Ferragosto 2026 fotografa un’Italia divisa tra chi si appresta a partire e chi, invece, rimarrà a casa senza aver organizzato alcun viaggio. Per molte famiglie italiane, la vacanza è diventata una spesa da ponderare con attenzione, soprattutto in una fase caratterizzata da rincari e stipendi sotto pressione.
Secondo Confturismo-Confcommercio e SWG, nel periodo di Ferragosto saranno circa 13 milioni gli italiani in vacanza. Nove milioni trascorreranno fuori casa un periodo prolungato, mentre altri quattro milioni sceglieranno soggiorni di durata più breve.
Ci saranno inoltre 4,5 milioni di italiani impegnati in una gita di un solo giorno, senza pernottamento. La parte più rilevante dell’indagine riguarda però chi non partirà: secondo la ricerca commissionata da Facile.it all’istituto EMG, 6,7 milioni di italiani non faranno vacanze nell’estate 2026.
Tra questi, 4,4 milioni resteranno a casa per motivi economici. Non si tratta quindi dell’assenza di voglia di viaggiare, ma dell’impossibilità concreta di sostenere una spesa considerata troppo elevata.
Le ragioni di chi rinuncia a partire
Quasi un italiano su due tra coloro che non andranno in vacanza indica l’aumento generale dei prezzi come principale impedimento. Si tratta di circa 2,2 milioni di persone. Il caro-vacanze ha interessato in modo particolare trasporti e strutture ricettive: oltre un milione di italiani ha rinunciato a prenotare perché voli, alberghi e altre sistemazioni hanno superato il budget disponibile.
La situazione lavorativa pesa sul bilancio familiare per il 33,1% degli intervistati, una quota equivalente a oltre 1,4 milioni di persone. Circa 900mila italiani hanno invece cancellato i propri programmi dopo un imprevisto che ha modificato le condizioni economiche della famiglia. Quando arriva una spesa inattesa, la vacanza è spesso la prima voce a essere eliminata.
Tra le motivazioni figurano anche esigenze familiari e personali. Più di 618mila persone resteranno a casa per assistere una persona anziana, mentre quasi 740mila rinunceranno alla partenza per occuparsi del proprio animale domestico. Circa 243mila italiani, pari al 3,6%, hanno inoltre indicato i timori per il conflitto in Iran tra le ragioni della mancata vacanza.
La rilevazione Facile.it-EMG è stata condotta su un campione di 1.500 rispondenti, rappresentativo della popolazione adulta italiana. Nel Sud Italia e nelle Isole la percentuale di chi non parte arriva al 18,2%, rispetto al 15,7% nazionale. Il valore più alto si registra tra le persone di età compresa fra 55 e 64 anni, fascia nella quale supera il 22%.
Il costo di una settimana e il ricorso al credito
L’estate 2026 presenta anche un paradosso: mentre milioni di italiani rinunciano alle ferie per contenere le spese, altri scelgono di partire utilizzando strumenti che permettono di pagare nel tempo. L’analisi del Centro Studi di Confcooperative rileva che almeno due italiani su dieci finanziano la vacanza con il Buy Now, Pay Later.
Negli ultimi tre anni il credito collegato a queste formule è cresciuto del 127%, con un ulteriore aumento del 23% nell’ultimo anno. Nello stesso periodo, i piccoli prestiti tradizionali inferiori a 1.500 euro hanno registrato una diminuzione del 29%. Il dato mostra quanto la tecnologia abbia cambiato anche le modalità con cui gli italiani sostengono le spese quotidiane.
Confcooperative segnala inoltre che oltre 8,9 milioni di italiani resteranno a casa e che più di una persona su due attribuisce la scelta a motivazioni economiche. Il numero è superiore a quello indicato dall’indagine Facile.it-EMG, poiché le due ricerche adottano metodologie e perimetri differenti.
Una settimana in una struttura con pernottamento e colazione costa mediamente a una famiglia 2.750 euro, secondo il Centro Studi di Confcooperative. Rispetto al 2025, si tratta di un aumento del 15%. Per una famiglia di quattro persone che scelga una soluzione all inclusive nella settimana di Ferragosto, la spesa può arrivare a 6.820 euro, con una crescita del 5% sull’anno precedente.
L’Unione Nazionale Consumatori ha stimato, per una coppia con due figli, un incremento di 252 euro per i trasporti e di 115 euro per ristoranti e alloggi rispetto all’estate precedente. Per una famiglia con un solo figlio, l’aumento ammonta invece a 234 euro per gli spostamenti e a 92 euro per ristorazione e alloggio. Nel complesso, l’aggravio sul costo della vita raggiunge 1.020 euro per una famiglia di quattro persone.
Anche il Codacons ha rilevato aumenti nel settore dei trasporti. A luglio 2026 i voli nazionali sono costati il 6,2% in più rispetto allo stesso mese del 2025 e i traghetti hanno segnato un incremento del 2,5%. Le auto a noleggio sono aumentate del 3,4%.
In direzione opposta si sono mossi i voli internazionali, diminuiti del 7,6%. Gli alberghi hanno invece registrato una crescita del 3% rispetto al 2025, mentre i villaggi turistici hanno segnato un aumento del 2,9%.
Ferragosto 2026 restituisce così l’immagine di un Paese nel quale 6,7 milioni di persone non andranno in vacanza e 4,4 milioni rinunceranno per ragioni economiche. Da un lato ci sono spiagge affollate, strutture ricettive piene e milioni di partenze; dall’altro, balconi, città semideserte e famiglie costrette a scegliere di restare a casa.
A cura della redazione
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