Il 2026 segnerà una svolta per H&M, che ha annunciato la chiusura di 160 punti vendita. Non si tratta di un semplice ridimensionamento economico, ma di una metamorfosi del settore della moda veloce che punta tutto sulla digitalizzazione. Nonostante i ricavi del primo trimestre abbiano registrato una flessione di circa il 10 per cento, la redditività operativa ha mostrato una sorprendente capacità di resistenza. Il gruppo svedese sta trasformando la propria rete fisica, riducendo il numero di negozi per creare spazi più selezionati e siti esperienziali che funzionano come vere e proprie ambasciate del marchio. L’obiettivo è superare il vecchio modello di acquisto massivo per abbracciare una strategia chirurgica dove la qualità dello spazio prevale sulla quantità.
Le ripercussioni in Italia e il futuro dei lavoratori
Questo riassetto internazionale coinvolge direttamente il mercato italiano, con la chiusura programmata dello store di Roma Tuscolana prevista per il 10 maggio. La decisione riguarda 17 lavoratori e ha già innescato un confronto con i sindacati. Il caso romano evidenzia le criticità di un sistema basato sulla flessibilità occupazionale, spesso caratterizzato da contratti a chiamata. Tuttavia, la mappa della presenza di H&M nella penisola non scompare del tutto: il colosso continua a investire su sedi strategiche come quelle di Bari e Conegliano. Si delinea così una rete commerciale più contratta ma estremamente mirata, capace di adattarsi alle repentine oscillazioni di un mercato sempre meno prevedibile.
Tra Shein e Zara: la ricerca di una nuova identità
Il panorama competitivo vede H&M schiacciato tra due modelli estremi: da una parte l’ultra fast fashion digitale di Shein, che ha abbattuto tempi e costi produttivi, e dall’altra la crescita di Inditex con Zara, che si sta posizionando verso una fascia di mercato più alta. Per il gruppo di Stoccolma, la sfida non è solo finanziaria ma identitaria, dovendo difendere uno spazio intermedio in un mondo dove il consumatore cambia abitudini velocemente. La moda veloce non è destinata a sparire, ma a diventare meno onnipresente e più concentrata. La chiusura delle 160 serrande riflette la consapevolezza che il successo futuro non dipenderà dall’occupare più spazio, ma dal saperlo gestire con una precisione lucida.
A cura della Redazione
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