Home Daynews24Volare in Italia: quali sono gli aeroporti promossi dai viaggiatori

Volare in Italia: quali sono gli aeroporti promossi dai viaggiatori

'indagine evidenzia come la rapidità nei controlli e la regolarità delle partenze pesino molto più delle grandi metrature commerciali

by Davide Cannata
ph web Tocuxmen International Airport

L’esperienza di volo per un passeggero comincia ben prima di salire a bordo, snodandosi tra varchi di sicurezza, code, orientamento nei terminal e lunghe attese davanti ai gate, momenti in cui l’efficienza di una struttura aeroportuale fa la differenza tra un percorso sereno e una gestione snervante. A fare il punto sulla situazione globale è l’indagine AirHelp Score 2026, redatta dalla società AirHelp incrociando valutazioni dei viaggiatori e dati operativi reali su 279 aeroporti distribuiti in 76 paesi, nel periodo compreso tra il 1° maggio 2025 e il 30 aprile 2026. Il quadro complessivo riserva all’Italia un piazzamento dignitoso ma lontano dalle posizioni di vertice: il primo aeroporto nazionale si trova infatti solo al 71° posto, con il podio tricolore composto da Cagliari Elmas, Bari Karol Wojtyla e Milano Linate, a conferma del fatto che la grandezza di uno scalo non equivale necessariamente a una migliore operatività.

Criteri di misurazione e graduatoria internazionale guidata da Tocumen

Il modello di analisi adottato assegna un peso determinante alla puntualità dei voli, che incide per il 60% sul punteggio finale con l’obiettivo di premiare la regolarità di decolli e atterraggi rispetto all’orario stabilito. Il restante 40% è suddiviso in parti uguali tra l’esperienza del passeggero (20%) e la qualità di servizi e comfort (20%). Nel giudizio espresso dai viaggiatori rientrano parametri tangibili quali la cortesia del personale, la rapidità nelle file, l’accessibilità, il livello di pulizia e la precisione delle indicazioni fornite, mentre l’analisi delle strutture valuta negozi, ristorazione, sedute, intrattenimento e comodità complessive durante la sosta. Non basta quindi disporre di edifici spettacolari o architetture d’avanguardia per conquistare l’eccellenza, poiché disservizi logistici o partenze ritardate possono vanificare qualsiasi attrattiva estetica.

Al vertice del ranking mondiale per il 2026 figura l’aeroporto internazionale Tocumen di Panama City, capace di primeggiare con un punteggio di 8,48 su 10 trainato dal fattore orario, dove ottiene un rilevante 8,9 nella puntualità a fronte di un 8,1 nell’opinione dei passeggeri e di un 7,6 per servizi e comfort. In seconda posizione si colloca il Fortaleza Pinto Martins, in Brasile, con 8,42 complessivo (8,6 nella puntualità e 8,7 nel gradimento del pubblico), mentre la terza piazza è appannaggio del Cape Town Airport, in Sudafrica, con una valutazione di 8,36. Tra le prime dieci posizioni non si incontrano unicamente imponenti snodi globali, ma anche realtà regionali capaci di coniugare flussi consistenti e precisione organizzativa. Sul versante opposto, l’estremo fondo della classifica generale è occupato dall’aeroporto di Tunisi-Cartagine, che si piazza al 279° posto con un voto di appena 5,50 e la percentuale di puntualità più bassa in assoluto, pari al 53%. Le posizioni immediatamente precedenti vedono Lahore, in Pakistan, con 6,40 e lo scalo Tan Son Nhat di Ho Chi Minh City, in Vietnam, fermo a 6,48, evidenziando un divario di quasi tre punti rispetto alla vetta.

I risultati degli scali italiani con Cagliari Elmas davanti a Bari e Milano Linate

La prima presenza italiana nella graduatoria planetaria emerge al 71° gradino con Cagliari Elmas, che fa registrare una media complessiva di 7,78 su 10 imponendosi soprattutto sul fronte dei tempi, dove raggiunge un valore di 8 su 10. Nello scalo sardo le partenze ritardate si attestano al 19%, le cancellazioni non superano l’1%, mentre l’apprezzamento dei passeggeri si fissa a 7,5 e le dotazioni di comfort toccano quota 7,4. L’ottima performance non riguarda una realtà marginale: stando ai dati societari SOGAER, nel 2025 il traffico ha superato 5,25 milioni di utenti, segnando una crescita dell’1,8% rispetto ai 5,16 milioni del 2024, con 35.948 movimenti complessivi che ne ribadiscono il primato isolano per ampiezza e volumi.

A breve distanza si posiziona Bari Karol Wojtyla, collocato all’81° rango globale con una valutazione di 7,75 punti e una punta di eccellenza nell’esperienza del passeggero, dove raggiunge un punteggio di 8,1, il più alto fra le tre strutture tricolori sul podio. Il risultato assume un rilievo ancora maggiore alla luce della forte espansione certificata da Assaeroporti, con oltre 7,97 milioni di viaggiatori accolti nel 2025 e un incremento del 9,7% rispetto all’anno antecedente, a testimonianza di una tenuta qualitativa notevole persino nei periodi di massimo afflusso turistico. La terza posizione nazionale coincide con l’87° posto mondiale di Milano Linate, forte di 7,74 punti totali, frutto di un 8 nella puntualità e di un 7,7 nel giudizio degli utenti. L’impianto cittadino milanese, che secondo Assaeroporti ha gestito 11,13 milioni di passeggeri nel 2025 (+4,5% sul 2024) e oltre 122mila movimenti, dimostra la capacità di combinare ritmi operativi imponenti con standard elevati di servizio al pubblico.

Le criticità di Bergamo Orio al Serio e il paradosso dei grandi volumi

In netto contrasto con i dati dei primi tre scali si colloca Bergamo Orio al Serio, che scivola al 256° posto su 279 complessivi con una media di 7,03. A pesare negativamente è in primo luogo la puntualità, ferma a 6,9, accompagnata da una quota di voli in ritardo superiore al 30% e dal 10% di tratte cancellate, a cui si aggiunge un modesto 6,8 nella voce relativa a strutture e comfort. La valutazione richiede tuttavia una lettura attenta, poiché le irregolarità orarie non derivano sempre dall’aeroporto di decollo, ma possono scaturire da aerei giunti in ritardo dalla tratta precedente, da condizioni meteorologiche avverse o da vincoli operativi a catena non imputabili alla singola aerostazione. L’esito desta comunque impressione se confrontato con la mole di attività: nel 2025 lo scalo bergamasco ha contato 16,94 milioni di passeggeri (pur con una flessione del 2,4% rispetto al 2024), attestandosi come uno dei poli più trafficati d’Italia.

Il confronto evidenzia un chiaro paradosso del panorama nazionale: gli aeroporti con il maggior afflusso non risultano necessariamente i più graditi dai viaggiatori, tanto che una struttura da poco più di cinque milioni di utenti come Cagliari supera i volumi di Linate e i sedici milioni abbondanti di Bergamo. All’aumentare delle dimensioni crescono infatti le variabili complesse da gestire, tra smistamento bagagli, disponibilità di gate, attese ai controlli, coincidenze e saturazione dello spazio aereo, dove anche un minimo intoppo può compromettere la percezione generale del servizio. Sulla questione si è espressa Mariana Giuliano, consulente di AirHelp e avvocato esperto in diritti dei passeggeri: «Quando si valuta un aeroporto, la puntualità resta un elemento fondamentale, ma l’esperienza del passeggero non si esaurisce nel rispetto dell’orario di partenza». Secondo l’esperta, fattori come la facilità di spostamento, la limpidezza dei ragguagli e l’offerta dei servizi durante la permanenza incidono profondamente nel rendere il percorso più fluido e confortevole. L’indagine dimostra in definitiva che la vera competitività non risiede nella grandezza monumentale delle aerostazioni, bensì nella capacità di preservare la puntualità e risparmiare tempo e stress a chi si mette in viaggio.

A cura della redazione

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