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Elezioni Honduras: scontro frontale dopo il voto

Le motivazioni dietro la contestazione dei risultati e il clima di incertezza che avvolge il futuro del governo

by Davide Cannata
xiomara castro ph yt

Le elezioni presidenziali in Honduras precipitano nel caos dopo che la presidente uscente Xiomara Castro ha ordinato un nuovo conteggio “voto per voto” delle schede, sospendendo di fatto il risultato proclamato dal Consiglio Nazionale Elettorale. La decisione ha scatenato la dura reazione dell’opposizione, dei vertici delle Forze Armate e degli Stati Uniti, che avvertono di “gravi conseguenze per coloro che cerchino di annullare il risultato delle elezioni”.

Nuovo conteggio e decreto presidenziale

Con un decreto emanato nella giornata di oggi, la presidente uscente Xiomara Castro ha ordinato un nuovo conteggio integrale delle schede, imponendo una verifica “voto per voto” dell’esito delle presidenziali. Il provvedimento sospende il risultato proclamato dal Consiglio Nazionale Elettorale (Cne), che il 24 dicembre aveva dichiarato vincitore il candidato della destra Nasry Juan “Tito” Asfura.

Il decreto arriva al termine di un lunghissimo e controverso spoglio durato oltre un mese, che ha alimentato tensioni politiche e accuse sul metodo di conteggio adottato. La scelta di ricorrere a un riconteggio completo punta a rimettere in discussione il verdetto ufficiale, riaprendo lo scontro sulla legittimità del voto.

Il risultato contestato del Cne

Secondo i dati diffusi dal Cne, il candidato del Partito Nazionale Nasry Juan “Tito” Asfura ha ottenuto il 40,27% dei voti, superando di stretta misura Salvador Nasralla, esponente del Partito Liberale di centro, fermo al 39,39%. Il margine minimo tra i due sfidanti ha reso ancora più esplosive le contestazioni sul sistema di spoglio.

Il metodo utilizzato per il conteggio è stato contestato apertamente sia da Nasralla sia dal partito di governo Libre, che sostengono la necessità di verificare ogni singola scheda. In questo quadro, il decreto di Castro si inserisce come risposta politica alle accuse di irregolarità, ma rischia di accentuare la polarizzazione del Paese.

La reazione interna: opposizione, imprese ed esercito

Il decreto presidenziale è stato respinto con decisione dall’opposizione, da settori del mondo imprenditoriale e dai vertici delle stesse Forze Armate. Questi attori hanno annunciato che “faranno rispettare la volontà popolare”, trasformando il confronto istituzionale in un duro braccio di ferro sulla sovranità del voto.

La presa di posizione dei militari aggiunge un elemento di forte incertezza alla crisi, data la loro influenza storica negli equilibri honduregni. Anche il rifiuto del riconteggio da parte di gruppi imprenditoriali contribuisce a irrigidire il clima, segnalando il timore di un prolungato periodo di instabilità politica ed economica.

L’avvertimento degli Stati Uniti

Contro il riconteggio si è espresso anche il governo degli Stati Uniti, che attraverso una nota del Dipartimento di Stato ha lanciato un monito diretto alla leadership honduregna. Washington ha avvertito del rischio di “gravi conseguenze per coloro che cerchino di annullare il risultato delle elezioni”, legando la propria posizione alla difesa dell’esito proclamato dal Cne.

L’intervento statunitense inserisce la crisi honduregna in un quadro regionale più ampio, dove il rispetto delle procedure elettorali è considerato un elemento chiave delle relazioni bilaterali. Nel frattempo, il Paese resta sospeso tra il risultato ufficiale del 24 dicembre e il nuovo conteggio ordinato da Castro, con la stabilità democratica messa a dura prova.

A cura della redazione

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