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Italia in movimento: come si spostano 30 milioni di persone?

Riflettori accesi sui rischi e le opportunità della vita in movimento tra diverse regioni italiane

by Davide Cannata
relatori osservatorio mobisco

In una Milano che guarda al futuro dei trasporti, è stato illustrato il primo resoconto dell’Osservatorio Mobisco di Most – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile. Lo studio evidenzia come oltre 30 milioni di persone, ovvero il 51% dei residenti in Italia, affrontino quotidianamente spostamenti sistematici per ragioni di studio o impiego professionale. Questo flusso rappresenta più del 58% dei viaggi giornalieri complessivi, segnando un incremento rispetto ai 28,8 milioni registrati nel 2011. Durante l’evento presso il Palazzo Giureconsulti, è emerso che l’auto privata rimane la soluzione preferita per il 70% dei lavoratori. Stefano Riazzola, del Ministero dei Trasporti, ha sottolineato: “Dopo la pandemia il dato sulla mobilità sistematica è cambiato e richiede nuove chiavi di lettura. Lo smart working e le nuove modalità di lavoro hanno modificato i comportamenti. Serve quindi aggiornare strumenti di analisi e interpretazione. Per il Ministero è centrale il rapporto con il territorio e con chi raccoglie e studia i dati. È necessario un collegamento stabile con l’Osservatorio della mobilità del Mit. La conoscenza del dato orienta scelte strategiche, normative ed economiche. Il Paese presenta forti differenze tra aree urbane efficienti e territori a domanda diffusa con minore competitività del trasporto pubblico. Mobilità scolastica e lavorativa richiedono analisi distinte. Il Ministero rafforza il ruolo dei mobility manager e istituisce una nuova divisione su Pums e mobility management. Obiettivo: migliorare pianificazione e uso delle risorse attraverso maggiore coordinamento con i territori.”

Dinamiche territoriali e ripartizione tra mezzi pubblici e privati

Il panorama nazionale della mobilità si divide tra circa 10 milioni di studenti e 24 milioni di lavoratori in movimento. Le differenze tra le aree geografiche sono nette: al Nord prevalgono gli spostamenti per lavoro (71%), mentre al Sud è più alta la quota legata allo studio (35%). Un dato rilevante riguarda il 42,5% dei cittadini che si sposta fuori dal proprio comune di residenza, fenomeno che tocca il 57% in Lombardia e il 54% in Veneto, contro il 27% di Lazio e Sicilia. Per circa 18 milioni di individui, l’automobile è il mezzo insostituibile: il 73,7% dei lavoratori ne fa un uso esclusivo, a fronte di un modesto 7% che sceglie unicamente il trasporto pubblico. Nelle grandi città settentrionali il Tpl riscuote più successo, mentre la bicicletta è protagonista nel Nord-Est. Al contrario, il Sud e i centri ad alta densità vedono una maggiore inclinazione per gli spostamenti a piedi. Matteo Colleoni, coordinatore scientifico di Mobisco, ha spiegato: “Questo appuntamento rappresenta un passaggio fondamentale per avviare un dialogo strutturato tra tutte le realtà pubbliche e private che, a diverso titolo, raccolgono dati sulla mobilità sistematica – dalle istituzioni al mondo della ricerca, fino agli operatori dei diversi settori. Oggi questi dati esistono ma sono spesso frammentati: Mobisco nasce proprio con l’ambizione di metterli in relazione, farli ‘parlare’ e costruire una sintesi capace di restituire una lettura più completa della domanda e offerta di mobilità quotidiana sistematica. Solo così è possibile sviluppare strumenti realmente utili per analizzare la mobilità e supportare la pianificazione territoriale e dei trasporti di azioni concrete che la rendano più efficiente e sostenibile.”

Focus sugli studenti e allarme per la sicurezza stradale

Nel settore scolastico, la mobilità attiva coinvolge il 28% degli alunni della scuola dell’obbligo, mentre lo scuolabus copre appena il 3-4% delle necessità. Gli studenti universitari affrontano le sfide maggiori, percorrendo in media 28 km al giorno con un impatto di 5,12 kg di Co2 per viaggio. In questa fascia d’età, il treno è scelto dal 51,4% e il Trasporto Pubblico Locale dal 26,7%, mentre la mobilità a piedi o in bici si ferma all’8%. Un capitolo critico riguarda la sicurezza: nel 2025 gli infortuni in itinere sono saliti a 99.939 (rispetto ai 96.835 del 2024), con 293 decessi (contro i 280 dell’anno precedente). Anche tra gli studenti si registra un incremento degli incidenti durante il tragitto, passati da 2.011 a 2.181 (+8,45%). L’Osservatorio Mobisco si configura come uno strumento fondamentale per il Travel Demand Management, puntando a migliorare l’efficacia del sistema dei trasporti e la qualità della vita, in linea con il Decreto 68/2022. Al dibattito hanno partecipato enti come Anci, Inail Lombardia, Ispra, Istat, Isfort, Federmobilità e diversi atenei tra cui il Politecnico di Bari e le università di Milano-Bicocca e Catania.

A cura della Redazione
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