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Pavia, rapina le Poste mascherato da Dalì: tradito dal portafoglio perso

Un travestimento singolare e una serie di eventi imprevedibili trasformano una rapina lampo in un caso giudiziario risolto all'istante

by Davide Cannata
Rapina Pometo maschera Dalì Poste ph AI

La solita tranquillità di Pometo, piccola frazione del comune di Colli Verdi situata nell’Oltrepò Pavese e popolata da poco più di un centinaio di persone, è stata improvvisamente sconvolta da un fatto criminoso degno della trama di una fiction. Un pregiudicato di 51 anni, originario di Palermo, ha violato la misura degli arresti domiciliari a cui era sottoposto nel proprio alloggio, posizionato a pochissima distanza dall’ufficio postale del paese, per compiere un’incursione lampo.

Prendendo spunto dalla famosa serie televisiva spagnola La casa di carta, l’uomo si è presentato sul posto travisando il volto con una maschera in plastica raffigurante il pittore Salvador Dalì. Armato di un fucile a canne mozze pronto allo sparo e con la matricola abrasa, ha attraversato la strada facendosi strada nell’ufficio postale. All’interno ha spianato l’arma all’indirizzo dell’impiegata allo sportello, degli altri lavoratori e di due clienti, pretendendo l’immediata consegna di tutto il contante. In pochissimi istanti di forte tensione, il rapinatore si è fatto consegnare circa 7.600 euro, per poi allontanarsi celermente a piedi.

La goffa sbadataggine che smaschera il malvivente

Tuttavia, la fuga pianificata si è sgretolata per via di un banale quanto imperdonabile passo falso provocato dall’ansia e dalla frenesia dell’azione. Durante il tragitto di ritorno verso la propria abitazione, dal vestito del cinquantunenne è scivolato il portafoglio, caduto sulla sede stradale a breve distanza dalla sede postale.

L’allarme lanciato tempestivamente ha fatto scattare l’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Voghera. Durante i primi sopralluoghi lungo la strada percorsa dal fuggitivo alla ricerca di tracce utili, i militari hanno notato il portafoglio perso. Al suo interno giacevano i documenti d’identità appartenenti al cinquantunenne, soggetto già noto agli archivi delle forze dell’ordine e ristretto ai domiciliari nelle vicinanze.

Il ritrovamento del bottino e il trasferimento a Torre del Gallo

Grazie a questo indizio fondamentale, gli accertamenti si sono conclusi in pochi minuti. I Carabinieri si sono recati senza indugio presso la residenza dell’uomo. Nel corso della perquisizione estesa all’area circostante la struttura, i militari hanno focalizzato la loro attenzione su un tombino adiacente al fabbricato. Al suo interno è stato rintracciato l’intero equipaggiamento impiegato per il reato: la maschera di Salvador Dalì, il fucile a canne mozze ancora carico e uno zaino con dentro l’intera refurtiva di 7.600 euro sottratta poco prima.

Per il cinquantunenne sono scattate le manette con le accuse formali di rapina aggravata ed evasione. Una volta completate le formalità di rito, l’arrestato è stato condotto presso il carcere di Torre del Gallo a Pavia, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria per la convalida del provvedimento.

A cura della redazione

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