Nel 2024, una delle disgrazie più gravi che può capitare a un abitante del nostro pianeta è inciampare in una parola che, a prima vista, sembra del tutto innocua. Una parola di appena cinque lettere: “anima“. Un termine che, pur nella sua apparente semplicità, si rivela essere una vera e propria fregatura, una trappola capace di generare dubbi e domande esistenziali.
Il momento cruciale per ogni neo-genitore
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giacomo poretti
Il viaggio che segue ha inizio proprio con quell’inciampo, una collisione devastante, che accade nel momento esatto in cui una neo-mamma e un neo-papà si trovano di fronte a una sfida che sembra impossibile da superare: “avete creato un corpo, ora dovete creare l’anima”. È una richiesta che mette in crisi, segnando l’inizio di un percorso che si trasforma in una lotta costante, un viaggio-combattimento, spesso scomodo, irritante, e a volte doloroso, alla ricerca di un significato che si cela dietro quella parola, proprio “anima”.
Le armi della modernità per difendersi dalla sfida
Ai giorni nostri, i genitori possono tentare di affrontare questa sfida utilizzando tutte le risorse che la modernità offre loro. Possono rifugiarsi nella scienza, nel buon senso, negli ideali borghesi, o perfino nel cinismo. Ma, ad un certo punto, ogni genitore si trova sempre di fronte a un bivio decisivo. Da una parte, c’è la possibilità di organizzare per il proprio figlio un futuro che lo vedrà diventare influencer, chef, archiatra, archistar, pallone d’oro o CEO. Dall’altra, c’è la strada più complessa, che consiste nell’aiutare il figlio ad apprezzare la bellezza di una realtà che gli è già stata donata, per fare in modo che possa sorprendersi ogni volta che aprirà gli occhi.
Il vero compito di un genitore: riscoprire l’anima
Alla fine, ciò che ogni genitore deve fare non è solo progettare un futuro fatto di successi e realizzazioni materiali per il proprio figlio, ma anche guidarlo verso una scoperta più profonda: quella di avere un’anima. Il compito di un genitore si trasforma in un viaggio di riscoperta, dove è possibile imparare insieme a percepire la bellezza del mondo e la meraviglia di possedere qualcosa che non può essere visto, ma che dà valore alla vita. E forse, attraverso questo processo, anche i genitori riscoprono la meraviglia di possedere un’anima.