Le autorità ugandesi hanno imposto un blocco totale di Internet in vista delle elezioni presidenziali del 15 gennaio 2026, ripercorrendo precedenti del 2016 e 2021 sotto il presidente Yoweri Museveni. Il leader dell’opposizione Bobi Wine sta promuovendo l’app Bitchat per contrastare la censura e permettere comunicazioni decentralizzate. Questa misura governativa colpisce social media, web browsing e messaging, motivata da ragioni di sicurezza nazionale.
Precedenti e motivazioni governative
Nel 2016 e 2021, durante le elezioni, Museveni ordinò blackout totali di Internet e piattaforme social, giustificati con sicurezza nazionale e ordine pubblico secondo la Pan-African Human Rights Defenders Network. Il 30 dicembre scorso, Bobi Wine ha avvertito su X di possibili ripetizioni per impedire organizzazione popolare e verifica risultati. I blackout colpiscono soprattutto l’opposizione, dipendente dai social per campagne.
La risposta di Bobi Wine
Bobi Wine, leader della National Unity Platform che sfidò Museveni nel 2021 accusando brogli, spinge Bitchat sviluppata da Jack Dorsey. L’app permette di comunicare con “migliaia di persone in tempi record” e condividere “informazioni critiche con utenti specifici o altri” durante le elezioni . Dopo il suo appello, ricerche per Bitchat in Uganda sono salite da zero a 100 su Google Trends, con picchi su “Bitchat apk download”.
Bitchat ha registrato 936.104 download totali, con 4.252 nell’ultimo giorno e 32.524 nell’ultima settimana secondo Chrome-Stats. Casi simili in Madagascar, Nepal e Indonesia mostrano l’uso contro censure. Il governo limita anche Starlink, rafforzando sorveglianza pre-elettorale.
A cura della redazione
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