È un vero e proprio terremoto politico quello che ha travolto l’amministrazione di Viareggio, dove l’assessore con deleghe a Sport, Mare e Futuro, Rodolfo Salemi, si trova al centro di durissime contestazioni per aver reso note le posizioni esatte dei controlli stradali su una piattaforma di messaggistica. La vicenda ha sollevato un’accesa polemica etica e istituzionale, innescando l’immediata reazione dei gruppi di minoranza consiliare.
La fuga di notizie su Telegram e i posti di blocco sul lungomare
Tutto è accaduto la sera di giovedì 27 agosto, precisamente attorno alle 19:36, all’interno del gruppo Telegram denominato “Anonymus Versilia”, una comunità virtuale che conta all’incirca cinquemila iscritti nata per condividere aggiornamenti sulla viabilità ma spesso adoperata dagli automobilisti per eludere autovelox e verifiche stradali. Dal profilo personale dell’assessore Rodolfo Salemi è partito un messaggio che rivelava l’esatta collocazione di tre posti di blocco dislocati lungo la costa viareggina: il primo presidio situato di fronte al locale Teresita nell’area di Città Giardino, il secondo posizionato in Piazza Mazzini in direzione nord e il terzo, sempre in Piazza Mazzini, rivolto a sud. Benché la comunicazione fosse stata impostata con la funzione dei messaggi effimeri a scomparsa, diversi partecipanti hanno fatto in tempo a salvare la schermata prima della cancellazione automatica, diffondendo l’avviso e trasformandolo in un caso di pubblico dominio.
Il ruolo pregresso alla Polizia Municipale e i controlli straordinari
A rendere il quadro particolarmente delicato è il percorso istituzionale dello stesso Rodolfo Salemi, il quale fino a pochi mesi prima gestiva proprio la delega alla Polizia Municipale e alla sicurezza urbana, un incarico che richiedeva massima fermezza e stretta sinergia con i corpi dell’ordine a salvaguardia delle regole della circolazione. Proprio mentre il testo veniva condiviso nella chat, il Commissariato di Polizia e le altre forze di sicurezza stavano conducendo un massiccio servizio di controllo straordinario ad alto impatto nei punti nevralgici della marina e della passeggiata, finalizzato a reprimere la guida in stato di alterazione da alcol o stupefacenti, a sventare i reati predatori e a tutelare cittadini e turisti nell’ultima parte della stagione estiva. Un pattugliamento rigoroso che nel corso di quella stessa nottata ha prodotto sanzioni, denunce e persino un arresto, confermando l’importanza di un’azione operativa che la soffiata digitale rischiava di vanificare.
La bufera nel consiglio comunale e le richieste alla sindaca Sara Grilli
La comparsa della schermata ha scatenato la dura condanna delle opposizioni a Viareggio, con in testa il Partito Democratico insieme alle civiche di minoranza, che hanno denunciato la condotta definendola un fatto di inaudita gravità capace di ledere l’autorevolezza dell’ente e la fiducia della cittadinanza verso le istituzioni. Per i rappresentanti di minoranza è inaccettabile che un componente dell’esecutivo fornisca indicazioni utili a trasgressori o malintenzionati per aggirare le pattuglie, motivo per cui sono state sollecitate le dimissioni immediate dell’assessore Rodolfo Salemi, con l’intenzione di presentare una mozione di sfiducia in assenza di provvedimenti tempestivi. La questione chiama ora in causa la prima cittadina Sara Grilli e la coalizione di governo a poche settimane dall’avvio della consiliatura: nei corridoi comunali il clima resta teso tra chi sollecita chiarimenti dal diretto interessato e chi chiede un intervento risolutivo della sindaca a tutela dei rapporti istituzionali con la Questura e i comandi delle forze di polizia del territorio.
A cura della redazione
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