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Note di libertà: il progetto che unisce cultura e musica

Dalle grandi città ai piccoli centri, ecco come si sviluppa il festival che celebra l'arte e l'inclusione sociale

by Davide Cannata
Jazz-Mood-Day ph Press

Il Jazz Mood Day torna ad animare il panorama culturale italiano con una nuova edizione del suo festival diffuso, che si sviluppa tra i mesi di aprile e maggio. La manifestazione, nata sei anni fa da un’intuizione di Claudio Angeleri (musicista e presidente del CDpM di Bergamo e dell’ANSJ) e Angelo Bardini (direttore artistico del Piacenza Jazz Fest), trae ispirazione dall’International Jazz Day del 30 aprile per promuovere il jazz come strumento di pace e dialogo culturale. Partendo dai territori di Bergamo e Piacenza, l’iniziativa ha raggiunto oggi undici regioni, tra cui Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Campania, Calabria e Sicilia. Questo risultato è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra le scuole dell’Associazione nazionale scuole jazz, la rete delle 63 Jazz Mood Schools e il circuito delle biblioteche scolastiche Bibloh!, con il patrocinio della Federazione Il Jazz Italiano.

Percorsi pedagogici e inclusione tra suoni e immagini

Il cuore pulsante del progetto risiede nella sua forte vocazione didattica, che coinvolge oltre 6.000 studenti in un apprendimento esperienziale e multidisciplinare. Attraverso il paradigma audiotattile, la musica si fonde con le fiabe di Roberto Piumini, Claudio Comini e Giovanni Guerretti, e con il mondo dell’animazione curato da Claudio Angeleri, Gabriele Comeglio e Paola Milzani. Le attività proposte spaziano dai laboratori corali alla body percussion, includendo percorsi di illustrazione e videoproiezione con il contributo di Mauro Mozzani, Gianni Satta e Loris Leo Lari. Questa metodologia inclusiva permette di avvicinare al jazz allievi di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia fino ai licei, valorizzando il fare squadra in contesti orchestrali. Un esempio significativo è rappresentato dalle performance delle orchestre scolastiche, come L’Orchestra Jazz Che Vorrei de L’Aquila, che si avvale del supporto di solisti e docenti del calibro di Emanuele Parrini, Walter Donatiello, Diego Borotti e molti altri nomi di spicco della scena italiana.

Grandi eventi e testimonianze nel cuore del festival

Il ricco calendario di appuntamenti prevede momenti di grande prestigio, come il concerto del 30 aprile all’auditorium Modernissimo di Nembro con 106 musicisti o le esibizioni al Milestone Live Club di Piacenza previste per il 24 aprile con i vincitori del Concorso Chicco Bettinardi 2025, Carlo Alberto Proto e Irene Marcozzi. Il 27 aprile a Curno, il sassofonista Andrea Polinelli presenterà il documentario La cantina, altri appunti sul jazz, un’opera che esplora la storia del jazz a Bologna attraverso i racconti di figure come Pupi Avati, Lucio Dalla e Franco D’Andrea. Angelo Bardini ha ribadito l’impegno economico del Piacenza Jazz Fest verso le Jazz Mood Schools, mentre Claudio Angeleri ha sottolineato il valore di questa sinergia affermando: «Il Jazz Mood Day prende vita anche quest’anno grazie a un lavoro che viene da lontano e che mette in relazione scuole di musica, associazioni, biblioteche, istituti pubblici… contribuendo a formare nuovo pubblico, nuovi musicisti e nuova musica, il tutto nel segno dell’improvvisazione».

A cura di Viola Bianchi
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