dollywood Foundation, creò il programma Imagination Library, donando decine di milioni di libri gratuiti a bambini dalla nascita all’età scolare per sostenere l’alfabetizzazione infantile. Nel 2020, all’inizio della pandemia globale, la sua donazione di un milione di dollari al centro di ricerca del Vanderbilt University Medical Center si rivelò determinante per finanziare lo sviluppo del vaccino Moderna. Attiva fino agli ultimi mesi nella creazione di musical teatrali e registrazioni inedite, Dolly Parton lascia un patrimonio umano e artistico destinato a durare per sempre.
A cura della redazione
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