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Vacanze 2026: 7 italiani su 10 tornano dalla nonna

Lo studio dell'Osservatorio Polara rivela come la maggioranza degli italiani preferisca i luoghi d'infanzia ai viaggi esotici

by Davide Cannata
Vita di Sicilia dalla nonna Polara ph Press

I complessi turistici esclusivi e la costante rincorsa allo scatto perfetto per i social network cedono il passo a una nuova tendenza nell’estate 2026: la rotta più desiderata non punta verso mete esotiche d’oltremare, ma compie un percorso a ritroso verso il paese d’origine. Mentre dai finestrini abbassati e dalle radio risuona il brano Al mio paese e il cinema celebra il mito dell’Odissea omerica, lungo la penisola si compie un vero e proprio nostos contemporaneo. In base alle rilevazioni, oltre il 75% degli italiani dichiara di voler tornare a casa (con il 54% che lo esplicita chiaramente e un ulteriore 21% che lo manifesta in forma implicita). Soltanto il 18% si dichiara estraneo al richiamo delle radici, a fronte di un 7% di indecisi. A documentare questa dinamica è l’indagine dell’Osservatorio Polara, storico marchio siciliano di bevande e simbolo del made in Italy di tradizione, che ha esaminato oltre 1.500 conversazioni e testimonianze online per comprendere lo stato d’animo dei viaggiatori in partenza.

Giuseppe Polara ph Press

Giuseppe Polara ph Press

La Generazione Z e la ricerca di autenticità secondo Giuseppe Polara

Il cambiamento più rilevante interessa le nuove generazioni. Per la Generazione Z, le vacanze estive abbandonano la patina dell’apparenza: il 31% degli under 30 torna alle origini per riabbracciare i nonni, mentre il 24% lo fa per ritrovare la comitiva di sempre, smentendo la narrazione che vorrebbe i più giovani legati esclusivamente a mete di tendenza. A delineare il significato profondo di questo fenomeno è Giuseppe Polara, general manager dell’omonima azienda familiare:

«Riscontriamo non soltanto dai dati di questo studio, ma anche attraverso i report internazionali, che emerge con sempre più forza una grande voglia di autenticità, soprattutto da parte dei più giovani. Non è vera nostalgia, ma l’esigenza di ritrovare emozioni vere, sane, in grado di generare quel benessere che tutto ciò che è artificiale non riesce a donare. Chi affronta il viaggio non cerca una semplice vacanza, ma quell’umanità e quei sapori tipici della propria terra. La riscopre nello sguardo degli affetti più cari, nei ritmi lenti del paese e nei rituali di una tavola condivisa. Per noi di Polara, custodi delle ricette della tradizione, fare impresa significa proprio questo: essere il ponte sensoriale che trasforma quel ritorno in un gesto di pura memoria e appartenenza».

La determinazione contro lo stress e la figura centrale della nonna

Rientrare al borgo natio richiede spesso un notevole impegno organizzativo. Se il 39% degli intervistati ha già pianificato e blindato il viaggio, una fetta consistente si trova a gestire ferie e impegni di lavoro: il 31% considera il ritorno “solo desiderato”, il 17% lo definisce “probabile” e l’8% non si è ancora sbilanciato. Tuttavia, emerge una grande tenacia: solo un marginale 5% alza bandiera bianca ammettendo l’impossibilità di partire. Alla base di tale determinazione si colloca l’esigenza viscerale di staccare la spina.

Tra le cause primarie che spingono alla partenza figurano:

  • Stress da lavoro (26%)
  • Routine quotidiana (22%)
  • Dittatura di orari e impegni (17%)
  • Traffico e caos metropolitano (14%)
  • Ricerca di una tregua dalle responsabilità (10%)
  • Senso di solitudine (7%)
  • Frenesia digitale (4%)

A favorire la partenza sono l’arrivo della bella stagione (31%) e l’approssimarsi delle ferie (22%), insieme a specifici stimoli emotivi: un ricordo improvviso (10%), una foto del borgo intravista sullo smartphone (9%), una telefonata con i parenti (7%), il caldo (6%), i post sui social (5%), la voglia di un sapore dimenticato (4%), il vedere altri partire (3%), una festa patronale (2%) e le note di una canzone (1%).

L’ecosistema relazionale poggia su legami profondi. I genitori sono la motivazione principale per il 31% degli italiani e gli amici storici d’infanzia per il 19% (con un restante 8% diviso tra altri parenti e comunità locale). Il punto di riferimento principale rimane la nonna, indicata dal 42% del campione come autentica Penelope moderna, custode dell’attesa, della casa e della memoria.

L’istante esatto in cui si realizza di essere arrivati coincide per il 24% con la tavola imbandita con tutta la famiglia riunita. Seguono l’abbraccio ai nonni (19%), la prima birra o serata con gli amici di una vita (17%), il primo tuffo nel mare di casa (13%), il morso al dolce preparato appositamente dalla nonna (10%), lo struscio in piazza tra i vicoli del centro (8%), il caffè al bar di ritrovo storico (6%) e la festa di paese (2%).

I rituali quotidiani, i sapori della memoria e le emozioni del rientro

Le giornate al paese si articolano attraverso una serie di consuetudini irrinunciabili:

  1. Le serate con gli amici (22%)
  2. I lunghi pranzi in famiglia (18%)
  3. Le partite a calcetto sulla sabbia (13%)
  4. I bagni in mare prolungati fino al tramonto (11%)
  5. Le passeggiate in piazza (10%)
  6. I tavolini del bar con la comitiva (8%), le sagre paesane (7%), le partite a carte (5%), la vista del tramonto sul mare (4%) e le immancabili grigliate (1%).

I sensi e la cucina fanno da bussola all’intera esperienza: il podio del gusto è guidato dal dolce della nonna (22%), dal pranzo domenicale (20%) e dalla specialità tipica locale (16%). Trovano spazio anche icone identitarie come la granita tradizionale (13%) e la bibita della propria terra (9%), che precedono il gelato artigianale (8%), il pane caldo di forno (6%) e il caffè del bar centrale (4%).

Il viaggio della memoria coinvolge principalmente i ricordi legati all’adolescenza (46%) e all’infanzia (29%), lasciando percentuali più contenute alla giovinezza (15%) e all’età adulta (2%). A guidare i vacanzieri nell’estate 2026 sono la nostalgia (28%), la gioia pura (24%), la serenità (17%), la trepidazione dell’attesa (12%), l’emozione del riabbraccio (10%) e un saldo senso di appartenenza.

A cura della redazione

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