Home Daynews24Rapporto Censis: sempre meno badanti per gli anziani soli

Rapporto Censis: sempre meno badanti per gli anziani soli

L'indagine evidenzia la marcata sproporzione tra la popolazione non autosufficiente e il numero di operatori attivi regolarmente

by Davide Cannata
ph web badanti

Trovare una figura di assistenza domiciliare in Italia rappresenta un’impresa sempre più gravosa per le famiglie che si trovano a gestire la perdita di autonomia di un proprio congiunto, alle prese con un mercato segnato dalla carenza di personale e da necessità inderogabili. A documentare questa situazione è l’indagine Family (Net) Work, elaborata dal Censis e promossa da Assindatcolf, la quale evidenzia come sul territorio nazionale siano presenti appena 8,5 badanti ogni 100 persone con più di 60 anni che vivono sole. Si tratta di una proporzione che testimonia un divario preoccupante tra una domanda assistenziale in costante crescita e un numero di addetti regolari in progressivo calo, trasformando la ricerca di personale qualificato e affidabile in una necessità difficilmente colmabile.

La crisi in corso non colpisce unicamente il settore assistenziale, ma investe l’intero comparto domestico, come confermano i dati forniti dall’Inps che attestano un ridimensionamento strutturale del lavoro regolare. Durante il 2025 i lavoratori del settore con almeno un contributo versato sono stati 804.464, registrando il quarto anno consecutivo di flessione e una contrazione complessiva di circa 173mila lavoratori rispetto al 2021. Una diminuzione marcata che complica ulteriormente la ricerca di collaboratori disponibili, in particolar modo quando sono richieste mansioni di assistenza continuativa e specifiche competenze dedicate alla cura degli anziani.

Il sorpasso sulle colf, le emergenze improvvise e i costi contrattuali

In un quadro occupazionale complessivamente fragile, le assistenti familiari assumono un peso sempre più determinante, tanto che nel 2025 le badanti hanno toccato quota 51,3% degli occupati domestici, superando le colf per il secondo anno consecutivo. Tale evidenza riflette un mutamento profondo nelle necessità domestiche, dove l’invecchiamento della popolazione accresce il bisogno di aiuto personale a fronte di una disponibilità ridotta di manodopera per le incombenze della casa. La criticità esplode soprattutto quando il soccorso diventa improrogabile a causa di una dimissione ospedaliera, una caduta o un peggioramento delle condizioni di salute, eventi che costringono i familiari a reperire in pochi giorni figure provviste di referenze verificate e disponibilità immediata, affrontando una corsa contro il tempo che l’offerta del territorio fatica a soddisfare.

Alla scarsità di lavoratori si sommano rilevanti ostacoli economici, poiché la stipula di un contratto regolare comporta il pagamento di retribuzione, contributi previdenziali, ferie, tredicesima e trattamento di fine rapporto, voci che pesano duramente sul bilancio domestico in una fase di rincari legati all’aumento del costo della vita. Al contempo, il calo delle posizioni registrate dall’Inps non equivale necessariamente a una diminuzione reale delle persone attive nel comparto, poiché una fetta consistente delle prestazioni potrebbe confluire nell’irregolarità, sfuggendo ai conteggi ufficiali dopo l’esaurimento dei provvedimenti straordinari di emersione varati durante la pandemia. Questa frattura tra il fabbisogno effettivo dei cittadini e i riscontri statistici rende più arduo predisporre misure adeguate e stimare con esattezza le risorse umane impiegabili.

I canali digitali come Lebadanti.it e la solitudine delle famiglie

Per abbreviare i tempi della selezione, si fa sempre più frequente il ricorso a strumenti telematici specializzati nel favorire l’incontro tra domanda e offerta. Portali come Lebadanti.it permettono di diffondere le proprie necessità e consultare i profili delle lavoratrici attive, allargando il raggio dei contatti oltre la dimensione locale, sebbene il web non cancelli i problemi legati all’impegno finanziario, all’accertamento delle qualifiche professionali e alla reale reperibilità di personale esperto.

L’invecchiamento demografico, la riduzione del lavoro regolare e l’incremento costante delle spese stanno trasformando profondamente il modello assistenziale in Italia. Per una persona anziana, disporre del supporto di una badante garantisce l’opportunità di rimanere nella propria abitazione, preservando abitudini, relazioni sociali e autonomia quotidiana. Qualora tale percorso diventi impraticabile, i nuclei familiari devono ricorrere all’aiuto dei parenti o affrontare i pesanti costi di inserimento nelle strutture residenziali, in un contesto in cui lo Stato non riesce a garantire un’assistenza dignitosa alla popolazione anziana senza addossare l’intero onere economico e gestionale sulle famiglie.

A cura della redazione

Leggi anche: Organi di ricambio e cloni: inizia l’era della post-umanità

Seguici su Instagram e Facebook

errore: Il contenuto è protetto!!