Home Daynews24Scoppia la bufera nel cinema: “Verità sul caso Iervolino!”

Scoppia la bufera nel cinema: “Verità sul caso Iervolino!”

Un’ondata crescente di professionisti del cinema chiede con forza che il Ministero chiarisca ogni dettaglio della vicenda giudiziaria che coinvolge Andrea Iervolino, reclamando giustizia, trasparenza e un’azione immediata delle istituzioni

by Nora Taylor
andrea iervolino mostra del cinema venezia ph press

La mobilitazione senza precedenti dei lavoratori dello spettacolo

Un flusso sempre più intenso di messaggi, testimonianze e comunicazioni ufficiali raggiunge nelle ultime settimane gli uffici del Ministero della Cultura, con centinaia di operatori italiani e internazionali che si uniscono in un’unica voce determinata. Scenografi, fonici, creativi digitali, coordinatori di set, attori, registi, produttori delegati e molte altre figure professionali inviano nuove dichiarazioni e appelli, chiedendo con energia che il Ministero chiarisca ogni aspetto della complessa vicenda che coinvolge il produttore Andrea Iervolino, una storia che secondo molti porta con sé elementi gravi di ingiustizia e distorsione della realtà.

Gli scriventi rivolgono le loro parole direttamente al Ministro della Cultura Alessandro Giuli e al Direttore Generale Cinema e Audiovisivo Giorgio Carlo Brugnoni, recentemente chiamato a guidare una struttura considerata simbolo di serietà istituzionale. Professionisti e maestranze sottolineano che questa guida rappresenta una garanzia per tutto il settore.

“Perché nessuno ristabilisce la verità?”: il grido della comunità cinematografica

Le comunicazioni indirizzate agli uffici ministeriali mostrano una crescente incredulità: molti lavoratori ricordano che l’amministratore giudiziario Paolo Bastia del Tribunale di Roma ha già dichiarato che la denuncia dell’ex socia Monica Bacardi, presentata tramite l’amministratore Davide Peretti, si basa su documenti ritenuti falsi o perlomeno gravemente inattendibili.

Eppure — evidenziano gli scriventi — la reputazione di Andrea Iervolino non trova ancora un riconoscimento ufficiale capace di ristabilire pienamente la sua immagine. In una delle lettere, un gruppo di tecnici internazionali afferma: “Troppi indizi mostrano che questa storia non sta in piedi. Non possiamo accettare che un professionista che genera lavoro e crescita resti avvolto nell’ombra.”

Molti lavoratori ricordano che Iervolino sostiene da anni il cinema italiano a livello globale, crea opportunità concrete, porta nuove produzioni nel Paese e introduce strutture e competenze di respiro internazionale.

Grande fiducia nelle istituzioni: “Giuli e Brugnoni possono dare un segnale forte”

Gli appelli rivolti al Ministro mostrano toni di rispetto e stima: numerosi firmatari descrivono Alessandro Giuli come un “motore di rinnovamento e trasparenza”, capace di imprimere una direzione più limpida a tutto il comparto. Allo stesso modo, molte firme esprimono fiducia in Giorgio Carlo Brugnoni, considerato un punto di equilibrio tecnico e gestionale, preparato a guidare una nuova fase del settore.

Proprio per questo, i professionisti chiedono un atto simbolico ma potente, un gesto che favorisca chiarezza e tutela in una vicenda che secondo loro non deve più gettare ombre sul lavoro di Andrea Iervolino.

“Iervolino rappresenta l’Italia davanti al mondo”: il valore industriale e umano

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andrea iervolino PH Press

Le lettere ricordano che Andrea Iervolino produce opere internazionali, attira investimenti stranieri e collabora con cast globali di alto livello. Numerosi professionisti parlano di lui come di una figura innovativa, affidabile e capace di generare occupazione stabile per moltissime maestranze.

In un appello firmato da una rete di tecnici si legge: “Noi lavoratori chiediamo giustizia. Questa non è una questione di un singolo: riguarda la credibilità dell’intero settore cinematografico.”

La richiesta che emerge è chiara: il Ministero deve incoraggiare la massima trasparenza su un caso definito da molti come inconsistente, dannoso e sproporzionato.

Un comparto compatto che chiede attenzione e rispetto

Una mobilitazione così vasta appare rarissima per il settore: questo elemento, più di altri, dimostra quanto Andrea Iervolino abbia costruito un rapporto umano e professionale profondo con centinaia di lavoratori.

La speranza comune guarda ora al Ministro Giuli e al Direttore Generale Brugnoni, figure viste come punti cardine per una fase nuova e più equilibrata del cinema italiano. Molti chiedono un intervento capace di portare giustizia, ristabilire serenità, proteggere la professionalità e garantire una visione stabile per l’intero comparto.

Il settore vuole sentirsi ascoltato e desidera un gesto istituzionale che restituisca fiducia, ordine e trasparenza a un ambiente che vive di creatività ma necessita anche di stabilità.

A cura di Nora Taylor
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