Home Daynews24Maltrattamenti alla nonna, arrestata: chiede la libertà per l’uscita del suo singolo

Maltrattamenti alla nonna, arrestata: chiede la libertà per l’uscita del suo singolo

Dalla lite domestica al carcere di San Vittore: la giovane cantante stupisce la giudice con una richiesta del tutto imprevista

by Davide Cannata
Lamedica ph IG

Un singolare episodio a cavallo tra cronaca giudiziaria e dinamiche digitali si è verificato al Tribunale di Milano, dove la ventiseienne Emanuela Maria Lamedica, nota nel panorama musicale con lo pseudonimo di Lamedica, è finita sotto custodia cautelare con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ai danni della nonna. Durante l’udienza di convalida, l’attenzione della giovane non si è concentrata sulla gravità del quadro accusatorio o sulla propria condizione penale, bensì sugli impegni promozionali legati alla sua attività artistica.

La denuncia della nonna e l’intervento a Milano

Alla base del provvedimento restrittivo vi è una convivenza domestica diventata insostenibile nel tempo a causa di continui scontri, minacce e atteggiamenti prevaricatori messi in atto dalla ragazza. Esasperata dalle continue angherie tra le mura di casa, l’anziana parente ha deciso di rivolgersi alle autorità, facendo scattare le indagini e l’arresto in flagranza da parte della polizia, con successivo trasferimento della nipote nel carcere di San Vittore. L’avvocata Pontenani, difensore della giovane, ha chiarito che le contestazioni riguardano pesanti offese e continue aggressioni verbali senza alcuna violenza fisica; ciononostante, il persistente clima di intimidazione e sofferenza psicologica ha delineato gli estremi del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi.

La notte a San Vittore e l’udienza per Spotify

Dopo aver trascorso la notte all’interno della casa circondariale di San Vittore — struttura definita dalla ragazza ai legali come «piuttosto malmessa» e lontana dai propri standard —, l’indagata è comparsa davanti alla giudice per le indagini preliminari Chiara Valori per l’interrogatorio di garanzia. Nel corso del confronto, la priorità della giovane è rimasta esclusivamente la tabella di marcia del proprio progetto discografico. Rivolgendosi direttamente al magistrato, la ventiseienne ha formulato un appello singolare: «Giudice, mi faccia andare a casa perché stasera deve uscire un mio brano su Spotify e devo fare le storie su Instagram per promuoverlo». Secondo la trapper, infatti, il mancato rispetto delle scadenze e l’assenza di contenuti promozionali su Instagram avrebbero vanificato settimane di registrazioni in studio.

La scarcerazione con braccialetto elettronico e il ritorno sui social

La gip Chiara Valori ha convalidato l’arresto ma, valutando l’incensuratezza dell’indagata e la specificità dei fatti, ha ritenuto non necessaria la custodia in carcere, disponendo l’immediata scarcerazione. Alla ventiseienne sono state imposte due misure cautelari stringenti: l’applicazione del braccialetto elettronico e il tassativo divieto di avvicinamento e di comunicazione, con qualunque strumento, nei confronti dell’anziana nonna. Una volta riavuto il proprio telefono, la cantante — già autrice di brani quali Barbie nel ghetto e Maniere forti — ha immediatamente avviato la fotocamera per pubblicare le storie su Instagram per il lancio del singolo su Spotify, commentando l’accaduto con i follower, lamentando l’ostacolo di «le tante persone che vorrebbero vederla giù» e incitando tutti, compresi i propri detrattori, a far circolare il pezzo.

Il caso mette in luce uno spaccato in cui l’urgenza di alimentare la propria immagine sui social network e la visibilità mediatica tendono a offuscare la consapevolezza della realtà e la serietà dei procedimenti giudiziari.

A cura della redazione

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