Home Daynews24Il Circo Nero di Leandro Bisenzi premiato ai Dance Awards

Il Circo Nero di Leandro Bisenzi premiato ai Dance Awards

L'ispirazione al cinema del 1932 si fonde con la sartoria fiorentina in un progetto di spettacolo che celebra l'unicità di ogni interprete

by Davide Cannata
Leandro Bisenzi Il Circo Nero ph Press
Leandro Bisenzi Il Circo Nero ph Press

Leandro Bisenzi Il Circo Nero ph Press

La storica realtà del Circo Nero celebra il traguardo dei suoi primi vent’anni di attività con una prestigiosa affermazione ai Dance Music Awards 2026, conquistando il titolo di miglior agenzia di spettacolo in Italia.

L’identità più profonda del fondatore Leandro Bisenzi si riflette in una vicenda toccante risalente a qualche anno fa, durante una serata speciale allestita all’interno di uno storico teatro fiorentino e dedicata ai malati di Parkinson: in quell’occasione, Bisenzi chiese di riservare una poltrona vuota in prima fila accanto a sé, spiegando la scelta con parole limpide e commoventi: «È per la mia mamma: per me è sempre presente, anche se la sto perdendo, come purtroppo si perde chi è colpito da una malattia neurovegetativa». In questo punto d’incontro tra il pudore della sofferenza e la forza del legame filiale risiede la genesi del suo percorso artistico, poiché dietro l’irriverenza, l’energia travolgente e la scintillante stravaganza dello spettacolo si celano universi onirici intessuti di leggerezza, ironia e autentica gioia di vivere.

Dalle origini a Firenze alla folgorazione per Tod Browning

Leandro Bisenzi Il Circo Nero ph Press

Leandro Bisenzi Il Circo Nero ph Press

Nata a Firenze nel 2006, l’avventura artistica trae nutrimento dalla memoria più pura dell’infanzia, legata alla fascinazione per il tendone che un tempo faceva comparsa in città durante le festività, talvolta sotto una suggestiva Firenze innevata a Natale, portando calore, figure bizzarre e sorrisi capaci di incantare grandi e bambini.

La scintilla decisiva per questa visione è scaturita dalla folgorazione per Freaks, capolavoro cinematografico del 1932 diretto da Tod Browning; ambientata nell’America della Grande Crisi, la pellicola rappresentava un manifesto ante-litteram di accoglienza e tolleranza raccontando le vite di coloro che venivano crudelmente derisi ed esposti per le proprie peculiarità fisiche. Il Circo Nero ha raccolto quell’eredità morale trasformandola in una bandiera di libertà ed empatia, in cui la diversità non costituisce mai una forma di emarginazione, ma una celebrazione.

L’eleganza sartoriale e il cammino interiore oltre la maschera

Attraverso un dialogo ininterrotto con Firenze, centro internazionale di eleganza, moda e creatività, il format ha saputo reinventare l’immaginario circense imprimendovi un’impronta estetica originale: gli artisti non indossano meri costumi, ma autentiche creazioni glamour curate da stilisti emergenti del panorama fiorentino e oltre. Sotto i riflettori si avvicenda una straordinaria galleria di interpreti: funamboli, contorsionisti, prestigiatori, illusionisti, clown, giocolieri e l’immancabile donna cannone.

Dietro il trucco, le gag e le maschere di scena si muovono innanzitutto persone, figure complesse che riflettono il perenne conflitto tra l’interiorità individuale e le pressioni conformiste della società moderna. Il folle, l’irriverente, il solitario e l’eccentrico compongono una polifonia che esorta ogni spettatore a compiere un viaggio dentro di sé, esplorando il luogo in cui queste molteplici anime dialogano. Quando la musica si placa, le luci si spengono e il sipario cala, oltre gli applausi resta l’eco delle visioni suscitate da Leandro Bisenzi, inducendo a riflettere sulle corrispondenze intime che legano quei personaggi fantastici alla parte più nascosta dell’animo, aprendo la via più autentica per riscoprire i nostri confini.

A cura della redazione

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