Home Daynews24Meloni tra due fuochi: le pressioni interne ed esterne

Meloni tra due fuochi: le pressioni interne ed esterne

Ecco le ragioni per cui molti italiani si sentono preoccupati per le imminenti decisioni che riguardano la sicurezza pubblica

by Davide Cannata
cacciatore ph pixabay

Presso le commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato è ripreso con estrema rapidità l’iter del DDL 1552, una proposta normativa sulla caccia che punta a modificare radicalmente la legge quadro per la tutela della fauna selvatica. Secondo le critiche, il testo concederebbe al settore venatorio privilegi e deroghe che si pongono in netto contrasto con le direttive dell’Unione Europea e con il parere della comunità scientifica. Il disegno di legge è accusato di poter causare danni significativi alla biodiversità e di minare la sicurezza dei cittadini che frequentano le aree naturali, oltre a indebolire la lotta contro le attività illecite. All’interno del provvedimento non vi sarebbe traccia di misure per prevenire gli incidenti venatori che causano ogni anno morti e feriti, né riferimenti alle responsabilità del mondo della caccia riguardo alle immissioni illegali di cinghiali che danneggiano l’ambiente e l’agricoltura.

L’appello di Gaia Animali & Ambiente alla presidente Meloni

Di fronte al pericolo di un’approvazione lampo in un clima di silenzio generale, l’associazione Gaia Animali & Ambiente ha scelto di rivolgersi direttamente alla presidenza del consiglio. Il presidente dell’ente, Edgar Meyer, ha lanciato un monito preciso affinché Giorgia Meloni non perda il contatto con l’opinione pubblica. Secondo Meyer, la premier rischierebbe di varare una riforma estremamente impopolare a causa delle pressioni di un ristretto gruppo di parlamentari-cacciatori, richiamando alla memoria quanto accaduto con il recente referendum sulla giustizia. L’invito rivolto alla leader di governo è quello di non cedere alle influenze della lobby venatoria e dell’industria delle armi, con un messaggio diretto: Giorgia non si faccia ricattare della lobby venatoria e dell’industria delle armi.

I dati dei sondaggi Piepoli e Ipsos sulla percezione dei cittadini

I numeri emersi dalle recenti rilevazioni statistiche di Ipsos e dell’Istituto Piepoli, commissionate dalla Fondazione Capellino, sembrano confermare questa distanza tra la proposta politica e il sentimento popolare. Secondo i dati dell’Istituto Piepoli, il 94% del campione ritiene che l’attività venatoria debba essere abolita, fortemente limitata o mantenuta con le regolamentazioni attuali, mentre solo un esiguo 6% è favorevole a un’estensione. Inoltre, una ricerca Ipsos evidenzia che l’85% degli italiani prova inquietudine nel frequentare boschi e sentieri durante la stagione di caccia. In conclusione, Edgar Meyer esorta Meloni a fermare i componenti della maggioranza eletti dalle lobby: Meloni fermi quel drappello di parlamentari della sua maggioranza che sono stati eletti dalle lobby. E si sintonizzi nuovamente sul polso degli italiani, capacità che era stata la sua caratteristica più apprezzata. Ascolti la scienza e il sentimento del Paese, non gli interessi delle lobby.

A cura della Redazione
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