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La nuova decadenza della politica: cos’è la splopaganda

Con l'avvento della slopaganda la comunicazione politica dei leader sta cambiando per sempre: ecco come funziona il fenomeno

by Davide Cannata
ph web ai donald trump roberto vannacci

Una nuova espressione si sta imponendo per descrivere la propaganda politica nell’epoca dell’intelligenza artificiale: slopaganda. Un termine che fino a poco tempo fa sembrava legato ai meme online, ma che oggi entra stabilmente nelle strategie comunicative dei leader. Nasce dalla fusione tra “slop”, cioè contenuto di bassa qualità o prodotto in serie, e propaganda, definendo così una modalità comunicativa costruita su immagini e video generati con IA, volutamente estremi, provocatori e capaci di suscitare reazioni immediate.

Trump e Vannacci tra immagini virali e provocazione

Negli Stati Uniti, Donald Trump rappresenta il caso più avanzato di questo approccio, mentre in Italia Roberto Vannacci ne incarna una versione evidente. Entrambi utilizzano contenuti artificiali non per risultare credibili, ma per ottenere viralità e alimentare la polarizzazione del dibattito pubblico. L’obiettivo non è convincere tutti, bensì occupare lo spazio mediatico, spingendo sostenitori e critici a discutere dello stesso contenuto per giorni.

Trump ha aperto questa fase con immagini generate dall’intelligenza artificiale che lo raffiguravano come Papa, trasformando una figura religiosa in uno strumento di provocazione politica. In seguito è stato mostrato come medico intento a curare una presunta “sindrome da delirio anti-Trump”, ribaltando ironicamente le accuse ricevute. Ancora più discusso il video che lo ritrae in costume da bagno, drink in mano, accanto al premier israeliano Benjamin Netanyahu in una Gaza trasformata in resort di lusso, tra grattacieli, statue dorate e bambini sorridenti. Contenuti volutamente surreali che hanno generato milioni di visualizzazioni e una vasta eco mediatica.

In Italia, Vannacci segue una linea diversa ma coerente con la stessa logica: immagini e video che richiamano l’antica Roma, la disciplina militare, il patriottismo e una visione idealizzata dell’identità nazionale. Più che il realismo, conta la costruzione di un immaginario simbolico facilmente riconoscibile e condivisibile sui social.

Come funziona la slopaganda

Questa strategia riflette una trasformazione profonda del linguaggio politico. Se in passato la propaganda si affidava a manifesti, slogan televisivi e spot, oggi bastano pochi minuti e strumenti automatici per creare contenuti dall’impatto visivo elevato, con costi quasi nulli. Un singolo contenuto può raggiungere milioni di utenti grazie agli algoritmi, che privilegiano emozioni come indignazione, sorpresa o divertimento.

La forza della slopaganda sta nella sua evidente assurdità. Chi la osserva spesso sa che non rappresenta la realtà, ma proprio questa consapevolezza ne facilita la diffusione. L’immagine diventa un meme politico, replicato, reinterpretato e rilanciato anche dai media tradizionali, amplificando il messaggio iniziale.

Gli studiosi distinguono nettamente questo fenomeno dalle fake news. Una notizia falsa cerca di sembrare vera per ingannare, mentre la slopaganda non punta necessariamente alla credibilità. Anzi, mostra apertamente il proprio carattere artificiale e paradossale. Il suo scopo è spostare l’attenzione, catturare interesse e rafforzare un’identità politica attraverso emozioni immediate.

Rischi e impatto sul dibattito pubblico

Il fenomeno si inserisce in un cambiamento più ampio nel consumo delle informazioni: i contenuti visivi ottengono maggiore coinvolgimento rispetto ai testi, mentre video brevi e immagini provocatorie sono premiati dagli algoritmi. L’intelligenza artificiale accelera ulteriormente questo processo, rendendo possibile la creazione di immagini e video anche senza competenze tecniche avanzate. Questo democratizza la comunicazione, ma abbassa la qualità del dibattito.

Il rischio principale è la saturazione dello spazio informativo. Gli utenti vengono esposti quotidianamente a contenuti sempre più estremi e spettacolari, riducendo l’effetto sorpresa. Per mantenere l’attenzione, è necessario alzare continuamente il livello della provocazione, generando una spirale in cui prevale il contenuto più eccessivo.

Molti osservatori parlano ormai di una nuova fase di decadenza della comunicazione politica, dove il confronto sulle idee lascia spazio alla spettacolarizzazione. Un contenuto artificiale può essere creato in pochi secondi, modificato all’infinito e diffuso globalmente in tempo reale, con una rapidità mai vista prima.

La slopaganda sembra destinata a caratterizzare le future campagne elettorali. Trump ne ha dimostrato l’efficacia negli Stati Uniti, Vannacci ne ha adattato i meccanismi al contesto italiano e altri leader osservano con interesse. La vera sfida riguarda non solo la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, ma anche la capacità dei cittadini di sviluppare un pensiero critico per distinguere tra provocazione, propaganda e informazione. Oggi persino l’assurdo può apparire credibile se condiviso milioni di volte, e la qualità del dibattito democratico dipende sempre più dall’educazione digitale.

A cura della redazione

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