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Federalismo fiscale regionale, l’allarme di Agens, Anav e Asstra

Le associazioni Agens, Anav e Asstra avvertono sui rischi del nuovo ddl sul federalismo fiscale per i trasporti pubblici e la mobilità locale

by Davide Cannata
trasporto pubblico ph pixabay

Le associazioni che rappresentano in Italia le imprese del trasporto pubblico locale tornano a lanciare un forte allarme sul ddl relativo al federalismo fiscale regionale, approvato in Consiglio dei Ministri. Secondo Agens, Anav e Asstra, il provvedimento potrebbe mettere a rischio l’equilibrio economico-finanziario del comparto e la qualità dei servizi, rendendo necessari correttivi immediati prima dell’approvazione definitiva.

Per le tre sigle, il punto più delicato riguarda la destinazione delle risorse provenienti dall’IRPEF, che dovrebbero essere riservate in modo esclusivo al trasporto pubblico locale, senza possibili impieghi diversi. Le associazioni chiedono inoltre che il TPL venga riconosciuto come spesa essenziale, con copertura integrale dei fabbisogni standard regionali tramite il fondo perequativo, e che restino allo Stato le funzioni di coordinamento delle politiche nazionali della mobilità.

Le criticità del nuovo schema

Il nuovo impianto, spiegano Agens, Anav e Asstra, conferma una logica già prevista in passato: alle Regioni a Statuto ordinario verrebbe assegnata una compartecipazione al gettito IRPEF capace di compensare i trasferimenti statali destinati a essere soppressi dal 2027, compresi quelli del Fondo nazionale TPL. Proprio su questo aspetto si concentrano le principali perplessità emerse anche da Regioni ed enti locali, che in Conferenza Unificata non hanno raggiunto l’intesa sul testo.

Le associazioni ricordano anche che un modello simile era già stato sperimentato tra il 2008 e il 2012, con effetti negativi dovuti alla deviazione di oltre 1.300 milioni di euro verso altre finalità. Dal 2013, l’istituzione del Fondo nazionale TPL avrebbe invece assicurato maggiore stabilità, anche se oggi resta una carenza di risorse stimata in oltre 800 milioni annui per la mancata adeguata indicizzazione del fondo.

Gare e scadenze in arrivo

Un altro elemento di preoccupazione riguarda la scadenza dei contratti di trasporto pubblico locale, fissata a fine 2026. Per Agens, Anav e Asstra, l’incertezza finanziaria rischia di rendere più difficile la programmazione futura e di ostacolare il corretto avvio delle nuove gare d’appalto, con effetti anche sugli investimenti collegati a PSNMS e PNRR.

“La mancanza di certezze finanziarie minaccia seriamente la pianificazione futura e il corretto svolgimento delle nuove gare d’appalto. Questa instabilità economica rischia di bloccare i progressi e gli investimenti previsti dai piani nazionali (come PSNMS e PNRR), rallentando il processo di modernizzazione e competitività sul mercato. Bisogna evitare una crisi sistemica, per questo chiediamo un confronto istituzionale immediato tra il Governo e le Regioni. L’obiettivo primario è definire soluzioni condivise che assicurino la continuità e lo sviluppo dei servizi di mobilità urbana”, affermano le associazioni.

Per questo, il settore chiede un confronto immediato tra Governo e Regioni, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise che garantiscano continuità ai servizi e sostegno allo sviluppo della mobilità urbana.

A cura della redazione

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