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Fernando Proce, dalle origini al successo nazionale

Fernando Proce compie 60 anni: una riflessione profonda sul legame tra l'uomo e il microfono, diventato ormai una ragione di vita essenziale

by Davide Cannata
compleanno fernando proce ph sergio sepiello

Altro che gala formale: per i 60 anni di Fernando Proce è andata in scena una vera festa, definita “incredibile”, con Proce presentato da Paolo Salvaderi come il dj più amato d’Italia e tra i nomi più importanti della radio europea. Al 55 di via Piero della Francesca a Milano, locale di proprietà del medico Giovanni Macrì, si sono ritrovati amici, imprenditori, giornalisti, volti della radio e personaggi come Cristiano Malgioglio e il regista Roberto Cenci.

Il momento più teatrale è stato l’ingresso del conduttore su un palco montato ad hoc, facendosi portare dentro una bara per scherzare sul traguardo anagrafico, quasi volesse “rifiutare” i 60 anni. L’atmosfera, racconta l’intervista di Novella 2000, è rimasta festosa fino all’alba, tra musica, show e ricordi condivisi.

“Eterni Peter Pan” e una vita dedicata alla radio

Alla domanda sul rapporto con l’età che avanza, Proce risponde con l’ironia che lo contraddistingue: «Eh no, a un certo punto devo farlo. La celebrazione di questo evento è stata molto ironica (ride, ndr), ma d’altronde siamo degli eterni Peter Pan, non ci accorgiamo che il tempo passa velocemente». Dietro la battuta, c’è la consapevolezza di una carriera costruita giorno dopo giorno: «Una vita dedicata esclusivamente alla radio: sono entrato a 10 anni, in un programma per bambini, e ci sono rimasto per 50. Ho cantato, scritto, fatto di tutto. Nonostante tutto, non è cambiato nulla: c’è ancora lo stesso entusiasmo».

Anche quando gli viene ricordato che molti esperti lo considerano il conduttore radiofonico più amato d’Italia, Proce abbassa il tono: «Io sono un umile addetto ai lavori. Ho questa particolarità rispetto agli altri: sono il più giovane dei vecchi, come Linus e Marco Galli, decani della radio. Non sono assolutamente influente, la radio è l’unico elemento che mi tiene vivo». In queste parole emerge la sua idea di radio come missione quotidiana, più che come semplice mestiere.

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Compleanno Fernando Proce PH Sergio Sepiello

Un film ispirato alla sua storia

Dall’intervista di Novella 2000 emerge uno dei progetti più importanti in cantiere: un film ispirato alla vita di Proce. «Ci stiamo lavorando da un paio d’anni. Siamo alla fase del cast e stiamo completando la sceneggiatura. È un film ispirato alla mia storia», racconta, spiegando che il racconto è ambientato nel Sud Italia.

Al centro del film c’è un bambino “rapito” dalla radio, mentre genitori e persone vicine cercano di allontanarlo da quel mondo che non comprendono, trasformando la passione in «un sogno spezzato che provoca dolore e sofferenza». Proce anticipa che il progetto dovrebbe vedere la luce entro il prossimo anno e accenna ad altri progetti in arrivo, senza però entrare nei dettagli.

La festa, la radio di oggi e i consigli ai giovani

Il compleanno non è stato solo una notte di festeggiamenti: «I festeggiamenti sono durati addirittura tre giorni, ho voluto riunire la gente a me vicina e con cui ho lavorato in questi anni: tutti i colleghi delle radio», racconta Proce. In sala circa 200 invitati a cena, poi molti altri arrivati in seguito, per uno show di circa cinque ore con la partecipazione di Cristina D’Avena e del sassofonista Piero Billeri, definito «il mio braccio destro musicale» e partner in una società che produce artisti e performer particolari.

Guardando al presente della radio, il conduttore osserva come oggi i contenuti radiofonici vengano spesso confusi con i podcast, ma per lui la vera radio richiede preparazione musicale, positività, ottimismo e cultura, dalla politica all’attualità. Il cuore del mestiere, però, resta umano: «Ma soprattutto, il conduttore radiofonico deve essere un amico. Una persona di cui ti fidi». E, dopo 50 anni di radio, Proce chiude con un ringraziamento che suona come una dichiarazione d’amore: «Gratitudine nei confronti degli ascoltatori. Quando raggiungi questo traguardo, 50 anni di radio, non puoi che ringraziare chi ti ha accompagnato e sostenuto fino ad oggi in questo lungo viaggio».

A cura di Luisa Di Pasquale

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