Home Daynews24Porto Cervo, fiamme e avaria su superyacht di lusso

Porto Cervo, fiamme e avaria su superyacht di lusso

L'imbarcazione da sogno è andata a picco a soli quattro giorni dalla consegna all'armatore: provvidenziale l'intervento dei soccorsi per mettere in salvo tutti i quattordici occupanti

by Davide Cannata
Yacht affonda ph X

Un grave incidente nautico ha interessato le acque della Costa Smeralda nella serata di martedì 11 agosto. Il prestigioso superyacht Angiola II, un modello Amer F100 dal valore stimato di oltre otto milioni di euro, si è inabissato a circa sette metri di profondità adagiandosi su un fianco nel tratto di mare compreso tra l’isola dei Cappuccini e Capo Ferro, a breve distanza da Porto Cervo. L’episodio risulta particolarmente singolare poiché la nave era stata ricevuta dal suo proprietario, un noto imprenditore italiano, soltanto quattro giorni prima dell’accaduto.

Origine del guasto e salvataggio degli occupanti a cura della Capitaneria di Porto di La Maddalena

In base alle dettagliate verifiche effettuate dalle autorità marittime, l’emergenza si è generata a causa di un improvviso problema tecnico registrato nel vano motori. Tale guasto ha scatenato un principio d’incendio che ha coinvolto la sala macchine e le guarnizioni dello scafo. Sebbene i membri dell’equipaggio siano intervenuti con prontezza per domare e contenere le fiamme, i danni strutturali interni hanno aperto una falla, provocando una massiccia infiltrazione d’acqua nell’imbarcazione. Nel giro di poco tempo lo yacht ha perso la necessaria galleggiabilità e ha cominciato a inclinarsi pericolosamente. A bordo vi erano complessivamente quattordici persone, suddivise tra ospiti ed equipaggio. Dodici degli occupanti sono stati prontamente messi in salvo da alcune imbarcazioni private presenti nelle immediate vicinanze, che si sono affrettate a prestare il primo soccorso. Il proprietario e un suo amico hanno invece preferito rimanere a bordo dell’Angiola II nell’attesa dell’arrivo dei mezzi ufficiali di soccorso. La Capitaneria di Porto di La Maddalena ha preso immediatamente il comando delle operazioni inviando sul posto la motovedetta CP 870. Al termine di un delicato intervento di messa in sicurezza durato quasi tre ore, tutti i passeggeri sono stati tratti in salvo e trasportati senza alcuna conseguenza fisica presso la marina di Poltu Quatu.

Specifiche dell’imbarcazione Amer F100 e piano per il recupero del relitto

L’Angiola II rappresenta un capolavoro della cantieristica navale di lusso della linea Amer F100. Con una lunghezza complessiva di quasi trenta metri e un baglio di sette metri, la struttura dello yacht era spinta da un’imponente quadrupla motorizzazione Volvo Penta IPS 1200 da 900 cavalli ciascuno, capace di far raggiungere all’imbarcazione una velocità massima di circa 28 nodi, pari a oltre 53 chilometri orari. Progettato per offrire standard elevatissimi di abitabilità e raffinatezza, il layout interno prevedeva cinque spaziose cabine, tra cui una suite armatoriale principale, due cabine VIP e due cabine doppie per gli ospiti. L’unità era configurata per accogliere fino a dieci passeggeri serviti da un equipaggio composto da cinque professionisti. Attualmente il relitto giace adagiato su un fianco sul fondale sabbioso. La priorità assoluta per le autorità marittime riguarda la tutela e la salvaguardia dell’ecosistema marino della Costa Smeralda. Sebbene le prime ispezioni abbiano escluso la presenza di perdite di carburante o idrocarburi, la Capitaneria di Porto di La Maddalena ha fatto installare a scopo precauzionale una barriera di panne fluttuanti di contenimento per isolare lo specchio d’acqua circostante lo scafo. Contestualmente, gli organi competenti hanno notificato all’armatore un provvedimento formale di diffida affinché proceda nel minor tempo possibile al ripristino dello stato dei luoghi e alla bonifica dell’area. L’armatore ha già formalizzato l’incarico a una ditta specializzata in recuperi navali ad alto pescaggio. Le operazioni di sollevamento e rimozione, tuttora in fase di pianificazione logistica, prevedono l’intervento sul posto di un imponente pontone gru con una capacità di sollevamento di circa duecento tonnellate, che permetterà di riportare a galla il relitto e trasferirlo in sicurezza presso i cantieri navali per le successive perizie tecniche.

A cura della redazione

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