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Sinner chiude la stagione: il problema potrebbe avere un’altra origine

Il campione italiano rinuncia alle ATP Finals e punta al recupero completo: secondo il professor Giovanni Di Giacomo, l’infiammazione al ginocchio potrebbe rappresentare soltanto la conseguenza di uno squilibrio da individuare nell’intero assetto biomeccanico dell’atleta

by Nora Taylor
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Jannik Sinner ha scelto di concludere in anticipo la propria stagione e non parteciperà alle ATP Finals di Torino. La decisione arriva dopo un lungo periodo lontano dalle competizioni e dopo diversi tentativi di recupero dal problema al ginocchio destro. Il numero uno del tennis mondiale preferisce ora concentrare tutte le energie sulla riabilitazione, rinunciando all’ultimo grande appuntamento dell’anno per evitare di compromettere la preparazione della prossima stagione.

Il problema fisico ha condizionato la seconda parte dell’annata di Sinner, che non scende in campo dalla finale di Wimbledon. Dopo quell’incontro il tennista ha iniziato un percorso di recupero che non gli ha consentito di raggiungere le condizioni necessarie per tornare a competere ai massimi livelli. Lo stop assume quindi un significato preciso: Sinner non vuole forzare i tempi e intende risolvere il problema prima di riprendere il calendario agonistico.

Il ginocchio potrebbe essere soltanto il punto finale

A offrire una chiave di lettura differente è il professor Giovanni Di Giacomo, specialista in ortopedia e medicina dello sport, che ha analizzato la situazione del campione italiano. Secondo il medico, per comprendere realmente l’origine del dolore non basta concentrarsi esclusivamente sulla zona del ginocchio. Gli specialisti devono infatti osservare il modo in cui l’atleta si muove e valutare l’interazione tra muscoli, articolazioni, postura e distribuzione dei carichi.

“Il dolore al ginocchio è solo l’effetto finale. La causa è da ricercare altrove”, ha spiegato Di Giacomo. La dichiarazione introduce un elemento importante nell’analisi dell’infortunio di Sinner. L’infiammazione che interessa la parte esterna del ginocchio potrebbe infatti rappresentare la conseguenza di una sollecitazione anomala che nasce in un’altra zona del corpo e che, nel tempo, trasferisce un carico eccessivo sulla struttura interessata.

Secondo questa interpretazione, gli specialisti devono quindi analizzare la biomeccanica dell’atleta nel suo complesso. Postura, bacino, schiena, appoggio del piede e funzionamento delle catene muscolari possono incidere sul modo in cui il corpo assorbe le sollecitazioni durante la corsa e soprattutto durante i continui cambi di direzione richiesti dal tennis. Curare soltanto il dolore senza individuare l’origine dello stress rischierebbe di lasciare irrisolto il problema principale.

Una tendinopatia che richiede tempi più lunghi

Il quadro descritto dal medico richiama una condizione particolarmente delicata per un atleta professionista. L’infiammazione della bandelletta ileotibiale può provocare dolore nella parte laterale del ginocchio e può diventare persistente quando il corpo continua a sottoporre quella zona a sollecitazioni ripetute. Per un giocatore come Sinner, abituato a sostenere allenamenti molto intensi e partite caratterizzate da accelerazioni e frenate continue, la gestione dei carichi assume quindi un’importanza decisiva.

Di Giacomo ha sottolineato proprio la necessità di comprendere che la scomparsa del dolore non significa automaticamente essere pronti per una competizione. Un atleta può sentirsi meglio nella vita quotidiana e avere comunque bisogno di ulteriore tempo prima di poter sostenere nuovamente gli stress tipici di una partita del circuito maggiore.

“Guarito e pronto non sono la stessa cosa”, ha spiegato lo specialista. La frase chiarisce uno degli aspetti più importanti della situazione di Sinner. Il ritorno in campo deve arrivare soltanto quando il corpo avrà recuperato la capacità di sopportare progressivamente i carichi agonistici, non semplicemente quando il dolore sarà diminuito.

Il recupero prima del ritorno in campo

jannik sinner

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Anche il professor Alessandro Massè, direttore dell’Ortopedia del Cto di Torino, ha indicato un percorso conservativo per affrontare il problema. Il lavoro riabilitativo può comprendere esercizi specifici per migliorare l’elasticità muscolare e mantenere una buona condizione fisica durante il periodo lontano dalle competizioni. L’obiettivo consiste nel permettere a Sinner di continuare a lavorare sul proprio corpo senza sottoporre prematuramente il ginocchio agli stessi carichi del tennis professionistico.

La scelta di evitare un intervento chirurgico punta quindi a favorire un recupero graduale e controllato. Il percorso richiederà valutazioni successive per verificare la risposta dell’organismo alle diverse fasi della riabilitazione. Soltanto dopo aver superato questi passaggi Sinner potrà aumentare progressivamente l’intensità dell’allenamento e avvicinarsi nuovamente alla competizione.

Al momento non esiste una data precisa per il rientro. Lo stesso Di Giacomo ha chiarito che non sarebbe corretto stabilire con certezza il giorno del ritorno in campo, perché il recupero deve rispettare i tempi del corpo. Sinner guarda comunque al 2027 e vuole presentarsi alla nuova stagione nelle migliori condizioni possibili, senza correre rischi legati a un rientro anticipato.

La rinuncia alle ATP Finals cambia il finale del 2026

L’assenza alle ATP Finals rappresenta così la conseguenza più evidente della scelta compiuta da Sinner. Il torneo di Torino avrebbe rappresentato l’ultimo grande appuntamento della stagione, ma il campione italiano ha preferito rinunciare per concentrarsi completamente sul recupero. La priorità non consiste più nel salvare qualche torneo del 2026, ma nel costruire le condizioni per affrontare il 2027 senza trascinarsi dietro lo stesso problema.

La situazione richiede quindi pazienza. Il lungo stop non deve essere interpretato necessariamente come un segnale di allarme, ma come la conseguenza di una scelta prudente davanti a un problema che non riguarda soltanto la presenza del dolore. Se l’infiammazione rappresenta davvero l’effetto finale di uno squilibrio biomeccanico, il lavoro più importante dovrà concentrarsi proprio sull’individuazione e sulla correzione della causa.

Sinner dovrà dunque guardare oltre il ginocchio per tornare al cento per cento. Il percorso potrà richiedere tempo, ma permetterà allo staff medico e al giocatore di affrontare il problema alla radice. La rinuncia alle ATP Finals chiude così un 2026 complicato nella sua parte conclusiva, ma apre una fase dedicata esclusivamente alla preparazione del ritorno. L’obiettivo resta quello di rivedere in campo il numero uno mondiale soltanto quando il suo fisico potrà sostenere nuovamente tutte le esigenze del tennis ai massimi livelli.

A cura di Nora Taylor
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