L’On. Antonio Misiani, responsabile delle politiche economiche del Partito Democratico (PD), ha commentato in modo critico la possibile cifra della liquidazione dell’ex amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares. Misiani ha dichiarato che, se la cifra dovesse corrispondere a quella riportata da alcune voci, ovvero 100 milioni di euro, si tratterebbe di una “oscenità”. La sua osservazione è legata alla disparità tra tale somma e l’andamento degli stipendi, che non sono aumentati, e l’incremento minimo delle pensioni, pari solo all’1.8%. L’On. Misiani ha sottolineato anche che i risultati ottenuti da Tavares come A.D. di Stellantis sono stati pessimi, tanto da portarlo alle dimissioni.
La richiesta di Misiani a Elkann: «Venga in Parlamento»
Antonio Misiani ha poi ripreso il tema del rifiuto del presidente di Stellantis, John Elkann, di presentarsi in Parlamento per discutere della situazione aziendale. Misiani ha ribadito che il PD ha già richiesto, in diverse occasioni, la presenza di Elkann in Parlamento. Ha dichiarato: «Non possiamo aspettare mesi che venga scelto un nuovo A.D. per capire che intenzioni ha Stellantis e quali impegni voglia prendere nei confronti del nostro Paese». Misiani ha anche precisato che non è la politica a dover interferire nella scelta del nuovo A.D., poiché si tratta di decisioni di mercato competenti agli azionisti, ma è compito della politica comprendere le strategie future di Stellantis, dato che quelle attuate da Tavares sono fallite.
Le accuse sulla posizione del PD: Misiani replica
Riguardo alle accuse provenienti dalla maggioranza, che accusano l’opposizione di un presunto silenzio sulla vicenda Stellantis, Misiani ha risposto con fermezza. Ha definito tali accuse come “retroscena senza fondamento” e ha ricordato che il PD ha già presentato ben 32 interrogazioni parlamentari su Stellantis e le sue strategie economiche. Inoltre, la stessa Elly Schlein, segretaria del PD, ha criticato apertamente Tavares durante la sua audizione. Misiani ha quindi affermato: «Francamente, non so di che silenzio si stia parlando».
La crisi automobilistica europea e le soluzioni di Misiani
Antonio Misiani ha quindi espresso le sue opinioni sulle soluzioni necessarie per uscire dalla crisi automobilistica che sta colpendo l’Europa. «Tutti dobbiamo rimboccarci le maniche», ha affermato, «tralasciando la propaganda e la politica politicante». Misiani ha sottolineato che i produttori di auto europei sono in forte ritardo tecnologico rispetto ai concorrenti, soprattutto per quanto riguarda il settore dell’elettrico. Ha poi evidenziato che, mentre negli ultimi dieci anni il costo di produzione delle auto elettriche in Cina è diminuito drasticamente, in Europa è invece aumentato. Misiani ha aggiunto che bisogna recuperare terreno nello sviluppo di software, batterie e nella filiera produttiva.
Politiche industriali europee e la critica al governo Meloni
Antonio Misiani ha concluso il suo intervento sottolineando la necessità di mettere in atto strategie industriali europee e nazionali per favorire la ripresa del settore automobilistico. Secondo lui, l’Europa deve implementare politiche concrete per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, ma non basta stabilire limiti temporali: «Servono politiche industriali e investimenti per realizzare questi traguardi». Inoltre, ha criticato la decisione del governo Meloni di ridurre dell’80% i fondi destinati all’industria automobilistica. Misiani ha suggerito che, anziché tagliare i fondi, sarebbe più utile investire in settori come la componentistica per la conversione all’elettrico. «Questo vuol dire affrontare la crisi a mani nude», ha concluso, chiedendo al governo di ripristinare il fondo per l’industria automobilistica che era stato introdotto dal governo Draghi.
A cura di Nora Taylor
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