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Prevenzione dei tumori: lo sbaglio che fai senza saperlo

Quasi il 40% dei tumori si può prevenire: le due abitudini più rischiose secondo l’Oms

by Davide Cannata
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Un recente rapporto pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) insieme all’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) evidenzia come il 37% dei tumori diagnosticati nel 2022 sia riconducibile a fattori modificabili. Nonostante i progressi della ricerca, il cancro resta la seconda causa di morte a livello globale dopo le patologie cardiovascolari, ma una quota significativa dei casi potrebbe essere evitata intervenendo su comportamenti e condizioni prevenibili.

L’analisi, apparsa sulla rivista Nature Medicine, ha individuato 30 cause evitabili, tra cui il fumo di tabacco, l’eccesso di peso corporeo, la sedentarietà, il consumo di alcol, l’esposizione ai raggi ultravioletti, l’inquinamento atmosferico e alcune infezioni che aumentano il rischio oncologico.

I tumori più diffusi

Nel corso del 2022 sono stati registrati 7,1 milioni di nuovi casi di tumore nel mondo. Di questi, oltre un terzo, pari a circa 2,6 milioni, è stato collegato a fattori prevenibili. Ciò significa che una parte consistente delle diagnosi avrebbe potuto essere evitata.

Analizzando 36 tipologie di tumore in 185 Paesi, i ricercatori hanno individuato come più frequenti tra quelli prevenibili il tumore al polmone, quello allo stomaco e il tumore alla cervice uterina, che insieme rappresentano quasi la metà dei casi evitabili a livello globale, sia tra gli uomini che tra le donne.

Le cause evitabili più rilevanti

Queste forme tumorali risultano strettamente legate a specifici fattori di rischio modificabili. Alcuni dipendono direttamente dallo stile di vita, mentre altri sono connessi a infezioni non prevenute o trattate adeguatamente.

Il tumore ai polmoni è associato principalmente al fumo e all’inquinamento dell’aria. Il tumore allo stomaco è spesso collegato all’infezione da Helicobacter pylori, mentre il tumore alla cervice uterina è fortemente legato al papillomavirus umano (HPV).

Le abitudini più pericolose

Considerando i comportamenti individuali, emergono due fattori particolarmente critici: il fumo e il consumo di alcol. Secondo il report, il tabacco rappresenta “la principale causa prevedibile di cancro, responsabile a livello mondiale del 15% di tutti i nuovi casi di cancro, seguito dalle infezioni (10%) e dal consumo di alcol (3%)”.

Nel dettaglio, tra gli uomini il fumo è responsabile del 23% dei nuovi casi, le infezioni del 9% e l’alcol del 4%. Nelle donne, invece, le infezioni incidono per l’11%, il fumo per il 6% e un indice di massa corporea elevato per il 3% delle diagnosi.

Lo studio, definito da André Ilbawi come “la prima analisi globale a dimostrare quanto il rischio di cancro dipenda da cause che possiamo prevenire”, include per la prima volta anche il ruolo delle infezioni cancerogene accanto ai fattori ambientali e comportamentali.

Gli esperti sottolineano quindi la necessità di strategie mirate, come una maggiore regolamentazione del consumo di alcol, una più ampia copertura vaccinale contro infezioni come HPV ed epatite B, oltre a interventi per migliorare la qualità dell’aria, la sicurezza sul lavoro e la promozione di stili di vita più sani.

A cura di Viola Bianchi

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