Il comune di Mantova celebra l’apertura della nuova scuola primaria “Piero Angela” presso il quartiere di Borgochiesanuova, un’opera di eccellenza architettonica portata a termine entro la scadenza di marzo 2026. Il progetto, nato dalla ferma volontà dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mattia Palazzi, è stato firmato da Alfonso Femia / Atelier(s) Alfonso Femia e rappresenta un felice risultato dei finanziamenti legati al PNRR. L’intervento si inserisce nel quadro del PinQuA (Programma Innovativo della qualità dell’abitare), specificamente nell’ambito della Missione 5 dedicata alla coesione e all’inclusione. Come sottolineato dal sindaco Mattia Palazzi, non si tratta solo di un edificio scolastico, ma di un vero e proprio tassello urbano progettato con intelligenza previsionale per rispondere ai futuri cambiamenti demografici e sociali.
L’inaugurazione della Piero Angela e il legame con il territorio
L’opera unifica tre istituti in un unico plesso nell’area sud-occidentale di Mantova, diventando un fondamentale landmark architettonico e un centro civico per la comunità. L’architetto Alfonso Femia ha evidenziato come il periodo post-pandemico abbia ridato centralità allo spazio fisico come strumento educativo: “Sei anni sono passati dalla diffusione della Covid. A quel tempo, che oggi pare lontanissimo, alle bambine e ai bambini, alla scuola venne negata per un anno. Quell’oscuro periodo ha avuto il merito di ridare vigore e importanza al valore dello spazio come forma di educazione in grado di formare cittadini con capacità critica”. L’edificio è stato concepito per essere una skholé, termine che coniuga il luogo dell’insegnamento con il tempo dedicato al piacere intellettuale, trasformando l’apprendimento in un’esperienza di crescita civile e maturazione delle coscienze.
Spazi flessibili e numeri del nuovo polo scolastico
A partire dall’anno scolastico 2026-2027, la struttura accoglierà 375 studenti in un ambiente all’avanguardia che supera gli standard normativi tradizionali. La superficie totale di 4700 m2 è suddivisa in 3400 m2 destinati alla didattica e ai laboratori, e 1300 m2 riservati alla palestra, quest’ultima aperta anche a eventi sportivi esterni. La scuola dispone di 15 aule ampie e riconfigurabili, collegate da un sistema di attraversamento vivibile che culmina nell’agorà, un ambiente destinato al confronto e alla discussione. All’esterno, il giardino e il tetto abitato offrono aree ideali per il gioco e le attività all’aperto, integrando perfettamente il dentro e il fuori. L’assessora Serena Pedrazzoli ha rimarcato l’importanza di questo layout: “In questa scuola gli spazi concedono il tempo di respirare, di consentire alle bambine e ai bambini l’opportunità di imparare facendo”, citando anche l’integrazione di un percorso montessoriano parallelo alla didattica classica.
Visione architettonica e materiali della materia narrante
L’estetica dell’edificio si distingue per una geometria a “L” caratterizzata da volumi triangolari che alternano pieni e vuoti. L’agorà, cuore pulsante del complesso, è rivestita in ceramica diamantata, un materiale capace di generare vibrazioni luminose uniche, accostato a superfici in vetro e intonaco. Sotto il profilo tecnico, l’involucro è stato progettato come un attore intelligente per ottimizzare i consumi energetici, utilizzando materiali eco-coerenti e ad alte prestazioni. La copertura ospita inoltre un impianto fotovoltaico e sistemi di climatizzazione avanzati. Il team di progetto, guidato da Alfonso Femia con Simonetta Cenci e il supporto di Angela Cavallari e Paolo Vincenzi, ha collaborato con partner come SERTEC engineering consulting e l’impresa PAVONI per garantire un risultato che coniughi leggerezza materica e massività strutturale, offrendo alla città di Mantova un luogo di formazione innovativo e generoso.
A cura della Redazione
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