L’esponente di Fratelli d’Italia Gianmarco Mazzi ha ufficialmente assunto il ruolo di ministro del Turismo, prendendo il posto della dimissionaria Daniela Santanché. La cerimonia di giuramento si è tenuta presso il Quirinale alle ore 10.30, dove il nuovo titolare del dicastero è giunto accompagnato dalla sua caposegretaria al MiC, Rita Rubini. Davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla premier Giorgia Meloni, Mazzi ha prestato giuramento, dichiarando subito dopo: Il turismo è un mondo ricco di fascino e grandi professionalità che richiede cura attenta perché rappresenta un pilastro dell’economia italiana. Il neo ministro ha inoltre rivolto un ringraziamento alle massime cariche dello Stato per la fiducia ricevuta, raccogliendo il plauso di Alessandro Giuli, il quale ha lodato l’operato svolto precedentemente da Mazzi presso il ministero della cultura e rivolto un saluto affettuoso alla sua preceditrice.
Un percorso tra cultura, diritto e spettacolo
Nato e cresciuto a Verona, il sessantacinquenne Gianmarco Mazzi ha una formazione accademica in giurisprudenza, culminata con una tesi di diritto amministrativo incentrata proprio sulla promozione culturale e il mercato. La sua carriera professionale decolla negli anni Ottanta quando, insieme a Mogol, Gianni Morandi e Gianluca Pecchini, dà vita al progetto di solidarietà della Nazionale Cantanti. Da allora, la sua attività manageriale si è intrecciata con i più grandi nomi dello spettacolo italiano e internazionale, vantando collaborazioni con Caterina Caselli, Fabrizio De André, i Pooh, Lucio Dalla e Mina. Particolarmente profondo è il legame con Adriano Celentano, da lui considerato come parte della propria famiglia, così come la storica amicizia con Pippo Baudo. Più che un agente, Mazzi ama definirsi uno chef che confeziona eventi, talvolta con responsabilità autoriali.
Dalla direzione di grandi eventi alla nomina governativa
Il curriculum del nuovo ministro è costellato di traguardi significativi, dalla Partita del Cuore per la pace del 2000, alla presenza di figure come Yasser Arafat e Shimon Peres, fino alla missione umanitaria a Baghdad del 2003 che gli è valsa il Manforpeace Award consegnato dal Dalai Lama e da Mikhail Gorbaciov. Mazzi ha segnato la storia recente del festival di Sanremo, dell’Arena di Verona e di grandi produzioni televisive come The Voice e l’apertura di Expo 2015. Politicamente, dopo l’elezione alla Camera, ha servito come sottosegretario alla Cultura dal novembre 2022. Sul piano personale, si è unito in matrimonio nel 2020 con una funzionaria del tribunale di Verona dopo una convivenza di ventuno anni. Nonostante le passate contestazioni di Mario Luzzatto Fegiz legate alla sua formazione non accademica, Mazzi rivendica un forte istinto artistico che lo ha portato a scoprire talenti come i Negramaro, pur ammettendo di non apprezzare il mondo dei rapper.
A cura della redazione
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