La prestazione è stata registrata durante una prova preparatoria organizzata nella capitale cinese, alla vigilia della seconda edizione dei World Humanoid Robot Games. Lightning ha raggiunto una velocità massima di 14,5 metri al secondo, pari a circa 52,2 chilometri orari. Il tempo è risultato inferiore di 26 centesimi rispetto al primato di Bolt, anche se il risultato non può modificare le classifiche ufficiali dell’atletica.
Il confronto tra il robot e il campione giamaicano rimane infatti soltanto simbolico. Bolt aveva percorso la distanza davanti al pubblico berlinese in 9,58 secondi, mentre Lightning ha utilizzato motori, batterie, sensori e algoritmi. La distanza è la stessa, ma le due prestazioni appartengono a contesti completamente diversi.
La novità più significativa è che la robotica umanoide cinese ha raggiunto un livello tale da rendere plausibile il paragone con i migliori atleti del mondo. Un risultato che, fino a pochi anni fa, sarebbe sembrato appartenere alla fantascienza.
Dalla mezza maratona alla velocità
La storia di Lightning non è iniziata con la prova sui 100 metri. Il primo risultato di rilievo era arrivato il 19 aprile, sempre a Pechino, durante la Beijing E-Town Humanoid Robot Half-Marathon. In quell’occasione il robot aveva concluso i 21,1 chilometri in 50 minuti e 26 secondi, precedendo gli altri umanoidi e superando anche il record mondiale umano della distanza.
Il primato della mezza maratona apparteneva all’ugandese Jacob Kiplimo, che aveva fermato il cronometro a 57 minuti e 20 secondi. Lightning aveva quindi terminato la gara con un margine di quasi sette minuti.
Per passare dalle prove di resistenza a quelle di velocità, i tecnici hanno modificato la struttura del robot. Durante la mezza maratona Lightning era alto 169 centimetri e aveva gambe lunghe 95 centimetri. In preparazione alla gara sui 100 metri, gli arti inferiori sono stati allungati di 10 centimetri, fino a raggiungere 1,05 metri.
Nella corsa di un umanoide contano diversi fattori: la lunghezza degli arti, l’equilibrio, la distribuzione delle masse, la potenza dei motori e il controllo dell’appoggio. Un ruolo importante è svolto anche dalla gestione del calore. Le prestazioni dipendono infatti dalla capacità di dissipare l’energia prodotta durante lo sforzo, e nel caso di Lightning è stata impiegata la tecnologia di raffreddamento a liquido sviluppata da Honor per l’elettronica.
I World Humanoid Robot Games
I World Humanoid Robot Games sono diventati una sorta di Olimpiade dedicata alle macchine. L’edizione 2026 riunisce oltre 2.000 robot, 666 squadre e partecipanti provenienti da 16 Paesi. Il programma comprende 51 competizioni, dalla corsa al calcio, dal tennis alle prove di forza e alle attività industriali.
La Cina considera la robotica umanoide un comparto strategico per l’industria del futuro, con applicazioni nella produzione, nella logistica e nei servizi. Le gare organizzate a Pechino rappresentano anche un’occasione per mostrare la rapidità con cui il Paese sta unendo ricerca, intelligenza artificiale e componentistica avanzata allo sviluppo di macchine sempre più autonome.
Resta tuttavia una difficoltà non secondaria: nelle competizioni robotiche non è sufficiente raggiungere rapidamente il traguardo, bisogna anche riuscire a fermarsi. Alcuni umanoidi impegnati nelle gare hanno perso l’equilibrio o sono andati a sbattere contro le barriere protettive, dimostrando quanto sia ancora complesso controllare la fase di decelerazione.
A cura della redazione
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