Nel 2024, biciclette, e-bike, scooter e motocicli diventano strumenti sempre più centrali per la mobilità urbana in Italia. Gli italiani hanno acquistato circa 1,35 milioni di biciclette, di cui 274.000 e-bike, confermando la tendenza a scegliere mezzi sostenibili e alternativi all’auto. Nonostante l’aumento dei mezzi, le città mostrano ancora forti carenze nelle infrastrutture: la disponibilità media di percorsi ciclabili si attesta a 10,39 metri ogni 100 abitanti, con differenze marcate tra Nord e Sud. Solo alcune città come Reggio Emilia, Cosenza e Cremona offrono reti di percorsi complete, mentre molte altre lasciano i ciclisti in situazioni precarie.
Scooter e moto crescono, ma la sicurezza resta minima
Le immatricolazioni di motocicli e scooter superano 373.000 unità, con una crescita superiore al 10% rispetto all’anno precedente. Sempre più comuni aprono le ZTL ai mezzi a due ruote, ma la disponibilità di parcheggi dedicati resta limitata e disomogenea. La sicurezza dei motociclisti riceve attenzione minima, e oltre il 58% delle amministrazioni non la considera una priorità. Questa situazione rende le strade urbane più insidiose, creando rischi concreti per chi sceglie mezzi sostenibili e rispettosi dell’ambiente.
Sharing mobility: grandi città dominano il mercato
I servizi di sharing mobility superano i 50 milioni di noleggi complessivi, ma restano concentrati principalmente nei grandi centri urbani come Milano, Roma, Firenze, Bologna e Padova, che ospitano oltre metà della flotta disponibile. I servizi free floating registrano un aumento dei prelievi, mentre la flotta complessiva resta stabile rispetto al picco del 2022. Anche i monopattini elettrici restano limitati, presenti solo nel 40,7% dei comuni, con Roma e Milano che continuano a dominare questo settore.
Sicurezza stradale: dati migliorano ma attenzione resta bassa
Gli incidenti stradali aumentano leggermente, ma le vittime diminuiscono, mostrando un paradosso evidente. Ciclisti e motociclisti continuano a rappresentare una quota importante di feriti e decessi. Solo il 60,6% dei comuni considera la sicurezza della circolazione ciclabile una priorità alta o molto alta, mentre per le due ruote a motore oltre il 58% ignora questo tema cruciale. Le Zone 30 crescono in diffusione e dimostrano di ridurre incidenti nelle aree coinvolte, ma molte città non le implementano ancora.
ANCMA e Legambiente chiedono coraggio e investimenti concreti
Secondo il presidente di ANCMA, Mariano Roman, le due ruote rappresentano una risorsa strategica, sociale, industriale e ambientale. Senza azioni concrete e coraggiose, la mobilità alternativa non diventerà mai sicura e inclusiva, come invece avviene in molte città europee. Anche il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, sottolinea la necessità di politiche strutturali: investimenti diffusi nelle infrastrutture ciclabili, incentivi stabili alla mobilità condivisa e più città a 30 km/h, seguendo l’esempio di Bologna e del recente provvedimento di Roma, possono ridurre traffico, incidenti ed emissioni, migliorando concretamente la qualità della vita urbana.
Il Focus2R 2025 conferma progressi parziali, ma mette in evidenza un urgente bisogno di cambiamento: solo con più sicurezza, percorsi ciclabili diffusi, parcheggi dedicati e attenzione reale alla mobilità sostenibile, biciclette, scooter e motocicli potranno trasformarsi in strumenti efficaci per città più moderne, vivibili e sicure per tutti.
A cura di Gabriele Marchioro
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